Stadio Tor Di Valle: Caudo alle Commissioni congiunte

Pubblichiamo il testo dell’intervento dell’Assessore alla Trasformazione Urbana Giovanni Caudo  a conclusione delle commissioni congiunte del 2 ottobre 2014 sul progetto del Nuovo Stadio della Roma.

Commissioni congiunte sullo Stadio della Roma 2 ottobre 2014

Commissioni congiunte sullo Stadio della Roma 2 ottobre 2014

Ascolta l’intervento audio assessore Caudo

L’apertura è una risposta alle richieste di Carteinregola e del consigliere Athos De Luca (PD), per il costante inserimento di tutti i materiali sul progetto dello Stadio sul sito del Dipartimento Urbanistica, e non solo alla Casa della Città alla Garbatella. In conclusione l’assessore ha ribadito il suo impegno in questa direzione

 

(Assessore Giovanni Caudo)

…Penso anch’io che la cosa importante sia  ragionare anche sul metodo di quello che noi stiamo facendo. Abbiamo scritto nel programma di Marino, l’ho scritto io, che tutte le grandi trasformazioni urbanistiche sono legate anche al modo con cui queste trasformazioni si devono fare. Nella vicenda dello stadio c’è una tempistica,  data dalle norme, dai 3 commi sugli stadi, una delle poche cose della legge che abbiamo utilizzato, per il resto ce ne siamo allontanati

Cosa abbiamo fatto dal punto di vista del metodo?

Noi abbiamo ricevuto una proposta il 29 maggio, abbiamo passato la  prima settimana a cercare di  capire se quello che ci avevano consegnato era effettivamenbte attivabile in funzione della norma degli stadi. La norma sugli stadi dà la legittimità a un proponente, a un privato di entrare dalla mia porta all’assessorato e lasciare una proposta.  La prima cosa, è stato vedere se c’erano le premesse in virtù di quella norma. Un secondo dopo che questo è stato deciso, non dall’assessore, ma dagli uffici che si occupano di questo aspetto, noi abbiamo messo tutto il materiale a dispozione dei cittadini. Vogliamo ricordare che l’articolo e l’uso che ne ha fatto il Messaggero [l’intervento di Carteinregola aveva appena sottolineato  il fatto che la maggiore fonte di informazione per i cittadini sullo Stadio era il quotidiano di cui è editore il costruttore Caltagirone NDR] è stato esattamente a seguito di questo. Legambiente ha potuto andare lì e vedere il progetto, vedere il milione di metricubi. Il giorno dopo c’era l’articolo sul Messaggero, quindi siamo noi che abbiamo fatto lo “start up” del dibattito,  non  ce l’ha mai riconosciuto  nessuno, ma siamo stati noi, esponendo tutti i materiali alla Casa della città, abbiamo messo in condizione chiunque,  non di bussare alla porta dell’assessore o di chiedere un  favore al Consigliere per avere le carte, di andare lì,  leggere e scrivere quello che pensava. Il Messaggero poi l’ha pubblicato e utilizzato.

signor_bonaventuraQuestione di metodo,  cosa è  venuto fuori?

C’è un aspetto che ci deve insegnare qualcosa…Il milione di metri cubi, come il Signor Bonaventura, il “milione di metricubi, il milione di metri cubi …non se ne può più… La “cementificazione di Roma” a seguito dello stadio è lo 0,9% delle previsioni del Piano regolatore Generale ed esattamente la metà di tutte le previsioni di cambio di destinazione d’uso del “Piano casa” di cui non si occupa nessuno, non c’è un articolo, non c’è nessuno che si agita… [rispondendo a Athos De Luca che gli dice “agitati te...”] è esattamente quello che stiamo facendo dall’inizio dell’anno scorso sul Piano casa e le modifiche che avevanmo in qualche modo concocrdato con Civita adesso con gli emendamenti gli si stanno annacquando… Non voglio relativizzare la  cosa, ma è questione di metodo: 242.000 mq si SUL (Superficie Utile Lorda) sono il milione di metri cubi , su un’area dove già se ne potevano fare 112.000 cioè 354 000 mc.  Un area ambientale? E’ un’area di Piano Regolatore Generale dove già oggi, attuazione diretta,  prendono una concessione per 354.000 metricubi e non ci fanno nulla, neanche un chiodo  di opera pubblica.  Stiamo consumando Agro romano? Non c’è un centimetro quadro di agro romano nella previsione  della trasformazione dell’area, facciamo 15 ha di di parco, che era fuori dalla proposta del proponente e grazie anche al contributo di Legambiente, mi spiace che Legambiente sia andato via, perché noi grazie  al contributo arrivato il 29 luglio di Legambiente,  noi abbiamo inserito nella proposta, così come oggi è modficata, quei 15 ha di parco che l’area di intervento non la prevedeva, il proponente aveva pitturato di verde quell’area, ma il progetto non lo prevedeva. Noi abbiamo tenuto conto di  di quelli che sono arrivati lì e hanno scritto un documento e ci hanno fatto sapere quello che pensavano. Potevamo fare di più? Certo, noi possiamo fare sempre di più, ma questo è il Comune di Roma, non è il comune di Zurigo, quale altra previsione di 242.000 di SUL ha avuto tutta questa pubblicità e questo dibattito ? Nell’area, se io mi sposto lungo quest’asse qua, il centro direzionale già esistente, dove c’è la Esso, tutto quest’asse qua,  di delibere passate in assemblea consiliare, e noi stiamo gestendo la cosa,  ci sono già 2 milioni e 200 mila metri quadri di SUL , cioè circa 6 milioni di metri cubi già autorizzati. Qualcuno ha mai partecipato a qualche riunione,  a qualche elemento di trasparenza su questi 6 milioni ? Che adesso abbiamo il milione di metri cubi che distrugge Roma? Che è lo 0,9% della previsione di tutto il PRG? A chi stiamo rubando la cubatura, quando si dice…? Addirittura l’antitrust, ma di cosa? Noi stiamo , con i 242.000 metri quadri di SUL aggiuntiva, di non residenziale, sì e no compensando la metà di tutto quello che sta succedendo a Roma,  da non residenziale a residenziale col “Piano casa”. E chi deve comprarsi queste case, se a Roma non c ‘è lavoro?

