Istituzioni – news

Roma Capitale, le spese “pazze” dell’Ipa Stipendi da capogiro e investimenti fuori controllo. L’istituto di previdenza nell’occhio del ciclone http://www.cinquequotidiano.it/politica/campidoglio/2013/11/12/ipa-stipendi-campidoglio/#.UoSK_IWyzTx

7 ottobre 2013 Da Campo de Fiori a Santa Maria in Trastevere “Borchie contro i tavolini abusivi” Ecco l’elenco delle aree dove i dehors saranno banditi. L’assessore Caudo: delimiteranno gli spazi in 12 piazze del centro storico
di GIULIA CERASI http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/10/07/news/stop_ai_tavolini_abusivi_nelle_strade_opportunit_economica_e_culturale-68048146/

Patrimonio comunale, online i fitti passivi del Campidoglio

Roma, 3 ottobre – Quanto spende Roma Capitale per pagare gli affitti degli immobili di cui si serve – come sedi istituzionali o di servizi pubblici – e di cui non è proprietaria? 57,2 milioni di euro l’anno, di cui 33,7 per gli uffici centrali. E’ quanto emerge dal riesame dei contratti di locazione svolto dal Campidoglio, anche alla luce del decreto sulla spending review (DL 95/2012). Ed è quanto risulta dalla lista dei fitti passivi, online sul nostro portale per la massima trasparenza nei confronti dei cittadini.Ora l’Amministrazione punta a contenere le spese e dunque a disdire un congruo numero di contratti di affitto. Intanto, fa sapere il vicesindaco Luigi Nieri con delega al Patrimonio, sono stati compiuti due passi essenziali in questa direzione: 1) si è ottenuta la proroga della possibilità – accordata dal decreto sulla spending review agli enti pubblici – di disdire i fitti passivi senza pagare penali. La scadenza era il 31 dicembre 2012, ora è il 31 dicembre 2013 grazie a un emendamento fatto inserire ad hoc nel “Decreto del fare” di agosto scorso. Roma Capitale ha così il tempo necessario per tagliare in modo indolore i costi delle locazioni. E ulteriori risparmi si potranno conseguire rinegoziando i contratti più gravosi. 2) Gli uffici del Patrimonio hanno messo online l’elenco completo dei canoni di locazione e affitto pagati dal Campidoglio a terzi. Un’operazione trasparenza che serve a far conoscere a tutti le dimensioni del problema. E a far da impulso ad azioni che vi pongano sistematicamente mano.

La lista, completa di tutti i dati (indirizzi, superfici, canoni mensili pagati, totali annuali, uso che si fa degli immobili…), è divisa in due parti: una per le sedi centrali, l’altra per le decentrate (Municipi, scuole, biblioteche, centri anziani…). Il tutto, come già detto, pesa sulle casse di Roma Capitale per 57,2 milioni di euro annuali e il grosso se ne va per mantenere le sedi centrali: 33,7 milioni, una voce di spesa destinata però a scomparire grazie al progetto “Campidoglio Due”, il nuovo comprensorio degli uffici capitolini, progetto in corso d’opera.

La questione dei fitti passivi s’iscrive in quella più ampia, e di forte attualità, della gestione complessiva del patrimonio capitolino inteso – sottolinea il Vicesindaco – come “bene comune”. L’approccio è quello della piena trasparenza (“metteremo a disposizione di tutti i romani la conoscenza esatta del patrimonio di Roma Capitale”, afferma Nieri), delle dismissioni “di ciò che non è funzionale alle esigenze di Roma Capitale” e, per il resto, del riuso intelligente: recupero di edifici per ricavarne case, terreni per rilanciare l’agricoltura urbana, sostegno all’artigianato, spazi culturali e sociali, atelier per gli artisti. Per saperne di più, vedi la news nelle pagine dell’Assessorato al Patrimonio.Intanto l’elenco dei fitti passivi sarà ripubblicato a gennaio 2014, in versione aggiornata “con i minori costi derivanti dall’avvio del processo di razionalizzazione complessivo del patrimonio”3 OTT 2014 – PV

