5 domande a Guido Improta

improta_imgLe risposte di  Guido Improta Assessore  ai Trasporti e Mobilità

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21 novembre 2014

Le cose più importanti che ha fatto finora?

PGTU. Approvato in via definitiva il Piano Generale del Traffico Urbano, un documento di cui la città aveva necessariamente bisogno considerando che l’ultimo era datato 1999 e portava la firma di Walter Tocci, Assessore ai Trasporti  della Giunta Rutelli. Tra gli obiettivi: riduzione del traffico veicolare privato; potenziamento del trasporto pubblico locale con aumento della velocità commerciale; mobilità condivisa (car-sharing, bike-sharing, car-pooling); isole ambientali in tutti i municipi; attenzione alla sicurezza stradale; incremento dell’offerta dei servizi rispetto alle infrastrutture ferroviarie esistenti.

Metro C. Dopo aver risolto l’enorme contenzioso tra Roma Metropolitane e il Contraente Generale è stata aperta al pubblico, il 9 novembre, la prima tratta da Pantano a Centocelle. Nella primavera 2015 contiamo di arrivare sino a Lodi.

Atac. Presentato il nuovo Piano Industriale e avviata la ricapitalizzazione aziendale grazie al trasferimento in proprietà, da Roma Capitale ad Atac, di 18 convogli Caf, per un valore complessivo di 150 milioni di euro. Rivista la governance aziendale, ristrutturato il debito, avviato il processo di razionalizzazione e potenziamento della rete bus e dei servizi al cliente, approvata la fusione per incorporazione delle società controllate Ogr Roma Srl e Atac Patrimonio Srl in Atac spa; siglati due importanti accordi sindacali sulla gestione degli esuberi dichiarati ad aprile scorso e sulla ristrutturazione della retribuzione aziendale; avviata la riorganizzazione industriale e organizzativa; raggiunto l’obiettivo di riduzione del 20% sui costi del personale dirigente e ridotto il numero dei dirigenti di 17 unità.

Car-sharing. Avviato il servizio di car-sharing a flusso libero con due operatori privati: Car2Go, con 500 auto, ed Enjoy-ENI con 600 vetture che dopo pochi mesi dall’avvio del servizio vantano oltre centomila abbonati.

Piano Bus Turistici  Approvato in Assemblea Capitolina il nuovo regolamento per l’accesso in città di pullman e bus turistici.

Complanari A24. Aperte il 12 aprile 2014 le quattro nuove corsie di autostrada sul tratto urbano dell’A24. In totale, oltre 20 chilometri di nuove corsie autostradali con un beneficio significativo dei tempi di percorrenza per gli spostamenti origine/destinazione del quadrante Est della città.

Corridoio Laurentino. Aperto il primo tratto del Corridoio della mobilità Eur Laurentina-Tor Pagnotta, nel Municipio IX. Il primo tratto, di 1,5 km, da via Laurentina, angolo via dell’Umanesimo, a via Céline in cui viaggeranno tutte le 14 linee di bus che transitano su via Laurentina. Pista ciclabile Monte Mario/ Monte Ciocci.  A 8 anni dal progetto esecutivo, abbiamo completato e aperto al pubblico, nel mese di giugno, 5 km di pista ciclabile che in brevissimo tempo sono diventati un nuovo luogo di aggregazione sociale intergenerazionale tanto da farlo ribattezzare “Parco lineare”.

Le cose più importanti che sta per fare o sta facendo?

Entro la prossima primavera contiamo di aprire al pubblico la tratta della Linea B1 che giunge a Piazzale Jonio, presenteremo la nostra proposta di potenziamento infrastrutturale della città (soprattutto a base di tram e sistemi ettometrici) e avvieremo, in forma sperimentale, la flessibilità dei turni del servizio Taxi in modo da soddisfare meglio le esigenze dei clienti.

Le “gatte da pelare” ereditate di cui si sta occupando?

Le più serie criticità ereditate riguardano la situazione di Atac e la costruzione della Linea C della Metropolitana.

In Atac abbiamo trovato una situazione debitoria molto pesante, con un’azienda sull’orlo del baratro. Abbiamo avviato un deciso cambio di passo, ma resta il nodo dei fondi che non arrivano dalla Regione: c’è bisogno di risorse certe, congrue, stabili e tempestive per garantire il buon esito del processo di risanamento e di rilancio dell’Azienda.