A me non importa dello stadio, perché qui tutti hanno cominciato dicendo “premesso che io sono d’accordo con lo stadio, non sono d’accordo con il centro”… Per me è il contrario:  premesso che a me non importa nulla dello stadio, se c’è qualcuno in questa città, che, grazie anche a collegamenti di carattere finanziario importanti, che io non mi fido solo dell’operatore locale, tanto che noi siamo andati negli Stati Uniti con il Sindaco, non per andare a pietire, ma perché abbiamo bisogno di capire se effettivamente questo è un investimento che può essere utile per la città, se oggi c’è qualcuno che ti dice: io sono in grado di portarti, non 80.000 dipendenti, ma spazi per 13.500 dipendenti, in quell’area” e io oggi non sto compromettendo di un metro quadro il territorio, perché io sto facendo una delibera di interesse pubblico su una proposta, in cui vediamo se poi effettivamente viene fatto.

Domani mattina, dopo la delibera approvata,  non cambia nulla, noi stiamo semplicemente dando la possibilità a un operatore, lo stiamo sfidando,  di poter metter in quest’area 242 mila metri quadri in più rispetto a quello che l’area prevedeva , e di investire in un’operazione che può portare una sede, una grande azienda, una multinazionale in quest’area. Io non so se questa cosa succederà, ma sono sicuro che questa proposta, entrata da quella porta dell’assessorato, in cui l’opera pubblica, l’interesse pubblico in termine di opere, pesava il 10% dell’ammontare, cioè sul miliardo e 500 milioni di euro che vale tutta l’operazione, in realtà la quota pubblica era circa il 10% , 150 milioni di euro, e sono usciti dalla porta, con le modifiche che noi abbiamo fatto, che la patrimonializzaizone pubblica,  fatta dai 195 milioni, più le opere di urbanizzazione dello stadio, più il contributo straordinario, è pari a circa 360 milioni di euro, che è il 26% dell’ammontare dell’operazione.

A me una volta qualcuno mi diceva: Roma non è comparabile con Monaco di Baviera, dove gli oneri pubblici pesano  per il 27/28%;  questa è un’operazione assolutamente in linea comparabile, poi siamo tutti esterofili, citiamo Londra…questa è un’ operazione,  dal punto di vista della redditività pubblica, pesa il 26% del miliardo e 400 milioni di euro, ditemi un’operazione a Roma,  negli ultimi 50 anni,  che ha patrimonializzato l’equivamente del 26 %.Volete i numeri? Ponte di Nona,  6% . Porta di Roma,  2 milioni 100 mila metri cubi, 6% di patrimonializzazione pubblica: neanche un autobus… E qualcuno qui fa la lezione se bisogna fare la metropolitana, la Roma Lido? [ a un cittadino che era intervenuto dicendo che una fermata metro era troppo misera NDR]

Noi stiamo portando la Roma-Lido, se lo farà la Regione, portiamo la metropolitana a territori, Decima, Torrino che trent’anni aspettano il filobus, che non ci arriverà , perché sarà tolto anche quello, ieri sera in una riunione si è deciso che neanche i soldi per quello ci sono.