20 settembre 2013 http://www.regione.lazio.it/rl_main/?vw=newsdettaglio&id=2183

NUOVO PIANO CASA: UNA NUOVA URBANISTICA SOSTENIBILE, PIÙ SEMPLICE E SOCIALE

Tra le modifiche alla legge, l’eliminazione della possibilità di deroghe edilizie che possano stravolgere la pianificazione ambientale nelle aree protette, da cui era nato uno scontro con il Governo. Finisce una stagione di ritardi e incertezze

20/09/2013 – Modificato il Piano Casa approvato dalla precedente amministrazione.

Tra le modifiche alla legge, l’eliminazione della possibilità di deroghe edilizie che possano stravolgere la pianificazione ambientale nelle aree protette, da cui era nato uno scontro con il Governo. “Con queste riforme importanti – ha spiegato Michele Civita, assessore alle Politiche del Territorio – abbiamo cancellato gli articoli della precedente legge che erano stati oggetto di ricorso alla Corte Costituzionale da parte del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali”.

Finisce così una stagione di ritardi e confusione.

Ecco cosa prevedono le nuove norme:

Alloggi a canone calmierato. Il prezzo di affitto non potrà superare i 5 euro al metro quadro, iva esclusa. Inoltre saranno previsti degli organi di controllo. I Comuni devono dotarsi di uffici ad hoc che controllino gli elenchi, forniti dagli operatori, delle persone che usufruiranno degli alloggi ad affitto calmierato.

Rigenerazione urbanistica. Gli interventi di rinnovo del tessuto edilizio saranno più facili. Questo per semplificare e garantire interventi come demolizioni e ricostruzione e cambi di destinazione d’uso così come per vincolare risorse per la realizzazione delle opere pubbliche nei territori. Ogni comune nel proprio bilancio dovrà inserire tali risorse in un capitolo speciale affinché siano destinate per fornire nuovi servizi nell’ambito degli stessi interventi e non per altre finalità. Sono stati precisati i meccanismi procedurali per garantire trasparenza, parità di trattamento nella valutazione delle proposte e tempi certi sul rilascio del permesso di costruire e sulla realizzazione delle opere di urbanizzazione.

Via libera agli agriturismo nelle fattorie. Chi ha un’attività agricola potrà dar vita ad attività connesse come agriturismo, vendita diretta dei prodotti, ristorazione e degustazione. Inoltre, è stata inserita nella procedura relativa al Pua – Piano di utilizzazione aziendale – la possibilità di demolire, ricostruire con sagoma diversa e delocalizzare all’interno della stessa azienda gli edifici esistenti e consentire un nuova funzione per altre attività agricole o per quelle connesse e compatibili.

“Vogliamo avviare – ha detto il presidente Nicola Zingaretti – una nuova urbanistica più sostenibile, semplificata e più sociale”.

La Regione è inoltre al lavoro per un nuovo Testo unico dell’urbanistica che cancellerà le 72 leggi ora in vigore.

20 settembre 2013 http://www.laparoladipasquino.it/646/zingaretti-politica-sana-per-il-nuovo-piano-casa-del-lazio/

ZINGARETTI, POLITICA SANA PER IL NUOVO “PIANO CASA DEL LAZIO”

La Giunta della Regione Lazio ha approvato le due delibere per il nuovo “Piano casa del Lazio” presentate dal Presidente Nicola Zingaretti e dall’Assessore alle Politiche del territorio, Michele Civita.

