Palazzo Nardini in rovina

aggiornamenti del 25 aprile 2014 (dal Comitato per la Bellezza)

La pacifica, temporanea occupazione di Palazzo Nardini da parte dei Comitati per il diritto alla casa come bene comune ha riportato all’attenzione della cronaca la situazione grottesca di abbandono e di degrado del Palazzo medesimo. La libertà di accesso ha consentito di rivedere l’interno del palazzo e di fotografarlo.

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Foto da Repubblica durante l’occupazione simbolica di palazzo Nardini

interno palazzo nardini aprile 2014La Regione Lazio ha fatto  sapere, sia pure in via informale, che assieme al Demanio statale sta compiendo una ricognizione e classificazione delle sue proprietà immobiliari fra le quali rientra Palazzo Nardini, al fine poi di decidere quale destinazione possa avere, non esclusa la cessione in comodato al Ministero per usi museali o burocratici (uffici, ecc.),  dopo la conclusione, prevista a breve, della classificazione demaniale dell’immobile. Abbiamo insistito perché almeno si ponga subito mano a qualche limitato lavoro di emergenza sulla facciata, decisamente mal ridotta e il cui stato pietoso è oggetto di deplorazione da parte di turisti e passanti, al fine di evitarne l’ulteriore fatiscenza a causa dell’acqua piovana che ruscella dai tubi delle grondaie tagliati a metà. Così come occorrerebbe con poca spesa, in tal caso, ripristinare la chiusura con teli di plastica delle finestre. Un intervento urgente di restauro, invece più impegnativo, riguarda il bugnato di pietra del bel portale che, incrostato di smog da gas di scarico, sotto l’azione delle piogge acide e battenti tende ormai a sfaldarsi come gesso. Abbiamo posto anche al gabinetto del ministro Franceschini questi problemi cercando così di superare il muro, assurdo, di silenzio delle Soprintendenze.  Comitato per la Bellezza Vittorio Emiliani

Ps: poiché sono state date notizie imprecise sugli interventi realizzati lodevolmente dall’assessore regionale Giulia Rodano nel 2008 in collaborazione col soprintendente Di Paola, alleghiamo la memoria inviata al tempo  della Giunta Marrazzo.Scarica la memoria dell’ex assessore Rodano Palazzo Nardini Rodano informa 23 5 08-2

Bei tempi rispetto a quelli attuali.

nardini 1

 

 

 

 

 

aggiornamenti del 22 aprile 2014 (dal Comitato per la Bellezza)

Il quattrocentesco di via del Governo Vecchio è stato occupato stamattina dai Comitati per il diritto alla casa. Ci auguriamo soltanto che non si verifichino scontri né gravi tensioni. Hanno ragione tuttavia i Comitati nel denunciare lo stato di desolazione in cui versa uno dei più interessanti e importanti palazzi del centro storico. Gli ultimi lavori risalgono infatti alla Giunta Marrazzo, assessore alla Cultura Giulia Rodano, e sono serviti anzitutto a rifare – cosa fondamentale – i tetti ormai sfondati e a consolidare i muri principali. Nell’occasione sono stati ritrovati dall’allora soprintendente Roberto Di Paola affreschi tardogotici nel salone delle mense. Poi, più nulla.

Il Comitato per la Bellezza rivolge un nuovo, pressante appello  al ministro Franceschini, al presidente della Regione Lazio Zingaretti, ai tecnici delle Soprintendenze competenti affinché venga al più presto riattivato il tavolo di confronto sullo sfortunato Palazzo Nardini o Palazzo del Governatore, oggi in totale abbandono in pieno centro storico.

La facciata è da tempo marcia d’acqua essendo i tubi delle grondaie tagliati a metà. Il bugnato del bel portale si sta sfaldando per lo smog e le piogge acide. Vane le ripetute denunce del Comitato per la Bellezza alla soprintendente ai Beni architettonici, Costanza Pierdominici (che neppure risponde), al direttore regionale per i Beni culturali del Lazio, Federica Galloni (essa pure silente), alla Regione Lazio che risulta proprietaria dell’antico edificio (1474-1477) alzato dal cardinale Stefano Nardini.

Di recente una troupe di Rai3 (per la trasmissione “Tg fuori Tg”) ha chiesto di poter filmare il cortile e l’interno solenne a doppia loggia del Palazzo. Invano. La chiave ce l’ha la Soprintendente e se la tiene stretta. Per fare che? Stamattina i Comitati hanno aperto senza problemi il portone e sono entrati pacificamente, in massa. Siamo entrati anche noi. Le mura – a parte la facciata (nel vano di un negozio sfitto si è fatto  la casa un clochard) – risultano sane, ma l’impressione di abbandono è desolante. Erba alta una gamba nel cortile, rotti molti vetri nei finestroni laterali, la plastica che copriva le altre finestre strappata da tempo…E poi c’è chi straparla di iper-tutela, di eccessi delle Soprintendenza nel non fare eseguire lavori di ripristino.

