Il raddoppio del Porto turistico di Otranto

otranto map attuale

[aggiornato al 14 aprile 2014]

Il progetto  della società Condotte, che prevede un investimento di 50 milioni di euro e la creazione di 450 nuovi posti per imbarcazioni medio-grandi comprese piccole navi da crociera, è stato momentaneamente fermato dal parere negativo della Sovrintendenza al Paesaggio, in quanto   “la trasformazione fisica, percettiva e visiva delle aree interferite dalle opere  sarebbe eccessiva, con il conseguente otranto map sito nuovo portoannullamento dell’identità dei luoghi”. Ma già si è levato un coro di contestazioni da parte degli idruntini, capeggiati dal primo cittadino che – invocando 100 posti di lavoro e l’ indotto turistico – chiedono alla Regione di procedere senza indugio alla cementificazione. Carteinregola si unisce all’Appello per la tutela di uno dei paesaggi più belli d’Italia promosso dal Presidente dell’Associazione Bianchi Bandinelli , Vezio De Lucia, al Presidente della Puglia Vendola,  in vista dell’ imminente decisione regionale.

L’appello

Al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola

e, per conoscenza, al Ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini

Otranto-porto-7Signor Presidente,

ancora una Soprintendenza sotto il fuoco degli speculatori. Stavolta è quella per i Beni architettonici e paesaggistici delle province di Brindisi, Lecce e Taranto che si oppone con motivazioni incontestabili alla realizzazione del nuovo porto turistico di Otranto, progettato dalla società Condotte d’Acqua, che dovrebbe anche gestire l’opera in concessione demaniale per cinquant’anni. Accanto a circa 500 posti barca medio grandi e per maxi yacht fino a 40 metri, sono previsti attracchi per navi da crociera, un lungomare; servizi nautici e residenze per i diportisti, autorimesse interrate e vari servizi. L’investimento complessivo ammonta a circa 50 milioni. Secondo i promotori, l’opera dovrebbe intercettare i flussi turistici, diventando uno scalo di sosta e di transito decisivo lungo le rotte adriatiche per Albania, Grecia e Turchia.

Ma le conseguenze per il paesaggio e l’equilibrio ambientale sarebbero drammatiche. Il nuovo porto trasformerebbe irrimediabilmente   la percezione e la vista da terra e dal mare, compromettendo il godimento del paesaggio. La fascia costiera sarebbe snaturata, come le visuali panoramiche da e verso il centro storico. Non solo di giorno, ma anche di sera e di notte, quando l’illuminazione della struttura portuale farebbe “scomparire” il centro storico di Otranto, i suoi monumenti, i bastioni, l’insenatura portuale storica.

Le è noto, signor Presidente, che chi sottoscrive il presente appello ha apprezzato con soddisfazione l’impegno suo e dell’Amministrazione per il Piano Paesaggistico della Regione Puglia, il primo approvato in Italia, primo anche per i contenuti rigorosi con il quale è stato formato.

Il porto turistico di Otranto è in contrasto con il Piano Paesaggistico, e ci appare incredibile che si possa perpetuare quel tradizionale e scandaloso metodo di governo consistente nell’accantonare con disinvoltura norme e regole di tutela per favorire interessi privati con esse incompatibili. Contiamo perciò sul suo autorevole intervento per scongiurare quest’opera dannosa per il paesaggio, e quindi per il benessere e il futuro di Otranto, della Puglia, del nostro Paese.

