I programmi sull’urbanistica degli altri candidati

I programmi per l’urbanistica di De Vito, Bianchi, Medici, Marchini

Il programma del candidato Cinquestelle Marcello De Vito si apre sull’ “interdizione delle previsioni di trasformazione urbanistica anche di variante per nuovi insediamenti nell’Agro Romano e la soppressione degli ambiti cosiddetti “di riserva” che considera  “il presupposto per avviare programmi di intervento nella città che escludano  l’irresponsabile spreco della risorsa suolo”. Tuttavia nel testo del programma pubblicato sul sito,  ci si riferisce solo al  consumo di suolo agricolo, mentre non viene affrontato il tema delle nuove edificazioni su terreni a destinazione non agricola, anche se  si auspica il “superamento del dualismo tra spazi urbani e rurali attraverso una compenetrazione ecologica tra natura e città, costruita anche mediante una rete di servizi integrati in continuità tra gli spazi aperti dell’Agro, i frammenti di campagna nella sterminata periferia, gli orti urbani, i parchi e i giardini pubblici incuneati fino al centro di Roma”.  Non abbiamo dubbi sulla posizione dei Cinquestelle sulle delibere urbanistiche, data la loro costante presenza in Aula Giulio Cesare  durante il presidio dei comitati. Ma proprio per questo ci appare inspiegabile che un aspetto così importante non venga approfondito nel programma anche per quanto riguarda  le previsioni edificatorie del Piano Regolatore. Tanto più che nelle risposte inviate da De Vito ai 5 punti posti dal comitato interassociativo “No a Roma Capitale del cemento”(> scarica i 5 punti RICHIESTE ai CANDIDATI DA NO a Roma Capitale del cemento, ribadendo “l’impegno per una moratoria delle delibere urbanistiche già predisposte, al fine di verificarne la corrispondenza alle norme e al più ampio interesse pubblico”,  si assicura  che “per contrastare il consumo di suolo, il programma Cinquestelle  prevede tra le sue priorità:  (…) una revisione del PRG ormai palesemente obsoleto che fermi l’espansione urbana e protegga e tuteli quel patrimonio insostituibile che è l’Agro Romano” e  “la conferma dell’inconsistenza legislativa dei diritti edificatori, annullandone ogni attuazione, ponendo fine quindi alla prassi delle Compensazioni che ne derivava creando aspettative edificatorie alla proprietà fondiaria”(> scarica la risposta di De VitoImpegni del candidato Marcello De Vito).  C’ è  comunque da rilevare che i cosiddetti “diritti edificatori” per De Vito possono essere annullati  previa conferma della loro inconsistenza, precisazione che pone il Movimento su una posizione più cauta di quella del candidato Alessandro Bianchi, che  nelle risposte ai comitati (scarica la risposta di Bianchi IMPEGNI CON IL COMITATO-da parte del candidato Bianchi) dichiara  che “trattandosi  [i diritti edificatori NDR] di un istituto inesistente, la questione va posta sollevando un apposito quesito in sede giurisdizionale”. Ed è proprio Alessandro Bianchi con il suo “Progetto Roma” ad affrontare nel modo più circostanziato la questione “Piano Regolatore”, con un’analisi puntuale degli aspetti positivi e negativi di un piano che è il frutto di un’elaborazione durata 7 anni (dal 2001 al 2008), con la possibilità,  a suo dire, che  “si siano precostituite situazioni fondiarie e si siano organizzati gruppi di pressione per indirizzare le nuove scelte – destinazioni d’uso, volumetrie, indici di fabbricabilità – anche grazie a connivenze e corruttele all’interno dell’amministrazione”. Ciò nonostante  per Bianchi “la strada da percorrere non può essere l’azzeramento del piano e il  suo rifacimento, cosa che lascerebbe spazio per altri lunghi anni al cosiddetto “libero mercato”, che divorerebbe definitivamente la città”. La strada è quella “della rigorosa valutazione degli aspetti positivi e negativi contenuti nel piano, enfatizzando e dando attuazione ai primi e ridiscutendo ed eliminando i secondi”. Gli aspetti positivi: “l’attenzione alla dimensione metropolitana”, “la cosiddetta “cura del ferro”, “la scelta della sostenibilità”. A rischio invece “alcune procedure attuative che il piano ha introdotto, come il “Progetto urbano” e il “Programma integrato di intervento”. Fra gli aspetti negativi “che vanno assolutamente eliminati”, “la quantità di espansione edilizia prevista” con i suoi  “settanta milioni di metri cubi di nuova edificazione… una quantità…che non trova alcun fondamento né nella dinamica demografica, …né nella domanda presente sul mercato”. Infine Bianchi mette in guardia, tra le  “molteplici distorsioni delle legislazione urbanistica vigente”,  da “quella che consente alle amministrazioni di avviare “accordi di programma” che possono consentire l’edificabilità anche a modifica delle previsioni di piano”.

