Palazzo dei congressi e Archivio di Stato

Archivio Centrale dello stato

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ARCHIVIO DI STATO – Foto AMBM

 

(da Wikipedia) L’Archivio Centrale dello Stato, organo dotato di autonomia speciale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Direzione Generale per gli Archivi), è l’Istituto archivistico depositario della memoria documentale dello Stato unitario.

Conservazione L’Archivio Centrale dello Stato ha il compito di conservare gli archivi prodotti dagli organi e dagli uffici centrali dello Stato italiano nato con l’Unità: un insieme di archivi e di carte che comprende, tra le fonti più significative, la Costituzione italiana del 1948, la raccolta in originale delle leggi e decreti, i verbali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la documentazione delle grandi Commissioni d’inchiesta, lo stato civile dei Savoia e l’archivio della Real Casa, gli archivi dei tribunali militari e quelli fascisti, con le carte della segreteria particolare del Duce.

ConsultazioneL’Istituto, luogo obbligato per qualsiasi attività di ricerca storica sull’Italia contemporanea, rende consultabile la documentazione conservata, dopo averne curato i lavori archivistici di ordinamento e inventariazione.

Commissioni di sorveglianza Funzione di particolare rilievo dell’Istituto, esercitata su delega del Sovrintendente anche dai funzionari, è il controllo sugli archivi in formazione degli organi centrali dello Stato.

Palazzo dei Congressi

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Palazzo dei Congressi- Foto AMBM

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(da Wikipedia) Il Palazzo dei Ricevimenti e dei Congressi, più informalmente noto come Palazzo dei Congressi, è un edificio di Roma che si trova nel quartiere dell’EUR; progettato da Adalberto Libera e iniziato nel 1938, fu completato nel 1954. Originariamente uno dei progetti più importanti della prevista esposizione universale di Roma del 1942, mai realizzatasi a causa della guerra, era quasi ultimato quando le urgenze postbelliche misero in secondo piano le esigenze architettoniche e di rappresentanza della Capitale, e solo negli anni cinquanta vide il definitivo completamento dei lavori e la sua apertura al pubblico. In ragione della sua capacità e dei suoi ampi volumi liberi fu destinato anche a ospitare le gare di scherma ai Giochi olimpici di Roma del 1960.

 

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