In sintesi, ecco cosa abbiamo trovato in Atac:

  • situazione economico-finanziaria gravata da un indebitamento al 30 luglio 2013 di 300 mln nei confronti delle banche, di 440 mln nei confronti dei fornitori e 470 mln nei confronti della gestione commissariale.
  • una stasi prolungata degli investimenti necessari per l’ammodernamento della struttura industriale, che ha comportato  un aumento nella vita media del materiale rotabile, per i servizi di superficie e per quelli ferroviari;
  • uno squilibrio crescente nel rapporto tra addetti diretti ed indiretti (leggasi “parentopoli”), a vantaggio della seconda categoria, generando un depauperamento delle risorse impiegate nella produzione diretta del servizio;
  • una rarefazione nelle risorse economiche messe a disposizione per il mantenimento in efficienza, che ha inciso sulla affidabilità delle infrastrutture e degli impianti;
  • un arretramento progressivo nei parametri di efficienza nel processo di erogazione del servizio;
  • L’età media della flotta di superficie di Atac pari a 9.82 anni, rispetto ad una media europea di 7 anni, ed il 61% dei mezzi con un’età superiore a tale valore: quasi 300 vetture hanno superato il ciclo di vita massima utile che si attesta sui 12 anni.
  • La flotta metro ferroviaria in esercizio sulle linee A e B e sulle ferrovie concesse gestite da Atac ha una età media superiore ai 23 anni. E’ necessaria una nuova stagione di investimenti anche per ammodernare una rete che inizia a mostrare gli anni che passano.

Su Metro C, l’attuale amministrazione ha ereditato un accordo del 2011 che prescindeva dalla certezza sulla finalizzazione dell’opera perché di fatto, nonostante le sollecitazioni del Ministero, l’amministrazione Alemanno non aveva esercitato le prerogative di controllo e di gestione del contratto.

Dal punto di vista della mobilità ciclabile abbiamo ereditato zero euro in bilancio e un servizio di bike-sharing fatto di zero stalli e zero biciclette funzionanti, e che riavvieremo grazie ai fondi del Prip (Piano regolatore impianti pubblicitari).

Le cose che vorrebbe fare (sogni nel cassetto)?

Sogno una migliore capacità di dialogo tra i diversi attori coinvolti, Comune, Regione e Governo che porti queste Istituzioni a fare fronte comune per migliorare il sistema trasportico e la qualità della vita dei cittadini. Sarebbe, in questo modo, più semplice aumentare l’offerta di trasporto pubblico ad infrastrutture esistenti, sfruttando ad esempio le otto ferrovie regionali, e gli 80 km di binari, che transitano sul territorio della capitale e favorendo l’integrazione tra il trasporto su gomma e quello su ferro.

Un altro sogno nel cassetto è quello di azzerare il Pup, Piano Urbano Parcheggi, e i relativi 300 parcheggi in esso previsti, per individuarne 40 effettivamente utili per la mobilità cittadina e per le esigenze dei romani e delle romane.

Gli ostacoli con cui deve combattere?

Ci troviamo a battagliare quotidianamente contro la mancanza di assunzione di responsabilità, sia da parte della politica che della pubblica amministrazione, e contro il malaffare , che si traduce in una inefficienza e in un rallentamento dell’azione pubblica.

Altro ostacolo alla nostra azione di governo è la caratteristica, prettamente italiana, di non riconoscere i risultati ottenuti. Un esempio su tutti: abbiamo inaugurato la prima tratta della Linea C, Pantano-Centocelle, un momento atteso da anni da migliaia di cittadini del quadrante sud-est della capitale. Nonostante l’entusiasmo dei residenti e una linea che ha viaggiato con regolarità per tutta la giornata (e sinora in tutti i giorni di esercizio) è bastato un piccolo e unico stop di 3 minuti alle 6 del mattino del 9 novembre per far titolare a gran parte dei quotidiani del giorno dopo: “Metro C subito Ko” o “Flop Metro C”.

Brutto virus quello di sminuire il lavoro fatto invece di provare ad aiutare a fare meglio.

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LE OSSERVAZIONI DI CARTEINREGOLA

(in progress)