Noi portiamo la Metro B. Mi dici una fermata? Perché non vivono la città! Non si può vivere di ideologia! Una fermata come Tor di Valle, della metro B, inserita nel sistema, o meglio, nelle due poveracce linee di metropolitana di Roma, che consente a quelli di Decima e di Torrino, a piedi,  nei 500 metri  a piedi di andare a prendere la metro B e muoversi dentro Roma è una risorsa inestimabile! Altro che lo stadio!

E quelli che dicono “il ponte, la strada…” perché,  da quanti anni si discute che bisogna collegare la riva destra con la riva sinistra del fiume che oggi, abbiamo fatto uno sviluppo enorme di questa città e ancora i passa sul ponticello della Magliana, costruito negli anni ’50? Co tutti gli incidenti,ogni mattina si sta in fila. E noi costruiamo un ponte, una strada che coglie il traffico prima, lo porta sull’Ostiense via del Mare che credo sia da trent’anni nel piano delle opere pubbliche la riunificazione. Questo progetto riunifica fino al GRA l’Ostiense via del mare e consente di entrare a Decima Torrino Eur molto prima.  I parcheggi dello stadio servono per lasciar la macchina e prendere la metro mentre il piano regolatore prevedeva nodo di scambio Eur Marconi, in piena città…

Come metodo, la discussione pubblica, credo dovrebbe essere un po’ più attenta, nei modi in cui si tratta l’argomento dello stadio, perchè ci sono altre ragioni quando uno dic euna cosa o un’altra.

Ma quello che posso assicurare, lo possiamo dire in ogni dibattito pubblico, non c’è, rispetto a questa operazione, il minimo dubbio sull’interesse pubblico nei modi di come l’abbiamo ricodificata rispetto a come ci è stata data, leggete la delibera, non c’è nessun punto che lascia qualche ambiguità rispetto a quello che stiamo dicendo.

E premesso che è una delibera di principio: oggi non stiamo decidendo nulla, anche la qualità dei progetti, i grattacieli, non sappiamo neanche quanto saranno alti – non sapevamo quanto era la SUL di partenza, adesso lo sappiamo –  noi avremo massima cura , perché i progetti devono essere di qualità.

Non scordiamoci qual è l’iter:  dato l’interesse pubblico dell’assemblea consiliare,  noi ci fermiamo, abbiamo esaurito il nostro compito,  fino a quando il proponente non ci porta i progetti definitivi, e si riavvia la procedura. Il proponente li porta in Comune, noi li guardiamo, vedremo quello che c’è in questi progetti, oggi non c’è nulla, sarebbe fuorviante che ci fosse qualcosa.  Ci portano i progetti definitivi e noi li trasferiamo in Regione, per la conferenza dei servizi decisoria, ma la qualità noi la pretendiamo, la qualità dello spazio pubblico.

Nella delibera c’è scritto che dev’essere obbligatorio, che il masterplan deve essere edificato dal punto di vista del “safe design”, cioè del progetto degli spazi pubblici sicuri, noi non vogliamo che la gente si bastoni in quell’area. Qualcuno ha mai posto questo problema che mettiamo 60000 persone che si possono rincorrere in spazi pubblici che non sono adeguati? Nella delibera che verrà approvata c’è una condizione di sicurezza condizione  degli spazi pubblici

Il metodo lo dobbiamo senz’altro correggere, dobbiamo migliorare la comunicazione, tutti gli atti che abbiamo della conferenza dei servizi verranno messi assolutamente on line, ma non possiamo metterli mentre si sta svolgendo la conferenza dei servizi, l’impegno a pubblicare tutto quello che abiamo fatto c’è, e siamo interessatissimi al dibattito,non l’ideologia pretestuosa e non informata che non ha guardato le carte…

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3 risposte a Stadio Tor Di Valle: Caudo alle Commissioni congiunte

  1. Alfio ha detto:

    Ragionamento pericoloso. A qualcuno potrebbe venire in mente di usare la stessa procedura per l’esecuzione del Ponte sullo Stretto. Basterebbe trovare un costruttore che lo realizza come opera di interesse pubblico a fronte di 50 milioni di mc di uffici a Messina e di 50 milioni di mc di uffici a Reggio Calabria, oltre ovviamente avere riconosciuto il pedaggio per il transito per i prossimi 100 anni. Ci sarebbero moltissimi posti di lavoro, sia durante la costruzione, sia dopo. Se poi non si trovano utilizzatori privati per gli uffici, basta farli comprare da qualche struttura pubblica tipo Provincia o Regione o Comune, come è successo sempre con Parnasi che ha venduto alla Provincia uffici privati a Castellaccio non ancora occupati dopo due anni dall’acquisto, con un dichiarato risparmio di costi per la Provincia stessa?

  2. Pingback: Tor di Valle: e se lo Stadio non si fa più? | carteinregola

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