Le modifiche al precedente Piano sono fondate su tre principi fondamentali:
1) Rispetto per l’ambiente e sostenibilità
2) semplificazione
3) attenzione al sociale

Sono tre principi che ben rappresentano l’orientamento cd “di sinistra” ma la vera nota politica che la pena sottolineare è che Zingaretti non ha voluto distruggere il Piano della precedente Giunta Polverini, ma ha tentato di cambiarlo. Lo ha precisato con queste parole:

“Abbiamo sempre pensato che non si puo’ ogni volta ripartire da zero – ha precisato Zingaretti – perche’ poi fuori dalle istituzioni ci sono i cittadini. Siamo intervenuti per migliorare, semplificare e rendere più ambientalista il piano casa. Le giunte cambiano ma le istituzioni sono sempre le stesse e un Paese che ogni volta riparte da zero non vivrebbe”.

In sostanza, Zingaretti ha preso quello che c’era, ha cercato di capire dove e quali erano le debolezze del Piano e, solo successivamente, ha prospettato delle modifiche che potessero rendere migliore ciò che c’era senza per forza demolirlo totalmente facendo un reset a danno dei cittadini (cosa che invece è prassi nel nostro sistema politico!). Il mio applauso va a Nicola Zingaretti per la sua scelta guidata da una posizione politica di interesse collettivo più che frutto dell’eterna devastante gara fra colori e simboli di una politica inesistente!

Sembrerò di sinistra (e lo sono). Ma in questo caso sono soprattutto oggettiva!Meri De Sanctis.

1 agosto 2013 SVILUPPO SOSTENIBILE La Regione Lazio sposa il verde

http://www.tekneco.it/bioedilizia/regione-lazio-agenda-verde/
Parte l’Agenda Verde della Regione Lazio: quattro le aree d’intervento e quattordici le voci specifiche da sviluppare tra le quali agenda digitale, rinnovabili e bioedilizia
Scritto da Sergio Ferraris il 01 agosto 2013 alle 8:30 | 3 Commenti

La Regione Lazio lancia la propria Agenda Verde. Con una memoria di Giunta, infatti, l’esecutivo regionale retto da Nicola Zingaretti ha predisposto le linee guida dell’Agenda Verde che comprende il modello di riferimento per lo sviluppo sostenibile, gli ambiti tematici, la governance dell’agenda e l’istituzione degli stati generali della green economy.

L’obiettivo dell’iniziativa è la realizzazione di un modello di sviluppo sostenibile, su scala regionale, per coniugare le esigenze pubbliche e private in chiave d’innovazione e di sistema. Le quattro aree d’intervento individuate sono: economica, sociale, ambientale, istituzionale.

«L’Agenda Verde Regionale sará uno strumento attuativo, al fine di generare reddito e lavoro, garantire condizioni di benessere (dalla sicurezza alla salute all’istruzione) equamente distribuite per classi e genere, mantenere qualitá e riproducibilitá delle risorse naturali, assicurare condizioni di stabilitá, democrazia, partecipazione, giustizia. Gli ambiti tematici individuati rappresentano le linee di intervento volte a strutturare la pianificazione», si legge in una nota della Regione Lazio.

All’interno della aree sono quattordici le voci specifiche che si vogliono sviluppare e che sono: gli acquisti ed appalti; l’agenda digitale regionale; la bioedilizia e le infrastrutture; il ciclo delle acque; l’efficienza ed il risparmio energetico; le energie rinnovabili; la finanza ed il credito sostenibile; la formazione e diffusione della sostenibilitá; la mobilitá e i trasporti; la semplificazione e sostenibilitá della governance istituzionale; smart grid e i sistemi di gestione dell’energia; lo sviluppo delle imprese; l’uso efficiente delle risorse; l’eco-efficienza dei prodotti; il ciclo dei rifiuti, l’utilizzo del territorio.

Oltre all’impegno delle strutture della Regione Lazio, la Giunta Zingaretti ha chiamato a partecipare tutte le parti interessate, come le associazioni di cittadini, quelle di categoria, le associazioni degli operatori economici e sociali, gli enti e associazioni di protezione e tutela dell’ambiente e dell’ecosistema. «La Regione Lazio si dota di uno strumento attuativo importante. Una cornice entro cui realizzare le azioni volte ad una precisa prospettiva di cambiamento. La direzione scelta indica la volontá  di favorire una crescita armonica, sostenibile e produttiva per i territori del Lazio», ha detto, commentando l’iniziativa, Fabio Refrigeri, assessore alla Infrastrutture, Politiche abitative e Ambiente, della Regione.

