L’Eur, una SPA nella città pubblica

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Foto Elisa Muntoni

simbolo eur spa

Logo e slogan di Eur spa

CARTEINREGOLA PROMUOVE L’APPELLO: L’EUR DEVE TORNARE CITTA’ PUBBLICA (1 Per aderire: firma la petizione on line

I nodi irrisolti che gravano sul destino di questo straordinario patrimonio collettivo, stanno purtroppo venendo al pettine. Si avvicina il 24 aprile – data in cui  Eur spa dovrà presentare il piano di ristrutturazione finanziaria per scongiurare il fallimento – e il Ministero dell’Ecomomia e delle Finanze (MEF), che detiene il 90% delle quote della società – il rimanente 10% è del Comune di Roma –  non ha nessuna intenzione di tirare fuori i circa 300 milioni necessari a terminare la Nuvola, il nuovo centro congressi, e a coprire  i relativi debiti accumulati dalla società. Così si cerca un acquirente pubblico dei pregiatissimi immobili pubblici   – si parla di  Invimit, il fondo immobiliare del MEF, e soprattutto dell’ INAIL -, ma le perplessità sull’interesse pubblico di  questa “partita di giro” restano tutte (2).  Carteinregola lancia un appello al Ministro delle Finanze  Padoan e  al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo  Franceschini –   cui spetta  di vigilare sul rispetto dei vincoli e sulla tutela dei beni  dell’EUR –  e  al Sindaco Marino, perchè si impegnino  per riportare “la città nella città” sotto il governo comunale, cancellando la fallimentare gestione di EUR spa  e promuovendo  un piano per il  rilancio economico e culturale dell’EUR, garantendone la sostenibilità, all’insegna della trasparenza e della partecipazione dei cittadini.

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Fa uno strano effetto visitare la  mostra Esposizione Universale Roma. Una città nuova dal fascismo agli anni ’60” inaugurata  all’Ara Pacis (2), dopo aver percorso pochi giorni prima la via Crucis dei drammatici problemi aperti nel quartiere con l’iniziativa “Piediperterra all’EUR”, nell’ambito di Spiazziamoli! 50 piazze a Roma contro le mafie.  Un quartiere che dalla sua costruzione come sfavillante simbolo della monumentalità fascista ha vissuto la distruzione e l’abbandono durante la guerra, per poi rinascere  con il miracolo economico degli anni ’60, e che oggi si trova a un passo dal fallimento e dalla messa in vendita dei suoi edifici più prestigiosi. E seguendo le tappe della nostra esplorazione urbana   “dalla Nuvola di Fuksas alla nuvola di amianto” (quella sollevata dall’esplosione del Velodromo), a cui hanno partecipato l’assessore Caudo, l’urbanista Vezio De Lucia, il prof. Vieri Quilici e molti comitati e  cittadini dell’Eur e di Roma,  abbiamo toccato con mano tutte   le anomalie e le criticità sul tappeto.

UN PEZZO  DI ROMA CHE NON E’ GOVERNATO DAL COMUNE DI ROMA: L’Eur, un quartiere nato da un disegno pubblico, su suolo diventato pubblico, con edifici pubblici di straordinario valore architettonico destinati a funzioni pubbliche,  era  governato  da un ente pubblico, che  nel 1999 è stato trasformato in  in una società per azioni  – Eur  spa  – partecipata al  90 per cento dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e al 10 per cento dal Comune di Roma,  che ha a tutti gli effetti le caratteristiche di un soggetto privato.  Così l’Eur è l’unica zona di Roma su cui decide  un consiglio di amministrazione, e non il Comune.

