Le schede per la mappa

COME FUNZIONANO

La mappa è interattiva: cliccando sul numero o sul simbolo che indica un punto del  percorso sulla mappa  si apre una pagina con una  scheda sintetica della vicenda/problematica.

E’ importante che tutte le schede seguano ciascuna un’impostazione standard, per dare un’unitarietà alla struttura e facilità di consultazione.

Sarà necessario individuare un numero  limitato di  macrocategorie in cui suddividere le problematiche con caratteristiche simili (ad esempio: cessione a privati di aree e immobili di proprietà pubblica etc)

Ecco uno schema possibile:

[TITOLO] nome del luogo – municipio – categoria FOTO

Scheda a cura di (comitato o persona) (con riferimenti email)

Sintesi in tre righe che rispecchi la regola delle “5 W”

  • WHO («Chi»)
  • WHAT («Cosa»)
  • WHEN («Quando»)
  • WHERE («Dove»)
  • WHY («Perché»)

Breve cronistoria dei fatti più salienti (i fatti)

I Punti controversi (i fatti)

Le soluzioni/richieste  avanzate dai Comitati (le opinioni)

Per approfondire: link a siti di comitati e/o associazioni o a articoli sull’argomento

Tutto dovrebbe stare in una pagina (con un eventuale  link a  un  dossier più approfondito sul blog o sul sito del  comitato)

NOTA BENE: Per situazioni che si rifanno  a una Delibera o a una scelta dell’amministrazione che riguarda più localizzazioni nella città della stessa problematica (es. cessione delle caserme o dei depositi ATAC, parcheggi interrati etc), si potrebbe inserire nella scheda di ciascun luogo una sintesi delle caratteristiche specifiche, rimandando a una scheda riepilogativa generale unica, con eventuale dossier di approfondimento.

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UN ESEMPIO :

Il palazzo tra Via del Gambero e Via del Corso

Via del Gambero (I Municipio) –

Una delibera di giunta dell’8 febbraio 2012 ha approvato la costruzione di un  centro commerciale su tre piani e cento miniappartamenti di lusso  al posto di uffici.  Nel cuore della città storica[1].

Un grande palazzo nobiliare che si affaccia su via del Gambero e su via del Corso,, vincolato come bene culturale, in passato  sede del Banco Torlonia e, successivamente, anche di uffici della Camera dei Deputati ,  sarà  ristrutturato in modo da ottenerne più di cento mini appartamenti e decine e decine di negozi su tre piani, a formare un nuovo megastore per un totale di 8000 metri quadri, stravolgendo le precedenti destinazioni d’uso (abitazioni per il 6,61%, commerciale per il 24,40, direzionale per il 68,99).

Un progetto firmato dal costruttore Bonifaci (Ribes srl) e approvato dall’attuale giunta comunale  l’8 febbraio, senza passare per il Consiglio, invocando le procedure veloci permesse dalla nuova legge regionale sulla casa.

Gli interventi. Nel salone centrale verrà costruito  un ascensore montacarichi di servizio ai negozi e due scale in vetro per mettere in comunicazione il piano interrato con quello ammezzato. Inoltre si prevede la realizzazione di una apertura di forma rettangolare da ritagliare sulla base del disegno della pavimentazione, per dare luce al livello inferiore, dove sorgeranno negozi dello store al posto del vecchio caveau della banca. E ancora: riapertura delle finestre esistenti al piano terra e ricostruzione della copertura del salone.

Dov’è la pubblica utilità?

1) Si aumenta il carico urbanistico Il testo della delibera afferma che «l’operazione servirà a trasferire le sedi direzionali al fine di ridurre il carico urbanistico e di favorire la distribuzione policentrica delle funzioni urbanistiche». Ma è vero il contrario: difficile immaginare un  carico urbanistico più pesante di decine di nuovi appartamenti e di negozi a pochi metri da Piazza San Silvestro, senza parcheggi nè standard urbanistici. Infatti la società pagherà un milione e 375 mila euro di oneri concessori e anche i parcheggi, che non si potranno fare, saranno monetizzati con gli oneri di urbanizzazione per circa 850 mila euro.

2) Si deroga al Piano Regolatore Le  norme tecniche del PRG prevedono che “il frazionamento delle unità immobiliari esistenti non è consentito, salvo che per la ricostituzione di unità edilizia o immobiliari interessate da precedenti processi di accorpamento (in questo caso è il contrario); inoltre gli interventi per la  realizzazione di spazi commerciali anno ancora una volta in deroga alle norme e ai regolamenti vigenti.

3) Anche le modalità di approvazione della Delibera sono state  contestate: secondo il consigliere dei Democratici Dario Nanni la Ggiunta non poteva dare il via libera ai lavori: “La legge regionale prevede all’articolo 2 comma 2: “le disposizioni del presente capo non si applicano su edifici situati nelle zone individuate come insediamenti urbani storici e l’immobile di via del Gambero ricade, secondo il Piano regolatore, nel sistema insediativo della città storica nel tessuto T2. Inoltre la legge regionale sul Piano Casa non può essere utilizzata per “interventi e/o disposizioni in deroga alle norme di attuazione dello strumento urbanistico generale“, come è in questo caso.L’assessore all’Urbanistica Marco Corsinirisponde che “In via del Gambero non si realizza un intervento di quelli consentiti dal piano casa regionale. Non si tratta né di demolizione e ricostruzione né di ampliamento. E’ invece un progetto conforme al piano regolatore. Il Piano casa si applica solo per il procedimento, perché ha previsto che su questi provvedimenti la competenza a deliberare viene ad essere della Giunta e non del Consiglio. E questa valutazione è stata anche condivisa dal Segretariato generale“.

 CONCLUSIONI

Facendo un bilancio  dell’operazione, il risultato ci  sembra non portare alcun vantaggio alla collettività ma favorire esclusivamente la  speculazione immobiliare privata.

Ancora una volta si fa un uso spregiudicato del territorio,  approvando  uno  stravolgimento del centro storico di Roma, senza  considerare  il contesto storico, artistico e culturale, né le ricadute negativi sui residenti e sui servizi ai cittadini

> SCARICA LA DELIBERA DI GIUNTA

RASSEGNA STAMPA:

Repubblica 22 dicembre 2011  COMMERCIO Via del Gambero, appartamenti e megastore
ll “piano di recupero” arriva in Consiglio Sarà trasformato un palazzo nobiliare già diviso in tre edifici, da 8mila metri quadrati. Il Pd: “Una vera e propria speculazione”. L’assessore Corsini: “No, progetto positivo “DI PAOLO BOCCACCI

Cinquegiorni 23 dicembre 2011 Rischio speculazione su un edificio di via del Gambero, Corsini non chiarisce Urbanistica. Fra le 40 delibere al vaglio dell’aula Giulio Cesare la riconversione del palazzo storico

REPUBBLICA 15 FEBBRAIO 2012 Da via del Gambero al Corso
miniappartamenti e megastore Gran cantiere in centro storico. Con l’apertura di Louis Vuittonil Campidoglio ha incassato tre milioni di euro con cui sono state riqualificate via del Gambero e via Borgognona. Ma per la Rinascente i lavori ancora devono partire di PAOLO BOCCACCI e LAURA MARI

 


[1] (le informazioni sono tratte da articoli di Repubblica Roma e Cinquegiorni indicati)

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