Toscana. La linea Maginot del Piano Paesaggistico

alpi apuane 2AGGIORNAMENTO (dal Sole24ore  24  febbraio 2015): Enrico Rossi, a proposito del maxi emendamento Pd, dietro cui molti vedono la mano “renziana”, che riprende gran parte delle proposte di modifica al Piano presentate da Forza Italia, ha dichiarato : “Coloro che a cuor leggero si propongono la chiusura delle cave devono sapere che nel settore lapideo lavorano oltre 5mila addetti: ecco perché bisogna conciliare il lavoro e l’occupazione con il paesaggio» (scarica sole24ore 24 febbraio 2015 )

AGGIORNAMENTO 2  Con il Piano dell’assessore Marson si schiera  – a sopresa – la CGIL. CGIL: TESTI PD STRAVOLGONO IL PIANO (DIRE) Firenze, 23 feb. – Se gli emendamenti proposti dal Pd in Commissione Ambiente saranno approvati dal Consiglio Regionale “ci troveremmo di fronte ad un altro Piano paesaggistico rispetto a quello predisposto dall’assessore all’ambiente Marson. Come Cgil Toscana riteniamo che il piano sia il punto piu avanzato di sintesi tra lavoro ed ambiente, e che gli emendamenti in questione ne stravolgano, ove accolti, il senso ed il valore”. Lo sottolinea Maurizio Brotini, segretario Cgil Toscana, che aggiunge: “Un Piano paesaggistico notevolmente diverso, anzi, addirittura ad una norma non cogente per le rispettive amministrazioni comunali e non condiviso con il ministero dei Beni Culturali, con tutte le possibili conseguenze del caso”. In cui, continua “impressiona l’emendamento che permetterebbe di non ritenere vincolanti le osservazioni tecnico-scientifiche da parte delle amministrazioni locali, in spregio al ruolo ed al valore delle competenze specialistiche ed al coinvolgimento dell’intellettualità”. Con le modifiche, inoltre, “si perderebbe altresi ogni ruolo di indirizzo e controllo dell’Ente Regione”. Per la Cgil, quindi, “siamo di fronte al fondato rischio che gli interessi corporativi di potentati economici locali rompano tale equilibrio”. (Com/Dig/ Dire)

(22 febbraio 2015)

«il Piano offre una cornice di regole certe, finalizzate a mantenere il valore del paesaggio anche nelle trasformazioni di cui esso è continuamente oggetto»

Enrico Rossi,  Presidente Regione Toscana, da  “Viaggio in Toscana”

“Il piano paesaggistico deve valorizzare il patrimonio, non deve essere una cartolina che blocca le attività”

Ardelio Pellegrinotti,    consigliere regionale  PD della Toscana

“…Non siamo di fronte a uno scontro tra ambientalisti radicali e uomini di governo, o tra tecnici e politici. Siamo di fronte allo scontro tra una politica che crede in uno sviluppo sostenibile, e una politica che vuole perpetuare in eterno l’insostenibile stato delle cose....”

Tomaso Montanari, Repubblica Firenze 22 febbraio 2015

Pubblichiamo   l’articolo di Tomaso Montanari,  che ben rappresenta e racconta la grande preoccupazione di quelli che  guardavano con speranza alla Toscana della nuova  legge per il governo del territorio, promossa dal Presidente Rossi e dall’assessore Marson.   Una legge che ha segnato  un nuovo orizzonte  e nello stesso tempo una strada concreta,  per costruire  un modello di sviluppo che è poi quello disegnato  dalla nostra Costituzione.   Che mette al centro le persone, i beni collettivi e i diritti delle prossime generazioni. E di fronte all’attacco  al Piano Paesaggistico del suo assessore, a opera del  suo stesso Partito,  in nome di istanze che sappiamo benissimo da dove vengono e chi rappresentano, ci aspettiamo  che  il Presidente Rossi rifiuti qualsiasi patteggiamento di sorta con gente che non prova imbarazzo ad affermare che “il   piano paesaggistico deve valorizzare il patrimonio, non deve essere una cartolina che blocca le attività” e che vuole  cancellare l’obbligo di “salvaguardia della «qualità percettiva dei luoghi». Qualsiasi compromesso in nome della “realpolitik” (e delle elezioni regionali imminenti) che Rossi dovesse accettare,  porterà vantaggi solo a chi sul “cemento libero” prospera da tempo,  sempre più indisturbato.  In compenso  cancellerà quella linea di  difesa del territorio e del paesaggio  di cui la Toscana è diventata la  principale garanzia. Se si cede su questo, il fronte che  si batte per difendere il nostro Paese subirà un’irreparabile sconfitta,  e  i cittadini che avevano sperato in un nuovo e diverso modello di sviluppo  saranno ancora  più soli.