EUR SPA HA DEVIATO DALLE SUE FINALITA’

La sede di Eur Spa Foto AMBM

La sede di Eur Spa Foto AMBM

Il Concorso [per il nuovo Centro Congressi, diventato poi “La Nuvola” NDR] si è svolto in un arco di tempo  che ha visto prodursi, proprio con riferimento all’area interessata dalla costruzione del Centro Congressi, una modificazione che si può definire epocale. Infatti i questo arco di tempo, l’Ente EUR, dopo sessantaquattro anni di vita, ha lasciato il posto ad EUR Spa.,  in linea con una marcata azione di valorizzazione immobiliare e di sviluppo del quartiere, del quale il nuovo Centro Congressi è il naturale simbolo

Raffaele Ranucci, oggi senatore PD, all’epoca presidente di EUR spa, già membro della giuria del concorso internazionale di progettazione per il nuovo Palazzo dei  Congressi, nell’ introduzione a  “Centro Congressi, concorso internazionale di progettazione Italia EUR” , Alinea editrice, 2001

“La trasformazione dell’Ente disposta con il D.lgs. 17 agosto 1999, n. 304 non è stata diretta alla liquidazione del patrimonio dello stesso, ma per provvedere, in linea di continuità con l’Ente pubblico, che non aveva a sua volta carattere economico, all’espletamento di un’attività avente connotati spiccatamente pubblicistici, di tipo istituzionale”. Relazione al Parlamento della Corte dei Conti sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’ E U R S.p.A.(4)

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Il circuito previsto per il Gran Premio dell’Eur

La legge istitutiva di Eur spa (5), modificando la precedente legge del 1936, istitutiva dell’Ente EUR (6),   le affidava il gigantesco e ricchissimo patrimonio perchè  ne ricavasse risorse adeguate per il mantenimento di tutto il compendio di immobili di pregio (per la gran parte di interesse storico-culturale) e dei parchi (anch’essi vincolati). Ma la società ha progressivamente accumulato un norevole indebitamento, locando parchi e strutture di grande valore, per utilizzazioni di dubbia compatibilità con la natura dei beni (oltretutto sottratti per lunghi periodi alla fruizione pubblica), giungendo perfino a dare edifici storici a garanzia dei prestiti bancari  (per la Nuvola) (7) A ricostruire la lunga serie di scelte fatte nel tempo dalle varie amministrazioni che si sono succedute, si può constatare, da un lato, un’inquietante escalation di iniziative finalizzate a realizzare investimenti nel settore immobiliare e non solo, che peraltro si sono rivelati poco redditizi, dall’altro una gestione quantomeno poco accorta del patrimonio pubblico. Emblematica la sciagurata avventura – per fortuna fallita miseramente anche grazie alla mobilitazione dei cittadini e dei comitati – del Gran Premio,  che per far sfrecciare i bolidi tra gli edifici storici avrebbe comportato una gigantesca speculazione immobiliare.

Fotograma dello spot per promuovere il gran premio allEUR

Fotogramma dello spot per promuovere il Gran Premio allEUR

LA GESTIONE  DI EUR SPA

Mentre ancora rimbalzano le polemiche  per gli affitti a prezzi stracciati e le morosità degli  immobili  di pregio di proprietà di Roma Capitale,   un articolo di Francesco Merlo, su La Repubblica di qualche tempo fa (8) rivela che la White Gallery di Piazza Marconi, un pretenzioso centro commerciale di abbigliamento sistemato, come un museo, nel padiglione destinato all’arte moderna, non paga da 4 anni per un totale di 5 milioni“. A questo si aggiunge “una plusvalenza di otto milioni…elargita alla società Condotte, che avrebbe dovuto trasformare il Velodromo in Città dell’acqua“. Poi c’è il Palazzo della Civiltà Italiana, il “Colosseo quadrato”(9),  affittato dal settembre scorso per 15 anni al marchio Fendi, come riporta sempre  Merlo, anche se  “il Palazzo ha un vincolo dei Beni culturali che lo destina a uso pubblico, musei, mostre” mentre “nel contratto solo  il piano terra è dedicato a  spazio espositivo”. Aggiunge  Merlo che  “Il canone è di 2.800.000 euro annui benché l’Agenzia del Territorio nel 2007 avesse fissato il valore dell’affitto a 4.680.000, quasi il doppio”  rivelando che  “per consolidamento e restauro” del Palazzo “vennero spesi 16 milioni di euro dai ministri Melandri e Urbani e soprattutto 30 milioni proprio da lui, dal carrozzone Eur spa dello stesso Borghini” (Presidente del Consiglio di amministrazione di EUR spa da quasi 6 anni) per  il duplice progetto, poi abortito,  di “portarci il patrimonio auditivo della storia d’Italia e l’esposizione permanente del design e del made in Italy“. Ma il punto è che  “di quei costosi restauri –  46 milioni di euro di soldi pubblici – beneficerà dunque il marchio Fendi“. E pensare che gli affitti sono la voce di bilancio più importante di Eur spa: 40 milioni di euro l’anno, 20 da privati, 20 da enti pubblici, tra cui il Mibact (10 milioni di euro l’anno)(10) (11)

