Le Torri di Ligini

TORRI DELL’EUR – oltre 52.000 mq tra viale America e viale Europa

IMG_1396_2 EUR TORRI FINANZE

 (6 MARZO  2015)

A cura del Comitato Salute e Ambiente EUR

NOTA: quanto pubblicato  è ricavato da articoli giornalistici e documenti che si allegano integralmente. Siamo a disposizione per pubblicare rettifiche, approfondimenti e diversi punti di vista che dovessero pervenirci (laboratoriocarteinregola@gmail.com)

E’ noto che le Torri ex Ministero delle Finanze all’Eur sono sempre state ritenute edifici di grande valenza architettonica e parte saliente della seconda fase di crescita del quartiere Eur (anni 50-60) e della sua trasformazione in centro direzionale e sede di svariati ministeri. I motivi dell’interesse sono documentati da innumerevoli pubblicazioni e sono stati esposti nell’appello a Veltroni a cura della Fondazione Zevi del 2006 (v. allegato ) e nell’appello ad Alemanno redatto nel 2009 dal prof. Samperi (v. allegato); motivi tutti poi riassunti nel parere del 21.09.2010 del Comitato tecnico scientifico per la qualità dell’architettura urbana e per l’arte contemporanea del MiBAC, a firma del prof. Portoghesi, che ha anche evidenziato come esse facciano parte del paesaggio dell’Eur ormai storicizzato (v. allegato).

Tali edifici avrebbero dovuto, quindi, essere tutelati almeno per quanto riguarda l’impianto architettonico dell’originario progetto degli architetti Ligini e Cafiero, così come dovrebbe essere tutelato l’intero quartiere Eur anche con un forte vincolo di carattere paesaggistico che lo metta al riparo da ulteriori stravolgimenti.

Peraltro, significativamente, le Torri sono state inserite nel “Censimento nazionale delle architetture del secondo Novecento” realizzato dalla DARC del MiBAC e selezionate dal gruppo di ricerca coordinato dal prof. Piero Ostilio Rossi tra le “architetture di rilevante interesse storico artistico” realizzate a Roma dal 1945 ad oggi e come tali inserite nella Carta per la qualità del NPRG. Tra gli interventi possibili su tali edifici, in base al NPRG, non vi è la demolizione e ricostruzione con diversa sagoma e volumetria e nuove caratteristiche architettoniche. Per demolire e sostituire le Torri dell’Eur con un edificio con impianto e caratteristiche del tutto diverse come quello commissionato all’arch. Renzo Piano (v. allegato) si è tentato, prima della definitiva approvazione del NPRG, con una vera variante. Entrato in vigore il NPRG, una delibera del Commissario straordinario Morcone ha usato lo strumento dello stralcio dalla Carta per la Qualità (a nostro avviso non adeguatamente motivato) senza variante, finalizzato all’intervento in modalità diretta e all’immediato rilascio del permesso di costruire. La definitiva approvazione da parte del nuovo Consiglio Comunale è arrivata con una delibera nel maggio 2010 (v. allegato) a seguito di un iter caratterizzato da una dura opposizione dei comitati cittadini e di esponenti del mondo dell’architettura e della cultura. Tra l’altro la delibera accordava il pagamento del contributo straordinario dovuto per l’edificazione stimato di soli 24 milioni di € a fronte dei 50/60 calcolati dai comitati, dati alla mano.

IMG_1405  EUR TORRI FINANZE

Per comprendere perché gli edifici ex Ministero delle Finanze cd Torri dell’Eur si trovano da anni nello stato di scheletri di cemento occorre riassumere gli eventi di oltre un decennio (vedi scheda cronologia)

In sostanza, negli anni delle valorizzazioni spregiudicate degli immobili pubblici le Torri sono state al centro di un tentativo di sostituirle con un costoso edificio firmato dall’archistar Renzo Piano, che avrebbe dovuto consentire di immettere sul mercato –  all’epoca  sicuramente  sovrastimato  – appartamenti residenziali e uffici di altissimo pregio, producendo una consistente plusvalenza. Ma così non è stato, perché il mercato immobiliare è crollato prima che l’operazione potesse andare in porto. Inoltre sono diventati evidenti sia il fallimento del progetto Nuvola/lama, in fortissimo ritardo nei tempi di realizzazione, sia la mancanza di prospettive per la realizzazione di infrastrutture di mobilità, con la certezza della paralisi dell’intera area.

Per anni la vicenda delle Torri dell’Eur ha occupato numerosissime volte le pagine dei maggiori quotidiani, ma non ha trovato soluzioni per il riuso degli edifici, ormai in stato di totale degrado.