Toscana. Quel monocolore grigio come il cemento

di Tomaso Montanari   22 Febbraio 2015

NELLA reprimenda che Enrico Rossi ha riservato al migliore dei suoi assessori, Anna Marson,(*) si legge che il presidente toscano si adopererà «per trovare le soluzioni più avanzate per conciliare ambiente e lavoro». Rossi ce l’ha già in mano quella soluzione: è l’avanzatissimo Piano Paesaggistico, che il suo partito sembra deciso a inabissare.

Perché è importante chiarire un punto. Non siamo di fronte a uno scontro tra ambientalisti radicali e uomini di governo, o tra tecnici e politici. Siamo di fronte allo scontro tra una politica che crede in uno sviluppo sostenibile, e una politica che vuole perpetuare in eterno l’insostenibile stato delle cose. Come ha scritto lo stesso Enrico Rossi (nel suo Viaggio in Toscana), «il Piano offre una cornice di regole certe, finalizzate a mantenere il valore del paesaggio anche nelle trasformazioni di cui esso è continuamente oggetto». È verissimo: il Piano non avrebbe l’effetto di imbalsamare il paesaggio toscano, ma darebbe finalmente gli strumenti per governarne la trasformazione in modo responsabile. La sua approvazione sarebbe la vittoria di chi crede che il paesaggio non si salva con i vincoli, cioè con le (pur necessarie) proibizioni delle soprintendenze, ma con la capacità di immaginare un futuro condiviso. Sarebbe il successo di una democrazia matura: il Ministero per i Beni culturali ha accettato di rinunciare a una serie di vincoli perché convinto della qualità del Piano.

Ma ora tutto questo rischia di saltare, perché il pacchetto di emendamenti presentato dal Pd svuota il Piano al punto tale da renderlo inerte. Basterebbe questo comma: «Le criticità contenute nelle schede di ambito costituiscono valutazioni scientifiche non vincolanti a cui gli enti territoriali non sono tenuti a fare riferimento nell’elaborazione degli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica». Se il Piano non è vincolante, se i Comuni non sono tenuti ad osservarlo: ebbene, quello non è più un piano, ma un auspicio. E il Mibact non lo firmerebbe. Insomma, il Piano morirebbe prima di nascere.

La cosa inquietante è che negli emendamenti di Forza Italia troviamo non solo la stessa volontà, ma le stesse identiche parole presentate dal Pd: «Le criticità contenute nelle schede di ambito costituiscono valutazioni scientifiche non vincolanti a cui gli enti territoriali non sono tenuti a fare riferimento nell’elaborazione degli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica ». Siete capaci di trovare una sola virgola diversa dal testo del Pd?

E non è la sola convergenza letterale. Quando si parla dell’enorme problema della distruzione delle Apuane, Pd e Forza Italia piantano gli stessi paletti, con le stesse parole: «Salvaguardando, comunque, le cave esistenti e il loro futuro sviluppo». E si potrebbe continuare a lungo, purtroppo. Siamo evidentemente di fronte al tentativo di imporre a Rossi uno Sblocca Toscana, perfettamente allineato a quell’asse Renzi-Lupi che ha partorito lo Sblocca Italia, che è un triplo salto mortale nel passato, con il ritorno ad un consumo di suolo senza freni, e ad un totale asservimento dell’interesse pubblico agli interessi privati di lobbies industriali, edili ed estrattive.