Foto AMBM

Foto AMBM

LA NUVOLA, LA LAMA E IL “BUCO”

Foto Paola Loche

La “Lama” a sinistra e la struttura della “Nuvola” Foto Paola Loche

Ma soprattutto, all’ attuale disastro economico ha contribuito la costruzione del nuovo palazzo dei congressi,  il monumento alla grandeur rutelliana, la Nuvola di Fuksas, che ha risucchiato  ingenti  risorse di  EUR spa, e che ancora ne richiede parecchie per essere portato a termine (7);  dalle parole dell’Assessore Caudo:  175 milioni per finire cantiere della Nuvola, di cui 150 milioni per il cantiere comprese le riserve, 19 milioni per finire l’albergo, 6 milioni per i parcheggi (li hanno ridotti da 30 a 6 milioni). Poi servono 150 milioni per coprire i  debiti finanziari che Eur spa ha con le banche , che ammontano a 214 complessivamente, ma  che possono essere rinegoziati a

Il libro sul concorso per il nuovo Centro Congressi

Il libro sul concorso per il nuovo Centro Congressi

150 milioni (10).  Un buco  che, più che per un più o meno ingiustificato aumento dei costi di realizzazione, nasce da una serie di ritardi nelle fasi costruttive  che hanno moltiplicato a dismisura i costi aggiuntivi e gli oneri finanziari.  Ritardi che, a una rilettura delle motivazioni della Giuria  del progetto vincitore (12),  più che a fattori  imprevedibili sembrano da imputare a una inspiegabile   sottovalutazione di problemi già conosciuti. Ne accenna  Boccacci su Repubblica del 5 marzo: “Nelle motivazioni con cui la giuria internazionale presieduta dall’archistar Foster assegnò nel 2000 la vittoria al progetto della Nuvola di Fuksas, oltre a criticare “l’esigua profondità del corpo di fabbrica dell’albergo accanto” e a lanciare un allarme sulla falda d’acqua sottostante, si raccomandava una modalità di finanziamento al 50% tra pubblico e privato, con un “processo di controllo che possa assicurare l’adesione al budget ipotizzato”. Ma entrambe le condizioni non si sono verificate(13).  L’albergo accanto è la “Lama”, posto a garanzia dei fondi anticipati dalle banche, la cui vendita è praticamente impossibile, più che a causa della adiacenza del disastrato paesaggio delle Torri delle ex Finanze, parzialmente smantellate e poi abbandonate da una cordata di privati (14), per la sua naturale destinazione all’ospitalità  dei frequentatori del nuovo palacongressi.

PRIMA DI TUTTO  IL BENE PUBBLICO

In questa situazione, sarebbe il caso di voltare rapidamente pagina – anche considerando i guai giudiziari che hanno coinvolto l’ex amministratore Delegato Mancini (15) e, nell’inchiesta “Mondo di mezzo”,  Carlo Pucci, dirigente di EUR spa (16) – non solo cambiando i vertici e il CdA  ancora in carica da quasi 6 anni, ma modificando  proprio la natura di Eur spa, per riportarla di nuovo all’interno del perimetro pubblico. E affidando al Comune stesso la messa a punto di un piano per il rilancio economico e culturale dell’EUR. Un rilancio  che potrebbe passare dal polo museale e congressuale di cui si parla da decenni ma  che è ben lontano dal divenire realtà, soprattutto se non si mettono in cantiere le indispensabili infrastrutture per la mobilità (17).