Consiglio dei Ministri n.16 del 26 luglio 2013 

Comunicato del Governo: DISEGNO DI LEGGE: disposizioni su Città metropolitane – Province – Unioni di Comuni
 In apertura dei lavori il Consiglio ha esaminato, su proposta del Presidente del Consiglio, del ministro dell’Interno Angelino Alfano, del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Graziano Delrio, e del ministro per le Riforme costituzionali Gaetano Quagliariello, un disegno di legge per il riordino delle funzioni delle province in attesa che venga approvato il disegno di legge costituzionale che le abolisce. 
Il disegno di legge prevede disposizioni su città metropolitane, Province e Unioni dei Comuni al fine di adeguarne l’ordinamento in attesa e in coerenza con la relativa riforma costituzionale. Nel rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione delle competenze e autonomia si configura un nuovo assetto degli enti locali che possa rispondere meglio a criteri di efficacia, oltre che di risparmio dei costi.
Il disegno di legge ordinamentale si articola secondo il percorso individuato dalla sentenza della Corte Costituzionale 220 del 2013, si affianca al ddl costituzionale di abolizione delle Province, mettendo in campo già dal 2014 cambiamenti sostanziali, sia nelle funzioni, sia negli assetti istituzionali.
ll governo del territorio vede secondo il ddl soltanto due livelli amministrativi a elezione diretta: Regioni e Comuni. 
Le funzioni di area vasta, cioè sovracomunali e provinciali, di cui viene riconosciuta la necessità, vengono invece assegnate ai sindaci eletti nei Comuni, che se ne occupano a titolo gratuito e che si riuniscono in enti di secondo livello: sono prefigurate in questo modo quindi le Città metropolitane, le Province fino all’entrata in vigore della riforma costituzionale, le Unioni dei Comuni.
Il ddl prevede nel dettaglio funzioni, modalità di elezione tra i sindaci per gli organi di vertice, di regolazione tramite statuti e il trasferimento di competenze.

Le città metropolitane   
Già previste nel nostro ordinamento fin dalla legge 142 del 1990, inserite nel Tuel e nella Costituzione ma mai veramente decollate, le città metropolitane sono pensate come enti di secondo grado ma potenziati per un riordino sistematico: la popolazione, i centri di ricerca, i sistemi produttivi più dinamici si concentrano già nelle grandi città.
Le Città metropolitane di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria si costituiscono già dal 1° gennaio 2014 per dar vita allo statuto e al 1° luglio 2014 diventano operative e vanno a sostituire le relative Province, ne assorbono le funzioni subentrandovi come enti di secondo grado.  Per la Città metropolitana di Roma Capitale varrà una disciplina speciale.
La Città metropolitana avrà funzioni istituzionali di programmazione e pianificazione dello sviluppo strategico, coordinamento, promozione e gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione. Oltre ad ereditare le funzioni delle Province, le Città metropolitane hanno funzioni di pianificazione territoriale generale, promozione dello sviluppo economico, mobilità e viabilità, ferme restando le competenze delle Regioni. Alla Città metropolitana vengono trasferiti patrimonio, risorse e personale della Provincia. Il sindaco metropolitano è il Sindaco della città capoluogo. Il Consiglio è costituito dai sindaci dei Comuni con più di 15 mila abitanti e dai presidenti delle Unioni dei Comuni con 10mila abitanti che si esprimono con voto ponderato. Per i primi tre anni ne fanno parte anche i presidenti delle Unioni di Comuni istituite per l’esercizio delle funzioni obbligatorie.
Il Sindaco metropolitano può nominare un vicesindaco e consiglieri delegati. E È prevista anche una conferenza dei sindaci dei comuni di tutta l’area metropolitana per approvare statuti e bilanci.