Ci auguriamo che il caso scandaloso di Palazzo Nardini venga riportato all’onore della cronaca e soprattutto conduca a quel tavolo di confronto Ministero-Regione per riavviare un serio graduale discorso di ripristino e di riuso. Come sede pubblica di archivi, biblioteche, emeroteche o di altre istituzioni. Anche straniere al limite.

il Comitato per la Bellezza

La vicenda

La Regione Lazio è proprietaria in pieno centro di Roma,  dietro piazza Navona e precisamente in via del Governo Vecchio n. 39, di un grande palazzo quattrocentesco, nardini 2Palazzo Nardini, che fu sede per secoli del Governo della città, poi Pretura, indi Casa delle donne e infine abbandonato a se stesso. Anche perché la sua titolarità era incerta nel passaggio dagli enti ospedalieri alla Regione. Finalmente si è stabilito che esso apparteneva alla Regione Lazio e, qualche anno fa, con l’intervento della Soprintendenza ai Beni Architettonici sono stati effettuati lavori che, se non altro, hanno consentito il fondamentale rifacimento dei tetti in alcuni punti pericolosamente sfondati. Va sottolineato che – tetti a parte – la struttura del palazzo si presenta ancora decisamente sana.

Durante quei lavori, sei anni or sono, sono stati scoperti dall’allora soprintendente Di Paola, interessanti affreschi, probabilmente di fine ‘400: una fascia che corre, in alto, tutt’attorno ad una sala del piano nobile con pitture di genere conviviale.

Palazzo Nardini,la facciata fradicia e malridotta 2014074Durante la Giunta Marrazzo, l’assessore alla Cultura Giulia Rodano si occupò attivamente di Palazzo Nardini, come risulta dalla lettera che privatamente ebbe la gentilezza di indirizzarci (1). Dopo d’allora, subentrata la Giunta Polverini, i lavori sono stati praticamente sospesi. Le finestre sono aperte e i locali quindi esposti alle intemperie. Sulla facciata l’acqua piovana finisce dai tubi di scolo interrotti direttamente sull’intonaco deteriorandolo. Alcuni interventi urgenti sono quindi decisamente auspicabili. Al piano terreno su via del Governo Vecchio si trovano, in affitto, negozi anche di un certo decoro.

Le richieste del Comitato per la Bellezza

Noi chiediamo che la Regione predisponga anzitutto una sollecita ispezione, unitamente alle Soprintendenze interessate, per verificare lo stato di salute del Palazzo fatto costruire nel 1474 dal cardinale Stefano Nardini quale sede del Governo pontificio, al quale venne in seguito aggiunto il Collegio Nardini fino a via di Parione.

Palazzo Nardini infatti è importante in sé e per sé costituendo uno dei non molti esempi nobili di edilizia del primo Rinascimento rimasti a Roma. Per esso poi era stata individuata in passato più di una proficua utilizzazione. In un primo tempo – una trentina di anni fa – si era pensato di allogarvi l’Archivio Storico Capitolino e per tale funzione la Giunta Vetere aveva commissionato un dettagliato progetto all’arch. Paolo Marconi.

In una fase più recente, quando era stata meglio definita la proprietà dell’immobile, si era ipotizzato (e a questa ipotesi aveva lavorato l’assessore Rodano) di trasferire a Palazzo Nardini la Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte oggi divisa fra Palazzo Venezia e il Collegio Romano, quindi praticamente inutilizzabile e ragione, anche questa, di vergogna per il nostro Paese e per Roma.

Il Comitato per la Bellezza risolleva dunque con forza e con convinzione di fronte alla nuova Giunta Regionale del Lazio il problema annoso e angoscioso di Palazzo Nardini e lo ripropone anche al Ministero per i Beni e le Attività Culturali potendo esso costituire la sede di un grande quanto utile progetto di risistemazione definitiva e unitaria della Biblioteca Nazionale di Storia dell’Arte. O per il trasferimento in esso di uffici oggi allogati a Palazzo Venezia i cui spazi possono venire proficuamente utilizzati per la risistemazione generale della storica Biblioteca.

Ci rendiamo conto che questa riproposizione cade in un momento difficilissimo per la finanza pubblica in generale e tuttavia riteniamo che il patrimonio costituito da Palazzo Nardini vada anzitutto salvaguardato da un ulteriore degrado e che su di esso si possano convogliare anche fondi europei finalizzati alla riunificazione e ricostituzione della prestigiosa quanto svilita Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte risalente al 1876.

In conclusione, chiediamo di essere rassicurati in merito ad una verifica urgente sulle condizioni del vasto complesso di via del Governo Vecchio n. 39 e sulla successiva ricostituzione del gruppo di lavoro Ministero-Regione istituito sei anni fa dall’alloraassessore regionale alla Cultura, Giulia Rodano. Per giungere poi ad atti concreti di salvataggio e di riuso del Palazzo del Governatore a fini di pubblica utilità.