La chiarezza degli obiettivi, insieme con la determinazione di volerli raggiungere in tempi certi, ha consentito che, parallelamente allo svolgimento del concorso, si attivassero  tutte le iniziative per adeguare le infrastrutture. Prime tra tutte, nel duplice intento di migliorare la qualità della vità  degli abitanti dell’EUR e di rendere facilmente accessibile il Centro Congressi Italia, quelle relative alla Mobilità. E così insieme alla risistemazione del sistema viario è nato un nuovo concorso per la costruzione del ponte dei congressi che collegherà l’EUR con il qiuartiere della Magliana. Si agiungerà così un altro nome all’antologia di coloro che hanno contribuito a rendere Roma più bella, più vivibile, più moderna” [nonostante la “determinazione” riguardo “i tempi certi”, il Ponte, a distanza di 15 anni, non è ancora stato realizzato, dopo due consigliature a guida centrosinistra,  una a guida centrodestra e due anni con l’ attuale Giunta, che pare stia finalmente avviando il progetto NDR]

Domenico Cecchini, allora Assessore per le Politiche del Territorio della Giunta Rutelli nell’ introduzione a  “Centro Congressi, concorso internazionale di progettazione Italia EUR” , Alinea editrice, 2001

CHE FINE FANNO GLI EDIFICI PUBBLICI DELL’EUR?

Un'immagine della mostra sull'EUR

Un’immagine della mostra sull’EUR

Ma nonostante le parole del Ministro Franceschini,  difficile capire in qaule direzione si muova il MEF: la scelta di non rifinanziare EUR spa (a fronte di impegni finanziari importanti per altre grandi opere molto meno strategiche), sembra spingere unicamente  verso la prospettiva della  “valorizzazione”.  E se per il momento si dice fuori discussione la possibilità  di vendita a privati di edifici come quelli che ospitano i Musei Pigorini e delle Arti e Tradizioni popolari, o addirittura del “Colosseo quadrato”, ipotizzata da numerosi quotidiani e subito smentita, non è chiaro quale sia la strategia, e soprattutto quali siano i vantaggi pubblici,  di quella soluzione che sembra andare per la maggiore,  quella di vendere a un altro soggetto pubblico i palazzi. Nelle scorse settimane si è  parlato di  Invimit, una società di gestione del risparmio del Ministero delle Finanze istituita un anno fa,  che si occupa  del “servizio di gestione collettiva del risparmio  attraverso la promozione, l’istituzione, l’organizzazione e la gestione di fondi comuni di investimento immobiliare”, che potrebbe prendere in carico i prestigiosi immobili. Ma si è parlato  anche di INAIL. Tutte ipotesi poco rassicuranti, che potrebbero essere un primo irreversibile cedimento verso  future ulteriori “valorizzazioni”- cioè cessioni a privati o cambi di destinazione d’uso, cambi di destinazione che dovrebbero essere escluse dal Piano Regolatore Generale,  che  prevede che per gli edifici in questione le utilizzazioni siano “prioritariamente” quelle originarie. Il – solito  – ambiguo “prioritariamente”,  che l’Assessore Caudo ha già assicurato  che sarà modificato in “esclusivamente”.  Uno dei pochi  “paletti” a tutela dell’interesse pubblico che il Comune può rivendicare, in una situazione in cui la decisione finale è tutta in quel 90% del MEF, cioè del Governo.

DI NUOVO  LA  MOBILITAZIONE DEI CITTADINI

Un momento della camminata "Piediperterra all'Eur, organizzata da Carteinregola il 7 marzo 2015 per "Spiazziamoli!" 50 piazze per la democrazia contro le mafie

Un momento della camminata “Piediperterra all’Eur, organizzata da Carteinregola il 7 marzo 2015 per “Spiazziamoli!” 50 piazze per la democrazia contro le mafie

E noi cittadini continueremo a vigilare, perchè quando si parla di debito e debiti pubblici, sappiamo bene dove spesso la “politica”  intende  andare a parare: pezzi di patrimonio collettivo che finiscono in mani private e/o edificazioni  di strutture private – case, uffici, centri commerciali, impianti sportivi – che rubano il posto di servizi pubblici – parchi, ambulatori, scuole, centri culturali. O strutture date in uso al di sotto del loro valore per un sacco di tempo. E magari  commissariamenti, con il corredo di procedure poco democratiche e poco trasparenti.  Ma il risanamento dei conti di Eur spa non può passare dalla cementificazione dell’Eur, nè dalla vendita degli immobili appartenenti al Patrimonio Pubblico o dalla loro cessione a vario titolo a privati.