Le Province
 Dall’entrata in vigore della legge, e in attesa della legge costituzionale di abolizione, i presidenti o i commissari delle attuali Province convocano i sindaci dei comuni del territorio provinciale entro 20 giorni dalla proclamazione per dare vita ad un ente di secondo grado semplificato, di area vasta, dove le funzioni sono ridotte e dove al posto di Presidente e consigli provinciali eletti a suffragio diretto si avranno sindaci e presidenti delle Unioni. È prevista inoltre una assemblea  che eleggerà al suo interno il presidente della Provincia. Un organo più ristretto di sindaci, il Consiglio provinciale, avrà compiti di indirizzo. Tutti i sindaci e i componenti degli organi svolgono le loro funzioni saranno a titolo gratuito.
Alle Province come enti di secondo grado (il nome Province in questa legge resta, essendo ancora in Costituzione), rimarranno le funzioni di pianificazione riguardo territorio, ambiente, trasporto, rete scolastica. L’unica funzione di gestione diretta riguarderà la pianificazione, costruzione e manutenzione delle strade provinciali.
Con legge regionale saranno trasferite insieme alle funzioni delle Province anche il patrimonio e le risorse umane e strumentali verso i Comuni e le Unioni dei Comuni, Città metropolitane o Regioni. Le funzioni attualmente svolte dalle Province saranno assegnate prevalentemente ai Comuni.
Province commissariate
Fino alla prima tornata elettorale utile per i sindaci del territorio provinciale restano in carica i commissari o presidenti in carica delle Province.

Roma Capitale
   Roma Capitale assume anche la natura giuridica e le funzioni di Città metropolitana. Il sindaco di Roma diventa anche sindaco metropolitano. I comuni della provincia confinanti con Roma possono deliberare di aderire alla città metropolitana. La provincia di Roma come ente di secondo livello sarà in funzione limitatamente al territorio residuo.

Unioni dei Comuni 
Nell’ottica dell’efficacia, ottimizzazione e semplificazione il disegno di legge dà forte impulso ai piccoli e piccolissimi  Comuni perché si organizzino in Unioni dei comuni. Attraverso le Unioni, senza perdere la dimensione locale, i piccoli Comuni possono acquisire maggiore forza per quanto riguarda organizzazione dei servizi, risposta ai cittadini, possibilità di affrontare scelte di più ampio respiro. Anche le Unioni sono formate da sindaci impegnati a titolo gratuito e non prevedono personale politico appositamente retribuito. Assumendo decisioni coordinate per più Comuni le Unioni produrranno nel tempo una gestione più efficacia ed economie di scala.
Per incentivare le Unioni, le Regioni possono decidere misure specifiche nella definizione del patto di stabilità verticale; inoltre i presidenti di Unioni possono partecipare ai consigli delle Province/enti di secondo livello e delle Città metropolitane.

Enti “impropri”
Il disegno di legge prevede di avviare un percorso di analisi di circa 5.000 enti statali, regionali, locali e di determinare la cancellazione degli enti “impropri” le cui funzioni possono trovare più razionale allocazione portando a compimento il percorso avviato dal governo precedente.

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27 luglio 2013 Cinquequotidiano MOBILITÀ Il Cotral dice sì all’agenzia regionale

«Regione e Comune hanno deciso di mantenere in house le loro due società di trasporti e quindi non è possibile dal punto di visto legislativo l’unione di Cotral e Atac. E’ possibile la creazione di un’unica agenzia dove siano presenti Regione e Comune». Lo ha detto ieri l’amministratore delegato del Cotral Spa Vincenzo Surace parlando del futuro assetto delle aziende del trasporto regionale. «Alla creazione di questa agenzia potrebbero contribuire tre società: Aremol, Astral e Cotral Patrimonio per inserirvi all”interno non solo il tpl ma più generale la mobilità».

