QUELLI CHE IL PIANO CASA…

Flash back a futura memoria…

Quelli che…il Piano casa creerà 21 mila posti di lavoro

Non lo dico io, lo dice una ricerca che abbiamo commissionato al Cresme. Solo per quanto riguarda la parte relativa agli ampliamenti, ragionando solo sul 6 per cento di coloro che potenzialmente potranno sfruttare questa occasione, si prevede che saranno messi in campo investimenti per 1 miliardo e 240 milioni. Il saldo sull’occupazione sarà di 15 mila nuovi posti di lavoro più altri 6 mila nell’indotto. Totale: 21 mila».

da Il Messaggero del 05.08.11 articolo di Mauro Evangelisti

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Quelli che… più interventi di maggioranza e opposizione (ma non Cinquestelle) del 17 ottobre

 

Quelli che…Le trasformazioni devono seguire le regole

Il Piano casa scassa le regole, illude i cittadini con la filosofia del “tutto è lecito”, mentre non si affrontano i veri problemi delle nostre città. Così facendo si favoriscono solamente i conflitti e si danneggia sia chi è impegnato a pianificare uno sviluppo sostenibile del territorio, ma anche chi vuole avviare trasformazioni seguendo le regole. Si tratta di una deregulation del mattone che rischia di compromettere l’agro romano e di rendere più brutti e insicuri i centri storici, facendo nascere interi quartieri senza servizi e infrastrutture. Per questi motivi facciamo ancora appello al Consiglio regionale affinchè si scongiuri l’approvazione di qusto Piano casa e si avvii una nuova fase di concertazione per affrontare l’emergenza casa e la crisi abitativa”.

Michele Civita,  Assessore all’Urbanistica e alla Tutela Ambientale della Provincia di Roma, (oggi assessore all’urbanistica della Regione Lazio) 3 agosto 2011

Civita sito provincia contro Piano casa

Ho proposto nei giorni scorsi con altri parlamentari, tra cui Michele Meta, un referendum abrogativo” risponde il deputato dei Democratici ed ex assessore all’Urbanistica della giunta Veltroni “e il Pd ha raccolto questa proposta. Ne sono contento: a settembre lanceremo i comitati”.
[la legge “Stravolge i piani regolatori votati sovranamente dai Comuni. E compromette i vincoli statali, che sono leggi nazionali. In particolare il “Codice Urbani” per la tutela del paesaggio. Il Piano Casa Polverini è in realtà il prodotto delle norme edilizie votate a giugno nel decreto sviluppo del governo, quelle norme hanno forza nazionale in tutte le regioni, soprattutto laddove esautorano i consigli comunali dalla materia urbanistica. Per questo motivo c’è lo spazio per un ricorso alla Corte costituzionale, che potrebbe avanzare la stessa Provincia di Roma”.

“Per la seconda volta in un anno il Governo, dopo l’iniziativa dell’ex ministro Galan, impugna nuovamente il Piano casa della Regione Lazio. Si tratta di una clamorosa bocciatura per la Giunta Polverini e per una legge che oggi come allora ignora volutamente tutti gli strumenti urbanistici fino a rimuovere i meccanismi di vincolo a tutela del paesaggio. Nel Lazio, nonostante le ferite inferte al territorio, e’ ancora possibile risanare quegli equilibri spezzati dalle politiche scellerate del sacco di Roma e degli anni dell’abusivismo, attraverso ricette che non possono andare pero’ verso un ulteriore consumo del suolo a danno del paesaggio ed in spregio alle regole”.