SULLA METRO C di Paolo Gelsomini (3 dicembre)
Anche se la stazione Lodi riuscirà ad essere aperta nel 2015 avremo l’unico grande nodo strategico di scambio con la ferrovia largamente irrisolto in quanto, nonostante l’esistenza dei progetti, non c’è traccia di inzio lavori da parte delle Ferrovie per la realizzazione di Pigneto 1 che assicurerebbe la connessione con l’anello ferroviario tramite la FL1 Fiumicino areoporto-Fara Sabina e di Pigneto 2 con le connessioni con le linee ferroviarie in direzione Cassino, Castelli, Anzio, Nettuno, Latina. Perchè questa mancanza di azione sinergica con le FS? Inoltre ancora non si sa come verrà risolto con successo il problema del binario di scambio alla fine della tratta T4 a San Giovanni. C’è il pericolo che lo scambio avvenga allo snodo di via Roberto Malatesta con conseguente passaggio dei convogli ogni 12/13 minuti.
Il Cipe non concederà ulteriori finanziamenti oltre quelli già stanziati da Pantano a piazza Venezia che ammontano finora a circa 3,7 miliardi di euro. E’ consapevole il Comune di Roma Capitale che dovrà accollarsi ogni eventuale e quasi certo rincaro? Come si fa ad affermare che si può arrivare a Risorgimento? Visto anche lo stato dell’azione giudiziaria tuttora in corso e visto l’evidente ridimensionamento della portata strategica dell’opera (depotenziamento del nodo Pigneto, mancata interconnessione con la linea D non più realizzata, mancato collegamento con il nodo nord di Tor di Quinto) ci chiediamo se non sia obbligatoria da parte dell’Amministrazione una coraggiosa e profonda riflessione sul proseguimento dell’opera oltre San Giovanni al fine di ipotizzare soluzioni alternative, anche intermodali, che raggiungerebbero sicuramente migliori obiettivi, libererebbero risorse per altre opere trasportistiche come le nuove linee di tram annunciate ed accorcerebbero notevolmente i tempi di esecuzione mantenendo e forse superando il livello di occupazione prevista.

SULLA PEDONALIZZAZIONE DEL TRIDENTE (Roberto  Tomassi, Residenti Campo Marzio  – Coord. Residenti  Città Storica)

“Quella che viene erroneamente chiamata “pedonalizzazione del Tridente” (non un solo mq pedonale in più è stato creato) è l’intervento consistito nella ristrutturazione di via del Babuino, con allargamento dei marciapiedi ed eliminazione della sosta, e conseguente applicazione della vecchia normativa del settore “A1” della ZTL, vigente dal 2002 ma mai applicata. Tale normativa prevede la limitazione del traffico nel Tridente ai soli residenti, sia auto che moto, con individuazione di una serie di aree di sosta a loro riservate.
Tutto l’intervento è stato promosso da una neo-costituita associazione di esercenti di via del Babuino e sposato dall’amm.ne comunale. Nella primavera di quest’anno ci sono stati degli incontri pubblici di illustrazione del progetto ma ogni critica è stata semplicemente non considerata. A luglio, senza alcun preavviso, sono partiti i lavori di rifacimento di via del Babuino e la locale associazione residenti ha fatto pressioni affinché si tenessero presenti anche le esigenze di chi nel rione ci vive, oltre che chi vi opera. Ci sono quindi stati altri incontri pubblici, promossi dal Municipio, che però hanno messo a nudo il pessimo lavoro fatto dall’Agenzia della Mobilità, con un progetto raffazzonato e mancante di elementi fondamentali. L’associazione e singoli cittadini hanno cercato di collaborare con l’amministrazione per migliorare il progetto ma le loro richieste e suggerimenti si sono sempre scontrati con le ben più forti esigenze del commercio.
La situazione al momento è che a oltre sei settimane dall’entrata in vigore della nuova disciplina non c’è una sola cosa che funzioni. Curiosamente proprio ieri gli esercenti che originariamente promuoverono il progetto hanno fatto pubblicare un annuncio a pagamento sul Corriere romano per magnificare lo stato attuale del Tridente, mentre c’è tutta un’altra parte di commercio che sta organizzando un ricorso al TAR avverso alla nuova disciplina. Insomma, la solita guerra tra bande in cui l’amm.ne fa da banderuola ed i residenti il vaso di coccio (tra vasi di metallo).”

scarica  il documento dei Residenti Campo Marzio con le  proposte inviato all’assessore Improta PuntiTridente(Finora  la risposta è stata genericamente negativa su quasi tutto. Su TPL e parcheggi ha detto che ci lavoreranno)

