Stabilmenti Ex Buffetti: Print o Piano casa?

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Nell’area lungo la Portuense nell’XI municipio, era previsto un  PRINT, un centro in cui alle cubature residenziali erano affiancate strutture pubbliche quali una piazza e un auditorium (in una zona completamente sprovvista di teatri, e povera di spazi pubblici attrezzati). Attualmente c’è il rischio,   grazie al “Piano casa” della Regione  Lazio, che si trasformi  in  appartamenti e locali commerciali, senza alcun vantaggio per l’interesse pubblico

buffetti via della MaglianaMATERIALI

IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO APPROVA IL PRINT MAGLIANA-VILLA BONELLI

28 novembre 2013 – Il Consiglio del Municipio Roma XI ha approvato, questo pomeriggio, la proposta di deliberazione del PRINT Magliana – Villa Bonelli, riguardante la riqualificazione dell’area ex Buffetti. La proposta di deliberazione di iniziativa Municipale rientra negli strumenti previsti dal regolamento per il decentramento e dovrà essere sottoposta all’approvazione del Consiglio Comunale.
“Con l’approvazione del PRINT facciamo un passo molto importante per la riqualificazione del quadrante Magliana, introducendo servizi socio-culturali in un’area attualmente dismessa, ed importantissime opere infrastrutturali – dichiara Maurizio Veloccia, Presidente del Municipio Roma XI. Nell’area, oltre a servizi privati e nuove residenze, saranno realizzate importanti opere pubbliche: una piazza a verde di circa 5 mila metri quadrati, una sala polivalente per iniziative socio-culturali e un asilo nido. Il progetto prevede, inoltre, il fondamentale intervento infrastrutturale di allargamento del sottopasso ferroviario di via Baffi, oltre alla risistemazione di via di Villa Bonelli e la realizzazione di percorsi pedonali protetti. (leggi il comunicato) comunicato_print_magliana Buffetti

Repubblica 2 novembre 2013 Città del Gusto, ex Buffetti, nuova Fiera piano casa, lo scempio delle periferi Immobili destinati a servizi tramutati in alloggi. Il minisindaco Veloccia lancia l’allarme: “Il Campidoglio li blocchi”. Regalo ai costruttori dell’ex giunta regionaledi GIOVANNA VITALE

Si scrive piano casa, si legge speculazione edilizia. È l’ultimo regalo della giunta Polverini, confezionato con la complicità dell’allora sindaco Alemanno su misura dei grandi costruttori. I quali hanno già presentato decine e decine di richieste e adesso si preparano al saccheggio delle periferie. Senza aver trovato, almeno sinora, alcun ostacolo. “Merito” dell’articolo 3 ter della legge regionale, che prevede si possa cambiare la destinazione d’uso di immobili già esistenti o ancora da realizzare “in deroga agli strumenti urbanistici ed edilizi comunali”. Ovvero: infischiandosene del Prg.

Accade innanzitutto nell’XI municipio, tra Marconi, Magliana e nuova Fiera di Roma, dove alcuni fra i più noti palazzinari romani stanno convertendo progetti un tempo pensati al servizio dei cittadini in giganteschi alveari (privati) da piazzare per lo più sul mercato libero. Un esempio per tutti: la Città del Gusto incastonata tra il gasometro e il ponte di ferro, sorta di Eataly ante litteram, che la Zeus srl di Salini intende frazionare in centinaia di miniappartamenti. Perciò il minisindaco Maurizio Veloccia ha preso carta e penna e scritto al sindaco Marino e all’assessore all’Urbanistica Caudo: “Aiutatemi a fermare lo scempio del territorio”.

Lui, da solo, non ce la può fare: senza l’intervento del Campidoglio sarebbe come affrontare Golia senza neppure l’ausilio della mazzafionda. “Progetti che hanno dieci anni di analisi tecniche, studi di fattibilità, contrattazione tra istituzioni e privati, vengono accantonati e sostituiti da fantasmagorici piani casa con la foglia di fico dell’housing sociale”, attacca il presidente. “Gli imprenditori devono capire che si può uscire dalla crisi dell’edilizia insieme, con progetti di vera rigenerazione urbana ma non con nuove speculazioni”.

L’elenco, nella sola area sudovest, è da brividi. A Magliana, nelle ex fabbriche Buffetti rilevate dal Gruppo Abete, si cassa un programma di recupero che contemplava una nuova piazza a servizio del quartiere con un auditorium pubblico e l’allargamento del sottopasso ferroviario (tutte opere a scomputo previste dal print proposto dal municipio) per costruire nuove palazzine in una zona già intensamente popolata. Risultato? Trentamila metri cubi di opere non residenziali, grazie alla legge PolveriniCiocchetti, diventeranno come per magia 40mila metri cubi di case.

Stessa tecnica utilizzata a Marconi, dove il suggestivo ex deposito del consorzio agrario  –  93mila metri cubi riqualificati negli anni ’90 e trasformati nella Città del Gusto, con il Gambero Rosso a tenere corsi ed un cinema multisala  –  rischia di essere spezzettato in centinaia di miniappartamenti per 70mila metri cubi. E pazienza se quel recupero urbano aveva assunto un significato simbolico: donare a uno dei quartieridormitorio della semiperiferia nuove vocazioni: cultura, intrattenimento, luoghi per il tempo libero.

E siccome al peggio non c’è mai limite, alla nuova Fiera di Roma il gruppo Lamaro dei fratelli Toti intende tramutare oltre 270mila metri cubi di non residenziale in altrettante case. Significa costruire dal nulla un intero quartiere, per di più nella landa deserta del polo fieristico, e chi se ne importa se lì mancano infrastrutture, trasporti e scuole. Toccherà a Comune e Regione provvedere, non certo ai costruttori. L’ennesimo regalo di un’urbanistica all’amatriciana.

(02 novembre 2013) © Riproduzione riservata

 

 

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