Vezio De Lucia, Alberto Asor Rosa, Vittorio Emiliani, Edoardo Salzano, Maria Pia Guermandi, Tomaso Montanari, Salvatore Settis, Pier Luigi Cervellati, Piero Guzzo, Paolo Berdini, Piero Bevilacqua, Tonino Perna, Paolo Baldeschi, Ornella De Zordo, Helen Ampt, Ilaria Agostini, Claudio Greppi, Tiziano Cardosi, Alberto Magnaghi, Sergio Morozzi, Gianni Mori, Nino Crescenti, Marisa Dalai, Rita Paris, Umberto D’Angelo, Paola Nicita, Lucinia Speciale, Elisabetta Simeoni, Sergio Vasarri, Sara Parca, Irene Berlingò, Giovanna Merola, Rosalia Varoli, Anna Maria Mandillo, Luisa Calimani, Giacinto Giglio, Emanuela Vesci, Ercole Guerra, Teresa Liguori, Gigliola Fioravanti, Roberto Scognamillo, Sergio Brenna, Stefano Boato, Stefano Fatarella, Sergio Brenna, Maria Paola Morittu, Cristiana Mancinelli Scotti.

 

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Materiali e Rassegna stampa

Lo spot del progetto (che parla di “denaturalizzazione” del sito…)

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-01-03/otranto-attesa-10-anni-il-porto-064939.shtml?uuid=ABVt9Mn

Otranto, attesa di 10 anni per il porto

Se va bene il nuovo porto turistico di Otranto potrebbe essere pronto a fine 2017, mese più mese meno. Tra progetto preliminare, procedure autorizzatorie, apertura cantieri e consegna delle opere, ci saranno voluti quasi 10 anni. In mezzo oltre 50 milioni di investimenti, programmati dal 2007, a totale carico della società romana Condotte d’Acqua Spa destinata a realizzare e gestire l’infrastruttura in concessione demaniale cinquantennale (DPR 509/97).
Un’opera di cui gli otrantini sentono parlare almeno dal 1970 e che serve come il pane – in estate i turisti diventano anche 70-80mila, rispetto ai 5mila abitanti – per intercettare flussi turistici più stabili, diventare uno scalo di sosta e di transito decisivo lungo le rotte adriatiche verso Albania e Turchia, ripristinare la vecchia rotta Otranto-Grecia e puntare anche sui traffici delle navi da crociera.
Per questo Condotte d’Acqua crede nello scalo idruntino e mette giù, a maggio 2007, un progetto preliminare per un porto da 417 posti fissi per imbarcazioni da diporto medio-grandi e maxi yacht (fino a 40 metri), oltre a 80 posti per i transiti, attracchi per le navi da crociera, nuovi tratti di lungomare pedonabile, autorimesse interrate, servizi nautici e 80 residenze per i diportisti. Il progetto, insieme alla richiesta di concessione, va al vaglio di una prima Conferenza dei servizi e supera le altre proposte preliminari presentate. A dicembre 2008 viene presentato alla città. Poi è il turno delle compatibilità ambientali perché l’area di intervento (134mila mq di cui 39mila a terra) rientra nella porzione marina del Sic “Alimini”. Perciò il progetto – che a luglio 2011 viene ulteriormente dettagliato agli idruntini – va alle valutazioni ambientali. Due anni dopo, a luglio 2013, Condotte d’Acqua deposita il progetto che ha dovuto rimodulare secondo i dettami della Regione (l’investimento perciò è sceso da 72,9 a 56 milioni) e gli studi di impatto ambientale.
Ora, a quasi 7 anni dalle prime mosse, si attende la deliberazione regionale di chiusura favorevole del procedimento d’impatto ambientale (prevista per gennaio 2014) cui seguiranno, nell’ordine, la Conferenza di servizi per approvare l’accordo di programma sul progetto finale, il rilascio della concessione demaniale (a opera della Regione) e del permesso di costruire(dal Comune). «Se tutto va bene – spiega Luciano Cariddi, sindaco dal maggio 2007 – i cantieri potrebbero essere aperti tra giugno e dicembre 2014 e le opere concludersi in 24-30 mesi». Per Condotte d’Acqua è una gara di resistenza con oltre 50 milioni in stand-by. Ma a luglio 2011 Stefano Tomarelli, responsabile settore Opere marittime di Condotte, era stato chiaro: «Nonostante i grovigli burocratici frapposti di continuo riusciremo a raggiungere il risultato. Ma se andasse per le lunghe potremmo destinare i fondi ad altre opere a più pronta realizzabilità».

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