SULLA PEDONALIZZAZIONE DEL TRIDENTE: Anna Maria Bianchi Missaglia

5 dicembre 2014 Non entro nel merito delle problematiche relative ai controlli insufficienti per accessi non autorizzati, sosta vietata, ingresso dei motorini etc :  credo che sia necessario stabilire al più presto le regole – a tutela dei residenti ma anche di tutti i cittadini romani –    e soprattutto farle rispettare. Ma non  sono d’accordo con Roberto Tomassi sul fatto che”non un solo mq pedonale in più è stato creato”. Sono convinta che l’allargamento dei marciapiedi in via del Babuino sia  un fatto di civiltà,  che  ha  ampliato lo spazio per i pedoni portandolo al minimo accettabile. Solo a Roma poteva essere tollerato che una delle strade più belle della città avesse dei marciapiedi di 50 cm di larghezza per permettere alle auto di stazionare su entrambi i lati della carreggiata, costringendo i pedoni a camminare in fila indiana o a rischiare di farsi arrotare dalle auto in transito (tra l’altro: monopolizzando anche lo spazio di sosta perchè era praticamente impossibile  trovare parcheggio in via del Babuino a qualsiasi ora del giorno e della notte per chiunque). E tutto questo eliminando un centinaio di posti auto, contando  legali e illegali (secondo Agenzia Roma Mobilità i parcheggi regolari erano ancora  meno, dato che la sosta sul lato sinistro non avrebbe dovuto essere consentita)  (vedi anche Aumenti ZTL e strisce blu, questioni complesse del 10 settembre 2014)

PIANO URBANO PARCHEGGI osservazioni Mobilitiamoci

Per soddisfare il desiderio di azzerare il PUP(Piano Urbano Parcheggi) avviato con le deroghe (ai termini della prossimità,appalti,ecc) alla normativa previste dallo stato di emergenza traffico(dpcm3543/2006) basterebbe rendere pubblico quanti parcheggi privati sono stati realizzati entro la fine della emergenza (dicembre 2012) e quanti hanno violato i termini della concessione,l’emergenza non può durare più di 6 anni,quindi le concessioni vanno annullate mentre per i parcheggi pubblici andrebbero ben valutate le ragioni delle mancate realizzazioni individuando le responsabilità.Analogamente dovrebbero essere rese pubbliche le risultanze del piano per le infrastrutture viarie dell’ottobre 2006 per potere avviare la realizzazione del nuovo Piano Generale del traffico Urbano sulla base di infrastrutture e parcheggi noti.Son trascorsi due anni dalla fine della emergenza e nessuno sa nulla.Nemmeno l’Assessore?
L’opacità genera abusi e privilegia gli interessi particolari non quelli della cittadinanza

Giorgio Bertini

OSSERVAZIONI Alessandro Giangrande (PSP)

5 dicembre 201

Le cose più importanti che ha fatto finora?

Molti degli obiettivi del PGTU sono validi, ma altrettanto importante è il nuovo Piano Industriale dell’ATAC e l’avvio del processo di razionalizzazione e potenziamento della rete dei bus e dei servizi, dopo la fusione in ATAC Spa delle società controllate; la riorganizzazione industriale e organizzativa dell’azienda; la riduzione del 20% dei costi del personale dirigente.

Il Piano Bus Turistici recentemente approvato dal Campidoglio riduce solo del 2% il numero di bus che entrano in città: perciò non è in grado di far calare significativamente il livello d’inquinamento (acustico e atmosferico), né quello della congestione del traffico urbano che i bus generano nelle aree urbane maggiormente interessate (la crescita degli introiti di Roma Capitale dovuti all’aumento delle tariffe d’ingresso e alle maggiori sanzioni previste in mancanza di registrazione e acquisto dei permessi – che peraltro è irrilevante – non giustificherebbe comunque il Piano).

Le cose che vorrebbe fare (sogni nel cassetto)?

Lodevole è il desiderio di azzerare il PUP e i relativi 300 parcheggi previsti. Ma anche conservarne solo (?) 40 potrebbe essere eccessivo, se si vogliono perseguire gli obiettivi dichiarati nel PGTU: ridurre il traffico veicolare privato, potenziare il trasporto pubblico locale, realizzare una mobilità condivisa (car-sharing, bike-sharing, car-pooling), creare isole ambientali in tutti i municipi, ecc.

 

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Una risposta a 5 domande a Guido Improta

  1. Per soddisfare il desiderio di azzerare il PUP(Piano Urbano Parcheggi) avviato con le deroghe( ai termini della prossimità,appalti,ecc) alla normativa previste dallo stato di emergenza traffico(dpcm3543/2006) basterebbe rendere pubblico quanti parcheggi privati sono stati realizzati entro la fine della emergenza (dicembre 2012) e quanti hanno violato i termini della concessione,l’emergenza non può durare più di 6 anni,quindi le concessioni vanno annullate mentre per i parcheggi pubblici andrebbero ben valutate le ragioni delle mancate realizzazioni individuando le responsabilità.Analogamente dovrebbero essere rese pubbliche le risultanze del piano per le infrastrutture viarie dell’ottobre 2006 per potere avviare la realizzazione del nuovo Piano Generale del traffico Urbano sulla base di infrastrutture e parcheggi noti.Son trascorsi due anni dalla fine della emergenza e nessuno sa nulla.Nemmeno l’Assessore?
    L’opacità genera abusi e privilegia gli interessi particolari non quelli della cittadinanza

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