ALLEGATI

CRONOLOGIA (a cura di Cristina Lattanzi)

  • alla fine degli anni ’90 le Torri dovevano essere trasformate in alberghi per il realizzando Centro Congressi, il quale verrà localizzato nell’area attigua proprio in base alla disponibilità degli edifici del Ministero delle Finanze per realizzarvi le infrastrutture di ricettività
  • nel novembre 2002 le Torri sono parte di un protocollo d’intesa tra Ministero delle Finanze e Comune di Roma, che ne prevede la “valorizzazione”, i cui cospicui proventi devono servire a rendere possibile al Comune la realizzazione del progetto “Campidoglio due”;
  • appena dopo, nel dicembre 2002, le Torri, nell’ambito delle dismissioni/cartolarizzazioni di Tremonti, sono trasferite dal Ministero delle Finanze a Fintecna (100% statale), sotto il cui controllo permangono anche dopo il conferimento degli edifici (nel 2005) alla società Alfiere (interamente controllata) e il passaggio di metà delle quote di Alfiere ad una cordata costituita da imprenditori privati e altri enti di proprietà pubblica;
  • nel 2004-2005 vengono vincolati molti degli edifici dell’Eur, ma il Soprintendente dell’epoca Martines non riesce a completare il procedimento per le Torri; in compenso nel 2006 il nuovo PRG identifica l’Eur come Città Storica e colloca le Torri nella Carta per la qualità, riconoscendone la valenza architettonica e storico-culturale;
  • nel 2007 iniziano le opere di “manutenzione straordinaria” delle Torri, consistenti nello smontaggio e sostituzione degli infissi e nella demolizioni delle pareti interne per ridistribuzione funzionale, formalizzate solo mediante una DIA al Municipio XII. La DIA non appare lo strumento adeguato per intervenire con lavori di tale portata, tuttavia nessun organo di controllo interviene;
  • nel febbraio 2008, al momento della definitiva approvazione del PRG di Veltroni, viene bocciata la variante urbanistica predisposta dall’assessore al Patrimonio Claudio Minnelli per le Torri, che ne avrebbe autorizzato la demolizione; viene riconfermato l’inserimento di esse nella Carta per la qualità;
  • nell’aprile 2008 , qualche giorno prima del voto per il rinnovo del Consiglio Comunale con il quale sarà eletto Alemanno, il Commissario Morcone fa una delibera con la quale adotta lo stralcio delle Torri dalla Carta per la qualità, con l’intento di renderne possibile la demolizione e la sostituzione con un edificio con caratteristiche architettoniche ed edilizie completamente diverse. Italia Nostra ottiene che il candidato Sindaco Alemanno si impegni a favore del mantenimento delle Torri. Il sindaco Alemanno peraltro dopo eletto definisce l’edificio progettato dall’arch. Piano del tutto estraneo al tessuto architettonico dell’Eur;
  • nel 2009 la DIA per “la manutenzione straordinaria” delle Torri viene chiusa con una comunicazione della proprietà al Municipio in cui si attesta la volontà di non completarla. Pertanto gli edifici vengono lasciati nello stato in cui si trovano, ma nessun organo di controllo interviene. Emerge quindi come la DIA sia servita unicamente a: portarsi avanti nelle opere preliminari alla demolizione; impedire l’apposizione di un eventuale vincolo a seguito dell’eliminazione dell’elemento più caratteristico, ossia il courtain wall; eseguire lo smaltimento preliminare di tutti i materiali pericolosi presenti nella struttura, tra cui tonnellate di fibra di vetro e le tubazioni di cemento/amianto;
  • i comitati di cittadini dell’Eur ottengono nel 2009 il vincolo dei parchi dell’Eur e reclamano, inascoltati, il vincolo di tutto l’Eur;
  • nel maggio 2010 la delibera Consiglio Comunale n. 40 approva definitivamente lo stralcio delle Torri dalla Carta per la qualità, malgrado le osservazioni dei Comitati dell’Eur e gli appelli formulati con il supporto del prof. Samperi, la forte opposizione in Consiglio Comunale e numerosi irregolarità di percorso (per es. un emendamento approvato viene eliminato dal testo definitivo);
  • malgrado l’approvazione della delibera e la possibilità, ormai, di demolire e ricostruire, realizzando il progetto di Renzo Piano (la c.d. scatola di cristallo), la proprietà Alfiere srl non ritira il permesso di costruire: probabilmente la crisi del mercato edilizio, nel frattempo esplosa, rende prudente l’impresa (di cui è azionista anche la società di Ligresti che si trova in grosse difficoltà a Milano) in attesa di ridefinire il rendimento effettivo dell’investimento.

 

…Torno alla Nuvola superando il suo brutto involucro di vetro che si allunga in basso e si collega con la Lama, un altro sottile palazzone in vetro che da un lato nasconde ancora di più la Nuvola e dall’altro si affaccia sui due scheletri di grattacieli di 16 piani che i romani chiamano le torri di Ligini, straordinari verbali di disfacimento, documenti dell’ identità guasta dell’Eur. Non si può finire la Nuvola se non si finisce e si vende la Lama che “diventerà un albergo” che però non si può completare se non si restaurano le Torri “che la Cassa Depositi e Prestiti non riesce a comprare dai proprietari Toti, Ligresti, Marchini: chiedono 36 milioni”. E il parcheggio per La Nuvola che sarebbe obbligatorio per legge? “C’è un progetto per scavare sotto Piazza Sturzo”. Si farà mai? “Non mi pare possibile” ammette Borghini. Come in un domino è il Non Inizio che tiene insieme tutto, è l’Eur spa che sta uccidendo l’Eur. la Repubblica 20 febbraio 2015 Eur spa è l’unico ente al mondo che gestisce un pezzo di città: perché? MUORE L’EUR E LA ROMA DI MARMO La Nuvola, gli scheletri dei grattacieli, l’acquario, il lunapark dismesso, il Palazzo della Civiltà male affittato a Fendi…

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2 risposte a Le Torri di Ligini

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