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Spiazziamoli! Carteinregola all’EUR il 7 marzo 2015

La “Politica” –  al contrario della “politica” –  governa tenendo il timone ben fisso sulla stella polare dell’interesse pubblico, per rilanciare  l’EUR, un quartiere di straordinaria bellezza, restituendogli   il ruolo di  polo fondamentale della città, sviluppandone la vocazione culturale, sportiva, turistica, e nello stesso tempo garantendo  la qualità della vita dei cittadini, e la loro  partecipazione alle trasformazioni urbane. E una buona amministrazione, quando c’è da mettere a posto i conti,  ha il coraggio di rimediare agli errori e cambiare rotta, per ricostruire prospettive migliori per tutti. E difendere con le unghie e con i denti una città che ha subito Mafia Capitale e che da troppo tempo è schiacciata dalla corruzione e dalla speculazione privata.

Adesso basta. Cominciamo dall’EUR a ricostruire una strada nuova per tutti.

Anna Maria Bianchi Missaglia annaemmebi@gmail.com

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L’epslosione del Velodromo nel luglio 2008

Post scriptum: una buona notizia. L’assessore Caudo ha assicurato ai comitati e  ai cittadini dell’EUR che nell’area dove si ergeva il Velodromo fatto saltare nel luglio 2008 su indicazione dell’allora AD di Eur spa Miccio, dove si sono andate infittendo le cubature private dei progetti da Veltroni a Alemanno, diventerà un parco pubblico (18)

L'assessore Caudo

L’Assessore Caudo durante “Piedi per terra all’EUR” il 7 marzo 2015

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> Vai a  “Spiazziamoli!” Piediperterra all’EUR”il 7 marzo scorso le schede e le foto

((> vai al testo dell’intervento dell’Assessore Caudo registrato lungo il percorso]

(1) Ai Ministri Pier Carlo Padoan e Dario Franceschini e al Sindaco Ignazio Marino

“Una città nella città”, recita lo slogan di Eur spa, di proprietà per il 90 % del Ministero dell’Economia e per il 10% del Comune di Roma, che gestisce un pezzo pregiato di città pubblica, l’unico su cui decide un consiglio di amministrazione e non il Comune. Una gestione che avrebbe potuto accontentarsi dei dividendi del ricchissimo patrimonio immobiliare e che invece si è spinta in una serie di imprese fallimentari, i cui segni sono sparpagliati tra le geometrie monumentali del regime fascista e del miracolo economico.

Torri sventrate, opere incompiute, voragini post esplosione, baracconi abbandonati, antri scavati sotto il laghetto. Da anni in attesa di una soluzione. E sopra tutto la Nuvola, il nuovo palazzo dei congressi interrotto, simbolo della grandeur di una gestione che voleva essere europea e che non è stata all’altezza dell’ordinaria amministrazione. Intanto, il prossimo 24 aprile un magistrato dovrà decidere se il piano di ristrutturazione finanziaria che presenterà EUR spa sarà in grado di garantire i suoi creditori, o se dichiararne l’insolvenza e avviare le procedure fallimentari. Ipotesi che dovrebbe essere remota, ma quello che sta succedendo per scongiurarla è di difficile comprensione. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze non intende coprire i 300 milioni per rimettere a posto i conti della sua società, e si parla di vendita di alcuni immobili d’importanza monumentale ad altro soggetto pubblico. Ma non si capisce perché l’operazione potrebbe essere remunerativa per INAIL – il più accreditato acquirente – e non lo sia per il Ministero dell’Economia, tanto più che gli immobili sono vincolati e dovrebbe essere impossibile per qualsiasi nuovo proprietario cambiarne la destinazione.

Dopo le vicende di Mafia Capitale, che si aggiungono ad altre indagini che coinvolgono l’ex Presidente Mancini, che è stato alla guida di un consiglio di amministrazione tuttora in carica, e che, pur in scadenza, dovrebbe presentare il fatidico piano di salvataggio, riteniamo un preciso dovere dei Ministri delle Finanze Padoan, dei Beni Culturali Franceschini e del Sindaco Marino aprire un nuovo capitolo della storia dell’EUR, all’insegna della trasparenza e dell’interesse pubblico.