Michele Meta,deputato del Pd Friday, September 28th, 2012

Quelli che… volevano abrogare il Piano casa con un  referendum

Morassut piano  casa 2011Il Piano Casa è una legge-scempio. I cittadini la cancelleranno con un referendum”Il deputato del Pd ed ex assessore all’Urbanistica della giunta Veltroni sostiene che il provvedimento è incostituzionale. Stravolge i piani regolatori votati dai comuni. La Provincia di Roma potrebbe avanzare un ricorso alla Corte costituzionale.

da La Repubblica 5 agosto 2013  di PAOLO BOCCACCI 

Quelli che …si mortifica la pianificazione…

«Questa legge porta una deregulation che va a costruire un sistema di deroghe al Prg: quindi non è un vero piano casa, ma aiuta chi ce l’ha o ha dei terreni, a valorizzarli». Inoltre la trasformazione degli immobili da non residenziali a residenziali «mortifica la pianificazione dei quartieri, sempre più poveri di servizi

Umberto Marroni (all’epoca Capogruppo Capitolini Pd, oggi deputato PD, membro della Commissione Urbanistica) spiega così il voto contrario del suo partito:

dal Corriere della sera del 31.01.12 di Francesco Di Frischia

Quelli che …Alemanno non ha tutelato  l’intera cità storica dal Piano casa

La delibera presentata dal Comune [la delibera della Giunta Alemanno per “individuare gli ambiti del proprio strumento urbanistico ovvero immobili nei quali, in ragione di particolari qualità di carattere storico, artistico, urbanistico ed architettonico, limitare o escludere gli interventi” previsti nel Piano casa] non tutela l’ intera “città storica”, così come previsto dal piano regolatore, ma si limita alle Mura Aureliane e ad alcuni beni fuori del perimetro delle Mura, come per esempio gli edifici ottocenteschi, primi Novecento e di qualità architettonica, escludendo molti ambiti della stessa città storica (denominati T4, T5, T6, T7, T8 e T9), che si trovano tra Flaminio, Garbatella, Eur e parte di Trastevere, e non tutela le aree protette e le zone agricole dell’ agro»

Athos De Luca Consigliere capitolino PD

da La Repubblica del 01.02.12 di Paolo Boccacci

Quelli che… una legge che oggi come allora ignora volutamente tutti gli strumenti urbanistici

Per la seconda volta in un anno il Governo, dopo l’iniziativa dell’ex ministro Galan, impugna nuovamente il Piano casa della Regione Lazio. Si tratta di una clamorosa bocciatura per la Giunta Polverini e per una legge che oggi come allora ignora volutamente tutti gli strumenti urbanistici fino a rimuovere i meccanismi di vincolo a tutela del paesaggio. Nel Lazio, nonostante le ferite inferte al territorio, e’ ancora possibile risanare quegli equilibri spezzati dalle politiche scellerate del sacco di Roma e degli anni dell’abusivismo, attraverso ricette che non possono andare pero’ verso un ulteriore consumo del suolo a danno del paesaggio ed in spregio alle regole”.

Michele Meta deputato Pd dal sito del PD Lazio 

Quelli che.. .sulle trasformazioni urbanistiche deve pronunciarsi l’Assemblea Capitolina

«Soprattutto la delibera Comunale doveva contemplare il pronunciamento dell’ Assemblea Capitolina sulle trasformazioni urbanistiche poichéè incostituzionale che la Regione sottragga a Roma Capitale la potestà sulla attuazione del piano regolatore» affermano i Democratici

da La Repubblica del 01.02.12 di Paolo Boccacci

Quelli che… sul Piano Casa non volevano dialogare

Perché non siete riusciti a dialogare con la minoranza? Come mai si è andati a uno scontro tanto duro? «Alcuni partiti hanno fatto opposizione ideologica, sono quelli dell’ambientalismo a tutti i costi, anche sparando falsità, penso a Sel e Verdi. Altri, come i Radicali, hanno preso una posizione ostruzionistica, con il mito delle regole. Mi ha deluso il Pd, che dovrebbe avere una cultura di governo e invece ha scelto di seguire Sel e Verdi. Pensare che io avevo iniziato un percorso di dialogo, avevo accolto anche dei loro emendamenti».

Luciano Ciocchetti (UDC, ex assessore all’urbanistica della Giunta Polverini)

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