Altrettanto critico verso  il Piano Regolatore è Sandro Medici, che nel programma di Repubblica Romana  ribadisce che “a differenza delle precedenti amministrazioni, noi bloccheremo le nuove concessioni edilizie espansive e speculative” poiché “a Roma c’è un sovraccarico di previsioni edificatorie dettato dalle pressioni immobiliariste e subìto dalla politica” proponendo: “fermiamo il cemento e apriamo una discussione pubblica sul futuro urbanistico della città”. Il programma non approfondisce però un’“exit strategy”, preferendo avanzare la proposta di definanziare “i fondi previsti per le grandi opere” cioè i “milioni di euro destinati ad autostrade, svincoli, raddoppi e finanche per “ritoccare” l’Ara Pacis [prospettiva quest’ultima in realtà già archiviata dallo stesso Alemanno, forse  anche grazie alla campagna portata avanti da Carteinregola NDR] e di usare “queste risorse per l’unica grande opera di cui ha bisogno Roma: la sua manutenzione, un generalizzato e amoroso lavoro di cura”. Anche nel programma di Alfio Marchini si parla di stop al consumo di suolo: il capitolo “Lavoro, energie rinnovabili e consumo di suolo zero” si apre con: “Dobbiamo cambiare immediatamente il modello di sviluppo di Roma che non solo ha consumato fin troppo territorio, ma è giunto ormai al capolinea”.  Ma poi scorrendo il programma [una versione non ancora pubblicata sul sito e quindi passibile di modifiche e integrazioni NDR] si trovano poche ulteriori spiegazioni e si parla solo di suolo agricolo,  senza fare alcun cenno alle edificazioni previste dal PRG. Interessanti comunque molti spunti concreti, in linea con lo stile di tutto il programma di Marchini,  che rispecchia una  visione decisamente pragmatica (con tutti i vantaggi e i limiti): “stabilire un’Authority per paesaggio, ambiente, agricoltura, definire vincoli stretti per le zone a destinazione agricola”, “creare un sistema di controllo integrato dei progetti che permetta all’Amministrazione di monitorare  tutti i progetti che vengono lanciate dai vari Uffici per evitare che un progetto nato con una finalità la cambi in corso d’opera, danneggiando tutti i progetti a lui collegati e perdendo i benefici per cui era nato”,  “procedere a un a semplificazione delle norme” anche per evitare  “l’eccessiva interpretabilità (e quindi una notevole discrezionalità) da parte dei tecnici preposti nei vari uffici a rilasciare pareri di qualsiasi natura” denunciando  che spesso  “gli uffici tecnici di ciascun Municipio interpretano, e quindi applicano, le stesse norme in maniera difforme”  e che “la trasparenza e la velocizzazione delle pratiche permette  alla città di reagire in tempi rapidi”. Infine per Marchini è importante “recuperare le aree dismesse ed abbandonate  per rivolgerle…prioritariamente ad attività che favoriscano, grazie alla presenza di  università,   sia attività innovative e creazione di start up,  (es. Innovation Hub , Contamination Lab) , che attività rivolte ad attività creative e culturali”. L’obiettivo più volte ribadito è rendere  Roma una città europea, Capitale  dell’innovazione, attraverso il “superamento di  progettazione e di  interventi “calati dall’alto” e favorendo  invece “il contributo  di quelli “provenienti dal basso”, dai cittadini e attraverso concorsi di idee”.

Partecipazione dei cittadini su cui meriterebbe fare un’altra serie di riflessioni, mettendo  a confronto i programmi dei candidati su uno degli aspetti che ci stanno più a cuore ma  che forse, nella classifica delle promesse elettorali più disattese, conquisterebbe sicuramente il primo posto…

> vai alle regole per l’Urbanistica di Roma Metropolitana di Carteinregola

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