Comitato per la Bellezza

(1) scarica la lettera del 2008 Palazzo Nardini Rodano informa 23 5 08

APPELLO: Regione Lazio e Ministero non possono più tacere. Il Palazzo del Governatore rischia la rovina*I sottoscritti esprimono la loro indignata protesta per lo stato di abbandono in cui viene lasciato da anni il prestigioso Palazzo quattrocentesco del cardinale Nardini in via del Governo Vecchio la cui facciata appare sempre più degradata a causa dell’acqua piovana scaricata sugli intonaci dai tubi incompleti delle grondaie e a causa dell’inquinamento che sta letteralmente sfaldando la pietra del nobile portale. Le finestre appaiono dovunque prive di qualunque protezione, persino di un modesto telo di plastica per difendere l’interno dalle piogge battenti. Anche le finestre del salone del piano nobile dove affreschi di fine ‘400 sono stati rinvenuti nel 2008 dall’allora soprintendente ai Beni Architettonici, Roberto Di Paola. In quel periodo la Regione Lazio si occupò attivamente del pregevole Palazzo del Governatore grazie all’interessamento dell’assessore regionale alla Cultura, Giulia Rodano, investendovi 6 milioni di euro che l’hanno salvato da uno sfascio probabilmente definitivo.

Poi non è successo più nulla di rilevante ed ora si risponde alle denunce con un silenzio che ormai dura da ben sette mesi. Noi chiediamo con forza che la Regione Lazio fornisca al più presto una chiara risposta sulla sorte di Palazzo Nardini, su cosa intende fare per esso e di esso, intervenendo con urgenza sulla facciata a rischio di disfacimento e promuovendo immediatamente un sopralluogo tecnico per accertare le condizioni generali dell’immobile da tempo abbandonato a se stesso dopo il lavoro promossi dalla Giunta Marrazzo e dall’assessore Rodano. Ministero e Regione Lazio non possono continuare oltre in questo deplorevole silenzio. Chiediamo che il MiBACT intervenga coi propri organismi tecnico-scientifici promuovendo rapidamente il ripristino del tavolo di confronto già in essere al tempo dei soli restauri eseguiti nel Palazzo del Governatore.

Vittorio Emiliani,presidente del Comitato per la Bellezza, Desideria Pasolini dall’Onda, presidente onorario del Comitato e fondatrice di Italia Nostra, Vezio De Lucia, presidente dell’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, Marco Parini, presidente nazionale di Italia Nostra, Salvatore Settis, già presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, Irene Berlingò responsabile Assotecnici del Ministero, gli storici dell’arte Marisa Dalai, Bruno Toscano, Cesare De Seta, Andrea Emiliani, Antonio Pinelli, Tomaso Montanari,Gabriele Simongini,Luisa Ciammitti,direttrice della Pinacoteca Nazionale di Ferrara, Anna Coliva direttrice della Galleria Borghese, gli archeologi Licia Vlad Borrelli, Mario Torelli, Rita Paris direttrice del Museo Archeologico Nazionale dell’ex Collegio Massimo, Maria Pia Guermandi, gli urbanisti Pier Luigi Cervellati,Edoardo Salzano, Bernardo Rossi Doria, Paolo Berdini, la giurista Carla Sepe, Maria Rita Signorini, consigliere di Italia Nostra, Gaia Pallottino, Luigi Manconi, Fernando Ferrigno, Nino Criscenti, Annarita Bartolomei del Comitato per la Bellezza, Bernardino Osio, Benedetta Origo.

* L’appello è stato inviato all’assessore alla Cultura della Regione Lazio, Lidia Ravera, al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, al segretario generale del MiBACT, Antonia Pasqua Recchia, al direttore generale del Lazio per il MiBACT, Federica Galloni.

Dal sito Inforoma.it

Palazzo Nardini o del Governo Vecchio

(via del Governo Vecchio 39 Roma)

Data: 1473 / 1567

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2 risposte a Palazzo Nardini in rovina

  1. Pingback: Palazzo Nardini rischia la rovina | carteinregola

  2. Maia Nardini di San Leo ha detto:

    sono rimasta l’unica discendente diretta del ramo Nardini, del cardinale Stefano che aveva donato la proprietà del palazzo al comune di Roma con l’obbligo di farne una casa di accoglienza per i poveri.Il comune ha disatteso la volontà dell’alto prelato, mandando in rovina una delle realtà più belle della Roma Medievale. vorrei avere notizie sul programma, se esiste, di ripristino del palazzo o se è possibile rientrare in possesso di almeno una parte di tale immobile. A chi rivolgermi? Grazie rimango in attesa di una risposta.

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