Il suolo minacciato – documentario

4/giu/2010 Il prologo del film documentario “Il suolo minacciato”, in concorso al festival Cinemambiente 2010.

Il suolo minacciato – capitolo 1 Gru Valley
In questo primo capitolo, con una transizione dissonante rispetto alle musiche e alle immagini dell’Introduzione, viene presentato l’altro volto della Food Valley, quello delle selve di gru che si ergono all’orizzonte, dei campi arati aggrediti dall’espansione urbana ed infrastrutturale, delle visuali stradali occluse da un’interrotta sequenza di capannoni e di cantieri: in altri termini la Gru Valley. Tema principale del blocco sono i camera car e le carrellate di capannoni vuoti e abbandonati, i non luoghi lasciati come relitti dall’alluvione dello sprawl urbano. Quanto illustrato dalle immagini viene descritto e commentato da Luca Mercalli ed Edoardo Salzano e da persone intervistate agli orti sociali di Parma.

Il suolo minacciato – capitolo 2 Il suolo

Nel secondo capitolo il protagonista è il suolo e in particolare il suolo fertile che contraddistingue la pianura parmense e tutta la pianura padana. Luca Mercalli descrive le funzioni del suolo mettendo in evidenza come il terreno agricolo non sia un elemento inerte, un semplice supporto per case ed infrastrutture, bensì un sistema vitale che garantisce la chiusura del ciclo della sostanza organica e fornisce gran parte delle risorse (non solo alimentari) da cui dipende la vita dell’uomo. Wolfgang Sachs e Ciro Gardi sottolineano la scarsità di suolo fertile a scala globale a fronte di una domanda crescente per alimenti, fibre, legno e biocombustibili che genera una vera e propria corsa all’appropriazione di nuove aree agricole a discapito di eco-sistemi naturali di primaria importanza come le foreste tropicali.. Carlo Petrini mette in luce la necessità di avere più suolo per avere un’agricoltura meno intensiva e più sostenibile, mentre Luca Mercalli chiude il blocco rimarcando i costi del consumo di suolo e l’irreversibile perdita conseguente alla sua cementificazione. Il punto di vista di agricoltori ed allevatori locali, che la terra la conoscono e la lavorano in prima persona, integra il commento degli esperti. Le interviste sono accompagnate da immagini di suoli, di lavorazioni di terreno, di produzioni agricole girate nella pianura parmense alle quali si aggiungono brevi filmati resi disponibili da WWF Italia per i temi di scala globale affrontati.

Il suolo minacciato – capitolo 3 Le cause del consumo di suolo

Dopo avere illustrato l’importanza e il valore strategico del suolo agricolo, si affrontano le cause che nella Food Valley, come in tutta la pianura padana, ne determinano un crescente consumo ad opera dell’espansione urbana ed infrastrutturale. Luca Mercalli, Edoardo Salzano, Carlo Petrini fanno il punto sulle cause speculative, fiscali e normative che stanno alla base del fenomeno. In particolare si richiama la deregolamentazione urbanistica e il conseguente depotenziamento degli strumenti di pianificazione, la fiscalità dei Comuni sempre più fondata su concessioni ed oneri di urbanizzazione, lo sviluppo dei grandi spazi commerciali, la rendita e la speculazione immobiliare che rimangono il tratto predominante dell’economia nazionale. Nella parte finale del capitolo vengono analizzate anche le cause culturali connesse con i nuovi stili di vita e di consumo e con una concezione di sviluppo, pervasiva quanto obsoleta, che si identifica, oggi come ieri, con la crescita, con le gru e con il cemento. Agricoltori ed allevatori locali evidenziano invece le debolezze economiche e strutturali del settore agro-zootecnico che portano a volte gli stessi agricoltori ad invocare e a ricercare una valorizzazione immobiliare dei propri terreni.
I temi delle interviste sono illustrati con riprese da elicottero, confronti fra foto aeree di periodi diversi e con scorci del nuovo paesaggio rur-urbano fatto di campi intrappolati tra svincoli, rotonde, villette e centri commerciali.

Il suolo minacciato – capitolo 4 Uno sviluppo diverso

Nell’ultimo capitolo del documentario si mostra che uno sviluppo urbanistico “diverso”, più rispettoso del territorio e del suolo, è possibile e che questa alternativa dipende in ultima istanza dalle scelte e dal volere dei cittadini. Edoardo Salzano, Wolfgang Sachs, Georg Frisch, Maria Cristina Gibelli, Paolo Pileri illustrano le politiche virtuose adottate in altri paesi europei soffermandosi soprattutto sulla Germania, dove dal 1998 è in vigore una legge che stabilisce limiti quantitativi al consumo di suolo ed impone la compensazione ecologica preventiva per qualsiasi nuovo intervento urbano od infrastrutturale. L’obiettivo del governo tedesco è quello di disaccoppiare lo sviluppo economico dal consumo di territorio, limitando le trasformazioni urbane al recupero e al riuso del tessuto insediativo esistente. Anche in Italia, pur in assenza di un quadro normativo nazionale, cominciano ad emergere dal basso esperienze virtuose di governo del territorio: è il caso del Comune di Cassinetta di Lugagnano in Provincia di Milano che ha approvato un piano urbanistico senza alcuna previsione di espansione. Questa esperienza viene raccontata dal Sindaco di Cassinetta, Domenico Finiguerra, che chiude il capitolo. L’apparato di immagini è costituito da riprese nel territorio parmense oltre che da immagini aeree del paesaggio rurale tedesco e francese e da scorci del Comune di Cassinetta.

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