Per questo chiediamo che, prima di avviare qualunque iniziativa – piano, vendite e salvataggio – si proceda a una profonda riforma, restituendo l’EUR al governo comunale, pari a tutti gli altri quartieri di Roma, senza l’ingombro di una spa inutile e dannosa. E sia il Comune a predisporre un piano per il rilancio economico e culturale dell’EUR, garantendone la sostenibilità, all’insegna della trasparenza e della partecipazione dei cittadini.

Carteinregola

 Vezio De Lucia, Vittorio Emiliani, Edoardo Salzano, Maria Pia Guermandi, Enzo Scandurra, Tomaso Montanari, Anna Donati, Domenico Finiguerra, Paolo Maddalena, Pier Luigi Cervellati, Andrea Emiliani, Lucinia Speciale, Paola Elisabetta Simeoni, Umberto D’Angelo, Gigliola Fioravanti, Mariella Guercio, Linda Giuva, Giovanna Merola, Rita Paris, Irene Berlingò, Associazione Assotecnici, Sergio Vasarri, Paola Nicita, Elisabetta Forni, Cettina Mangano, Luca Bellingeri, Sandro Roggio, Paolo Baldeschi, Maria Paola Morittu, Alberto Asor Rosa, Amatel’architettura, Luciano Manuzzi, Manlio Lilli, Maria Teresa Filieri, Paola Bonora, Jadra Bentini, Oscar Mancini,Michela Barzi, Pancho Pardi, Alessandra Muntoni, Roberto Di Paola, Carlo Cellamare, Maria Luisa Lo Russo, Bianca Foss, Natale Falaschi, Beatrice Nencha, Vieri Quilici, Claudio Lombardi, Giuseppe Gallelli, Irene Ranaldi, Alessandra De Cesare, Aldo Pirone, Fabio Andronico, Andrea Costa, Giuseppe Silvi, Paola Loche, Roberto Scognamillo, Emanuele Ponti, Daniela Monterosso, Fulco Pignatti, Rosalia Vittorini, Giacomo Proia, Andrea Desideri, Giuliano Petrelli, Stefania Favorito, Elisabeth Bertrand, Luigi Maggini, Sara Parca, Paolo Zambon, Vittorio Salvatore, Ciro Orsi, De Maria, Ester Gili, Mario Belardi, Armando Mannino, Giuseppe Morabito, Fabrizio Aggarbati, Maria Pia Robbe, Thaya Passarelli, Amalia Vingelli, Maria Cecilia Corsini, Nicola Cataruozzolo

(2) E non ci rassicurano le dichiarazioni  del Ministro Franceschini,  diffuse il 1 aprile dalle agenzie, che gli immobili devono restare «se non dello Stato,  comunque pubblici» e vogliamo sapere al più presto quali sono “le diverse modalità perchè questo avvenga”: EUR SPA, FRANCESCHINI: IMMOBILI RESTINO DELLO STATO O PUBBLICI
OMR0115 3 OMP POL TXT Omniroma-EUR SPA, FRANCESCHINI: IMMOBILI RESTINO DELLO STATO O PUBBLICI (OMNIROMA) Roma, 01 APR – «In alcuni incontri abbiamo chiarito che non ci può essere un’ipotesi di alienazione ai privati ma che in ogni caso gli immobili devono restare nell’ambito di proprietà del perimetro pubblico, ci sono diverse modalità perchè questo avvenga». Lo ha detto il ministro della Cultura, Dario Franceschini, rispondendo in aula alla Camera ad un’interrogazione su Eur spa del deputato di Fratelli d’Italia, Fabio Rampelli. Secondo Franceschini gli immobili di pregio devono quindi restare «se non dello Stato – ha detto – ma comunque pubblici». Il ministro non ha toccato la questione «ricapitalizzazione» della società Eur spa, uno dei punti affrontati nell’interrogazione, poichè, ha spiegato, relativamente «alla situazione debitoria di Eur spa ha già risposto il ministro Padoan. Concordo – ha detto – che gli edifici hanno un alto valore storico, artistico e sono un pezzo di architettura italiana importante, in un quartiere che è assolutamente intenzione del mio ministero e anche dell’amministrazione comunale, rivalutare e rivitalizzare soprattutto dal punto di vista della possibilità di ospitare un polo museale che abbia capacità attrattive di turismo molto maggiore di oggi. Per fare queste cose – ha continuato – è evidente che quegli immobili devono restare destinati all’utilizzo che hanno oggi, archivio di Stato e alcuni musei dello Stato e del Comune e devono restare nell’ambito del perimetro pubblico della proprietà». xcol6 011615 APR 15

