Piano Particolareggiato Comprensorio Casilino

(IN COSTRUZIONE)

Per approfondimenti

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Una risposta a Piano Particolareggiato Comprensorio Casilino

  1. Per l’obiettivo di restituire un’adeguata tutela al Comprensorio “Casilino” [ ma anche a molte altre zone interessate dalla manovra urbanistica della Giunta Alemanno ] contro l’Amazzonia urbanistica della cementificazione è utile fare riferimento a una serie circolari e pareri dell’Ufficio Legislativo del Ministero Beni Culturali sulle “zone di interesse archeologico”, tra cui la più significativa è una nota del 5.10.2011 portante “chiarimenti in merito ai procedimenti di rilascio di titoli abilitativi all’edificazione” relativa al Comprensorio archeologico dell’Appia Antica. Un documento paradigmatico, esplicativo di un complesso regime di tutele vincolistiche che certamente si applica anche al Comprensorio “Casilino” – Ad Duas Lauros. Alla luce di questa autorevole prassi ministeriale, quest’area urbana, caratterizzata da insigni memorie storiche e archeologiche non minori di quelle dell’Appia Antica, risulta anch’essa protetta dai “diversi regimi di tutela tra loro concorrenti” di cui parla la nota del MIBAC. Oltre ai vincoli paesaggistici e archeologici di normative statali (Codice Beni Culturali – D.Lgs. 42/2004) nel caso di specie sussiste anche il vincolo derivante dalle rigorose prescrizioni della Legge Regionale del Lazio 6 luglio 1998 n. 24. Rilievo di non poco conto, considerando che autorevolmente (Corte Costituzionale), in materia urbanistica le leggi regionali prevalgono su quelle statali. La pronuncia del 2006 con cui i giudici amministrativi hanno parzialmente annullato il vincolo del D.M. 21/10/1995 ex Legge 431/1985 – non tocca minimamente gli effetti del riconoscimento del Comprensorio nelle aree di notevole interesse pubblico come “beni d’insieme: vaste località per zone di interesse archeologico” nel vigente P.T.P.R. – Piano Territoriale Paesistico Regionale.
    Senza alcuna incertezza, fra i “diversi regimi di tutela fra loro concorrenti che presidiano il Comprensorio dal rischio della cementificazione c’è anche la rigorosa tutela del vincolo regionale stabilito dall’art.13, comma 3, lettera b) della Legge Regionale 24/98.
    Questo regime di tutela paesaggistica e archeologica – come detto estraneo e insensibile agli effetti della pronuncia del TAR del 2006 – comporta che tutti gli atti di trasformazione/pianificazione urbanistica, qualsiasi trasformazione dei luoghi – ivi compresa la variante al Piano Particolareggiato Comprensorio “Casilino” – sono inesorabilmente subordinati all’approvazione non di una, ma bensì di DUE Soprintendenze, quella Archeologica (Dott.ssa Anna Buccellato) e quella dei Beni Architettonici e Paesaggistici.
    Secondo la citata legge della Regione Lazio, le due Autorità, doverosamente, non potranno che esprimersi “in conformità alle specifiche disposizioni del … P.T.P.R.”.
    In questa prospettiva, il deprecabile programma di massiccia edificazione del Comprensorio “Casilino” appare come un’auto che corre in un vicolo cieco rischiando di schiantarsi contro un muro: il doveroso parere negativo di una o di entrambe le Soprintendenze lo renderà illegittimo.
    Fonte: sito CdQ Torpignattara – Osservatorio Casilino
    link: http://www.osservatoriocasilino.it/index.php/comprensorio-casilino/63-variante-piano-particolareggiato-del-comprensorio-casilino-profili-di-illegittimita

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