Se i toscani fossero chiamati a un referendum, il Piano Marson passerebbe con l’80% dei voti. Mentre rischia di cadere in un Consiglio regionale in cui il peggio di vecchie stagioni, locali e nazionali, e il peggio del renzismo sono ormai indistinguibili. Se giovedì prossimo il Piano cadesse davvero, il finale di queste interminabili ‘cinquanta sfumature di Rossi’ sarebbe un monocolore senza sfumature. Grigio: come il cemento.

(*) 21 febbraio 2015 il Tirreno Toscana Enrico Rossi bacchetta Anna Marson: “Sul Pd uno scivolone pericoloso” Il presidente della Regione respinge con fermezza le dichiarazioni dell’assessore all’urbanistica sul piano paesaggistico della Toscana: “Il Pd non è asservito a interessi particolari”

Leggi anche:

(vedi raccolta articoli sul sito VAS Roma)

da Eddyburg 20 febbraio 2015 Paesaggio, il Pd cambia verso di Ella Baffoni   Cinque storie recenti che ci spiegano che significa lo slogan di Renzi: da Job act a Toscana. L’Unità online, blog “Città e città”,   Cosa vuol dire “cambia verso”, il fortunato slogan del premier Renzi? Pian piano cominciamo a capirlo.  Vuol dire annunciare una cosa e fare l’esatto contrario. Il lavoro a tutele crescenti sarebbe un bel progresso, soprattutto se di parla di lavoro giovanile. Peccato che nel jobs act le tutele siano calanti, e che la licenziabilità sia a discrezione totale del datore di lavoro almeno per tre anni. E uno. > leggi tutto

Corriere della Sera 21 febbraio 2015 Il Pd toglie i vincoli su cave e spiagge: a rischio piano paesaggistico Toscana Carandini: piano stravolto, cose da hooligan. E scrive a Renzi. L’assessore: così lascio di Marco Gasperetti

Il fatto quotidiano 21 febbraio 2015 Toscana, dalle cave alle spiagge: il Pd “snatura” il piano paesaggistico I democratici raccolgono in un maxiemendamento una serie di modifiche in parte già proposte da Forza Italia: nessun limite all’estrazione del marmo, se non il divieto a nuove cave sopra i 1200 metri. E via libera alle piscine in spiaggia. L’assessore regionale all’urbanistica, Anna Marson, si dice pronta a dimettersi nel caso le modifiche vengano approvate di |

Eddyburg 20 gennaio 2015 La spallata del PD a Marson: piano del paesaggio azzerato di Mauro Bonciani   «Un maxiemendamento cancella vincoli e prescrizioni. “Così si ingessava lo sviluppo”». Almeno in Toscana i PD sono peggio dei forzitalioti, dei leghisti e di quant’ altro di peggio l’Italia d’oggi conosca. Corriere di Firenze, 20 febbraio 2015, con postilla

IL TIRRENO TOSCANA  20 febbraio 2015  Toscana, il Pd stravolge il piano paesaggistico. L’assessore Marson pronta a dimettersi A cambiare il testo il Partito democratico, che va in direzione opposto rispetto all’assessore Anna Marson. Cave: resta solo la tutela delle vette e dei crinali sopra i 1200 metri e mai “intaccati”. Stabilimenti balneari: sì alle piscine in spiaggia di Ilaria Bonuccelli

Associazioni ambientaliste contro il maxiemendamento pd al piano paesaggistico della Toscana : FAI – Fondo Ambiente Italiano, Legambiente, WWF Italia e Italia Nostra dichiarano il proprio sconcerto di fronte alle proposte di emendamento al Piano Paesaggistico della Toscana presentate ieri dal Partito Democratico regionale (> leggi la lettera)

Regione Toscana: a rischio spiagge e montagne

“Il piano paesaggistico deve valorizzare il patrimonio, non deve essere una cartolina che blocca le attività”: in una sola frase, del  consigliere PD Toscano Pellegrinotti, si potrebbe riassumere la triste parabola di un partito che ha abbandonato la dignità costituzionale per aprire le porte agli appetiti privati sul territorio. Continua a leggere

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