(3) al Museo dell’Ara Pacis dal 12 marzo al 14 giugno 2015

(4) RELAZIONE al Parlamento della Corte dei Conti sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’ E U R S.p.A. (già Ente Autonomo Esposizione Universale di Roma) per l’esercizio 2003 – (Determinazione n. 12/2005 )

(5) in base alla legge istitutiva  DLgs 304/1999  DECRETO LEGISLATIVO 17 agosto 1999, n. 304 Trasformazione dell’Ente autonomo esposizione universale di Roma in societa’ per azioni, a norma dell’articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59. (GU n.209 del 6-9-1999 ) Entrata in vigore del decreto: 21/9/1999

Art. 3.     Oggetto sociale   1. Rientrano, in particolare, nell’oggetto sociale della societa’ EUR S.p.a., approvato a norma del comma 4 dell’articolo 1, la gestione e la valorizzazione del complesso dei beni di cui la societa’ e’ titolare. Nell’ambito di tali attivita’ e’ compresa l’utilizzazione dei beni immobili per la promozione ovvero per l’organizzazione di iniziative nel campo congressuale espositivo, artistico, sportivo e ricreativo, ivi inclusi i servizi connessi a dette attivita’.

(6) LEGGE 26 DICEMBRE 1936, n. 2174 (GU n. 002 del 04/01/1937)
ESPOSIZIONE UNIVERSALE ED INTERNAZIONALE INDETTA IN ROMA PER L’ANNO 1941=XX. (PUBBLICATA NELLA GAZZETTA UFFICIALE N.2 DEL 4 GENNAIO 1937)
(7) Sulla vicenda della Nuvola  abbiamo predisposto una scheda di approfondimento(>  vai alla scheda  LA NUVOLA E LA LAMA) e stiamo elaborando un dossier, in cui  intendiamo mettere in discussione la correttezza delle procedure seguite da Eur spa per ipotecare  edifici pubblici sottoposti a tutela 

(8) Eur spa è l’unico ente al mondo che gestisce un pezzo di città: perché? MUORE L’EUR E LA ROMA DI MARMO La Nuvola, gli scheletri dei grattacieli, l’acquario, il lunapark dismesso, il Palazzo della Civiltà male affittato a FendiBy Francesco Merlo 20 febbraio 2015 la Repubblica

(9) vedi al scheda PALAZZO DELL’UMANESIMO – Il Colosseo quadrato

(10) vedi intervento Assessore Caudo in calce

(11) vedi anche la vicenda dell’Acqaurio sotto il Laghetto )> vai alla scheda UN ACQUARIO SOTTO IL LAGO) e del Luneur, l’ex Parco divertimenti della Capitale (> vai alla scheda LUNEUR)

(12) Scarica  Commissione giudicatrice Concorso Progettazione Nuvola – Fuksas dal libro Concorso internzionale di progettazione Centro Congressi Eur di Ghio e Tonelli

(13) Repubblica del 5 marzo:  Eur Spa, palazzi storici non ai privati e per l’acquisto spunta anche Inail Ieri incontro al Mef tra i ministri Padoan e Franceschini e Marino. Deciso un piano per evitare il fallimento e ultimare i lavori della Nuvola di Boccacci

(14) Fintecna, Toti, Marchini (partecipazione del 9%) e Ligresti-Unipol (> vai alla scheda  TORRI DI LIGINI)

(15) su Mancini:

27 set 2012 www.ilmessaggero.it Bus Roma, chi è Riccardo Mancini Un’ascesa all’ombra del .. Dentro questi trent’anni e passa Riccardo Mancini ci ha messo di tutto: … E un anno dopo l’Eur spa, di cui Mancini prese le chiavi chiarendo …