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CAMPIDOGLIO dal sito di Roma Capitale 27 luglio 2013 http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?contentId=NEW490823&jp_pagecode=newsview.wp&ahew=contentId:jp_pagecode

Società gruppo Roma Capitale, dalla Giunta nuovi criteri per nomina amministratori Roma, 27 luglio – La Giunta capitolina ha approvato una delibera con cui si fissano gli “indirizzi per la nomina dei rappresentanti di Roma Capitale presso società, enti e istituzioni”. Il provvedimento, che passa all’approvazione definitiva dell’Assemblea Capitolina, detta regole inedite per la governance delle ex municipalizzate.
I punti salienti: incompatibilità con la carica di amministratore delegato, nelle società del gruppo Roma Capitale, per chi ha ricoperto la carica di sindaco, assessore o parlamentare. Divieto di cumulo di incarichi in più enti facenti capo al Campidoglio. Obbligo, per i manager, di pubblicazione online dei curricula e degli stipendi.
E ancora: possibilità di revocare gli amministratori che non raggiungono gli obiettivi fissati in un’apposita dichiarazione, firmata al momento dell’accettazione dell’ incarico.
La delibera, ha commentato il sindaco Ignazio Marino, “è un passo straordinario nel solco dellatrasparenza”. Che avvicina Roma al mondo anglosassone, “dove vige la regola della chiarezza nel percorso e dell’attenzione agli obiettivi”.
24 LUG 2013 – PV

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Campidoglio, 26 luglio (Il Tempo 26/07/2013 06:01)
Colpo gobbo Pdl per la Trasparenza
Colpo gobbo del Pdl a M5S e Lista Marchini. Con un artifizio burocratico, i pidiellini sono riusciti a procurarsi i numeri per decidere autonomamente la partita delle commissioni speciali, assicurandosi la presidenza della Trasparenza e sottraendola così ai grillini. Ieri i consiglieri Giovanni Quarzo e Roberto Cantiani sono usciti dal Pdl e passati al Gruppo Misto. La prossima mossa sarà sfiduciare l’attuale capogruppo, l’ex marchiniano Dinoi. Il nuovo capogruppo (Quarzo?) voterà, insieme a Pdl, Fdi e CxR, a favore dello stesso Quarzo alla presidenza della Commissione Trasparenza e probabilmente per Cantiani nella Commissione Roma Capitale, lasciando forse la Spending Review a 5 Stelle o Marchini. Ovviamente, terminata questa operazione (entro la prima settimana di agosto), i due faranno ritorno alla base. O magari, chissà, farà comodo continuare a tenerli nel Misto.

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dal sito di Roma Capitale 19 luglio 2013 http://www.urbanistica.comune.roma.it/news-dipartimento/1245-cessazione-dei-processi-partecipativi-in-corso.html
Novità
Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica
Cessazione dei Processi Partecipativi in corso

Roma, 24 luglio 2013
Il Segretariato, a seguito del rinnovo degli Organi dell’Amministrazione Capitolina, ha proceduto alla restituzione al Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica, di tutte le proposte di deliberazione all’Assemblea Capitolina non esaminate.
Pertanto, in attesa delle nuove determinazioni dell’Amministrazione che verranno espresse a seguito delle Linee Programmatiche del Sindaco per il mandato amministrativo 2013-2018 approvate con D.A.C. n. 66 del 18.07.2013, cessano tutti i processi partecipativi avviati, in relazione ai seguenti Strumenti Urbanistici Attuativi, prima delle elezioni del 26/27 maggio:
– Piano Esecutivo relativo al Nucleo 10.04 “Via delle Vigne di Passo Lombardo”
– Piano Esecutivo relativo al Nucleo 12.10 “Via Ardeatina-Villa Balbotti”
– Piano Esecutivo relativo al Nucleo 12.8-12.9 “Via di Santa Fumia A e B”
– Piano Esecutivo relativo al Nucleo 15.5 “Consorzio Nuova Marani”
– Programma di interventi per la riqualificazione di Ostia e del Lungomare
– Programma Urbanistico “Tor Fiscale”

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