25 mar 2013  www.ilfattoquotidiano.it Tangenti bus a Roma: il Ros arresta Mancini, collaboratore … Un uomo molto vicino al sindaco della Capitale, Riccardo Mancini, l’ex ad di Eur Spa, è stato arrestato questa mattina a Roma dal Ros dei …

Corriere Roma 25 mar 2013 Tangente da 500 mila euro, arrestato Mancini – – ROMA – Riccardo Mancini, l’ex ad di Eur spa, è stato arrestato per concussione e corruzione. L’inchiesta è quella del pm Paolo Ielo sull’appalto …

25 mar 2013 www.ilmessaggero.it Inchiesta filobus, arrestato l’ex ad di Eur Spa Mancini .. ROMA – C’è una definizione, nel fascicolo della procura di Roma che stamattina ha portato in carcere l’ex ad dell’Ente Eur, Riccardo Mancini, .

05 dic 2014 www.dagospia.com   l’ad di eur spa, riccardo mancini, non paga buzzi … – Dagospia– RICCARDO MANCINI AD DI EUR SPA jpeg. Per misurare il fallimento della destra romana di Gianni Alemanno, bisogna mettere a fuoco la …

02 dic 2014 www.romatoday.it Riccardo Mancini notizie e video – Roma Riccardo Mancini, l’ex ad di Eur Spa e ingegnere braccio destro di Alemanno. Fra i 37 arrestati dell’Operazione Mondo di Mezzo, c’è anche lui. Riccardo …

Chi è Riccardo Mancini, l’ex ad di Eur Spa arrestato oggi 2 …Riccardo Mancini, l’ex ad di Eur Spa e ingegnere braccio destro di Alemanno. Fra i 37 arrestati dell’Operazione Mondo di Mezzo, c’è anche lui. ..

13 dic 2014  roma.repubblica.it Eur spa, la maxi gratifica a Mancini sotto inchiesta: un bonus … Eur spa, la maxi gratifica a Mancini sotto inchiesta: un bonus di 63 mila È il 27 giugno del 2013 e il Cda dell’Ente Eur si riunisce ai piani alti del …

(16) Carlo Pucci, aveva un negozio di tabacchi ed è diventato dirigente di EUR, dove percepiva uno stipendio  da manager; nel dicembre scorso è finito in carcere per associazione di tipo mafioso e corruzione aggravata: secondo le accuse era a libro paga di Carminati, per fornire un contributo stabile a prendere gli appalti pubblici. Mafia Capitale: mazzette e saluti romani, la cupola degli amici di Gianni Alemanno. Il fatto quotidiano. Giustizia & impunità. 2 dicembre 2014.: Carlo Pucci, ex ristoratore, assistente personale dell’onorevole Vincenzo Piso (oggi Ncd) tra il 1997 e il 2010, che con l’arrivo dell’amico a Eur Spa diventa prima “Direttore commerciale e valorizzazioni immobiliari” dell’ente  e dal 24 ottobre 2014 – si legge sul suo curriculum pubblicato sul sito dell’ente- viene promosso a “Direttore progetti speciali e servizi interni”. Secondo gli inquirenti, in compagnia di Panzironi Pucci fornisce “uno stabile contributo per l’aggiudicazione di appalti pubblici e per lo sblocco di pagamenti in favore delle imprese riconducibili all’associazione”.

(17) secondo l’assessore Caudo (cit.) la prospettiva è consacrare  l’EUR a polo di sviluppo  basato sul lancio della Capitale nel circuito  dei congressi,  un turismo che ha ricadute economiche molto più importanti e strategiche del normale turismo. Un progetto che con la Nuvola ultimata, insieme al  “vecchio” Centro congressi, e allo straordinario polo museale già presente, potrebbe contribuire al rilancio dell’economia dell’intera città. Obiettivo rilanciato peraltro dallo stesso Ministro Franceschini (nota 2)

> Vai alle Schede MUSEI: PIGORINI, TRADIZIONI POPOLARI- MEDIO EVO ( Museo della Civiltà Romana  Planetario e  Museo Astronomico)

PALAZZO DEI CONGRESSI – l’Archivio

(18) (> vai alla scheda AL POSTO DEL VELODROMO)

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5 risposte a L’Eur, una SPA nella città pubblica

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