Mafia Capitale: una questione di anticorpi

A Roma c’è la a mafia. Non di importazione, autoctona. Una “quinta mafia” con caratteristiche peculiari  descritte molto bene dal Procuratore Pignatone nella conferenza stampa del 2 dicembre.   Dopo  arresti e perquisizioni in Campidoglio e  alla Pisana, con indagati di primo piano della politica cittadina,  dall’ex sindaco Alemanno  al presidente dell’Assemblea Capitolina Mirko Coratti (PD), dall’assessore Ozzimo, che si é dimesso, a Giovanni Quarzo, Capogruppo di Forza Italia e presidente della  Commissione Trasparenza, a Eugenio Patanè (PD)  e Luca Gramazio (PdL – Forza Italia)rispettivamente ex Presidente del PD romano e  ex consigliere di Roma Capitale,   attualmente consiglieri regionali  del Lazio. La prima ragione è il venir meno – da molti anni – degli anticorpi che avrebbero dovuto scattare, ben prima della magistratura, a difesa del bene pubblico,  nelle istituzioni, nei partiti e anche nell’informazione.

Il video di Repubblica della conferenza stampa di Pignatone

Conferenz astampa Pignatone

Oggi assumono un ulteriore e drammatico significato  le parole del Procuratore Pignatone pronunciate alla Conferenza programmatica del PD pochi giorni fa:..la magistratura penale persegue fatti illeciti, reati, e se un reato non sussiste secondo le norme vigenti non deve neanche iniziare le indagini o le deve concludere con l’archiviazione. Questo però non significa che tutto quello che non è reato sia legittimo o rispondente a criteri di buona amministrazione e, ancora meno, che sia eticamente apprezzabile” (1). Noi non diamo per scontata nessuna colpevolezza, che spetterà alla magistratura accertare. Ma vogliamo fare una riflessione su come siamo arrivati a tutto questo, che – a usare una banalità giornalistica – era una “illegalità  annunciata”. Il problema infatti non è solo il dilagare della “malattia” corruzione: ma la mancanza di anticorpi che dovrebbero scattare rispetto alla corruzione,  o anche solo rispetto alla “mala amministrazione”.

Non ci sono stati anticorpi da parte delle istituzioni: la scarsa (o totale mancanza di)  vigilanza a ogni livello amministrativo è un dato di fatto. Non ci sono stati gli anticorpi delle  opposizioni: di trovarci in un  sistema basato su  accordi trasversali (e per favore, non chiamiamolo solo  “sistema Alemanno”) abbiamo avuto esperienza diretta. Due anni fa, quando noi  di Carteinregola e altri comitati  siamo stati promotori di un  presidio durato 4 mesi in Campidoglio  contro le famose 64  delibere urbanistiche “di Alemanno”. Di molte delibere non ne sapevamo abbastanza,  ma di alcune sapevamo tutto,  e non riuscivamo a capacitarci della solitudine in cui ci trovavamo a combattere  una battaglia che aveva come unico obiettivo l’interesse pubblico. E in realtà qualche aiuto l’abbiamo avuto, qualcuno del centrosinistra e anche qualcuno del centrodestra. Ma davvero troppo  pochi. Non ci sono stati anticorpi nei partiti, che spesso, più che guardare  alla storia delle persone che arruolavano nelle loro fila, hanno mirato  al  loro “potenziale elettorale”(2). Non ci sono stati sufficienti anticorpi nella stampa locale e nazionale. La palude – ben nota – in cui è sprofondata da tempo  la Capitale d’Italia (e molti giornali oggi titolano: “Capitale corrotta, nazione infetta”)  è stata ridotta al rango di  cronaca locale, sostituita dal gossip di scaramucce tra le correnti e i  loro leader e dai  servizi fotocopiati all’infinito sulle buche stradali e l’immondizia nelle strade. Qualche rara inchiesta su scandali che avrebbero meritato mesi di prime pagine  (in ordine sparso: il debito di Roma,  i Punti Verde Qualità, le grandi opere incompiute  – Vele e Nuvola – costate centinaia di milioni , le opere inutili dei mondiali – e già si riparla di Olimpiadi – , i criteri del Piano Urbano Parcheggi, le efferatezze perpetrate all’EUR, dall’abbattimento del Velodromo in una nuvola di amianto al ridicolo acquario sotto il laghetto…), si è inabissata nella quotidianità di mille notizie di cui la grottesca campagna sulle multe di Marino può essere presa  ad emblema. E alla fine, i veri anticorpi – quelli che potevano  fare qualcosa prima dell’intervento della magistratura –  siamo stati noi cittadini,  i comitati che vigilano e  chiedono  trasparenza, rispetto delle regole, primato dell’interesse pubblico. Noi dei risultati li abbiamo ottenuti. Abbiamo fermato decine di delibere con il nostro costante lavoro di informazione su tanti  progetti  e operazioni poco trasparenti, facendoci  in qualche modo  “supplenti”, delle istituzioni, della politica, dell’informazione.

Ma adesso è  venuto il momento che ognuno si prenda le sue responsabilità.

Post scriptum: Ricorda Pignatone le parole di Giovanni Falcone :”Sulla scrivania di ogni magistrato e di ogni investigatore dovrebbero essere incise le parole “Possiamo sempre fare qualcosa“. Aggiunge Pignatone che questa frase dovrebbe essere incisa anche sulle scrivanie di ogni politico e di ogni amministratore. Aggiungiamo: dovremmo inciderle sulle nostre scrivanie e sui nostri computer anche noi cittadini.

campidoglio light 9 aprile

> Vai alla pagina  del diario dei 4 mesi del NOSTRO PRESIDIO IN CAMPIDOGLIO, L’ULTIMA NOTTE DELLA CONSILIATURA ALEMANNO, il 10 APRILE 2013: quando non passò la maggior parte delle delibere a cui ci opponevamo e finì in rissa tra gli stessi consiglieri del centrodestra (guarda il video) UN FINALE POCO EDIFICANTE

> scarica L’ORDINANZA “MONDO DI MEZZO” dal sito CILD – Centro di Iniziativa per la Legalità Democratica

> VAI ALLA RASSEGNA STAMPA (in progress)

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(1) leggi l’intervento Pignatone-Intervento-a-Roma.-Libero-confronto-di-idee-proposte-contributi-promosso-dal-PD-Roma)

(2) Ad esempio,  a  leggere le biografie politiche di tanti esponenti oggi del PD, si può scoprire che prima di approdare al centrosinistra hanno navigato in  molti mari, e militato in tanti partiti, anche del centrodestra.

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il Comunicato di Cittadinanzattiva Lazio Onlus LA MAFIA A ROMA: CITTADINANZATTIVA LAZIO CHIEDE SEVERITA’, TRASPARENZA E PULIZIA NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, E UNA COMMISSIONE ANTIMAFIA IN REGIONE LAZIO

“Siamo molto colpiti dall’azione in corso contro la “Mafia Romana”, come definita dal Procuratore Capo dottor Pignatone”, dichiara Cittadinanzattiva Lazio alla luce di quanto sta accadendo in città in queste ore.

Finalmente viene mostrato alla luce quel sistema del quale molti avevano sentore da anni e che ha procurato danni da miliardi di euro alla collettività, deviando risorse colossali verso canali da chiarire e comunque lontanissimo da ciò che occorre ai cittadini e alle cittadine della Capitale.

Come già chiesto mesi fa dopo i primi interventi della magistratura in città contro le infiltrazioni della criminalità organizzata nel sistema economico cittadino, ribadiamo la necessità inderogabile dell’istituzione di una Commissione Antimafia presso la Regione Lazio che preveda anche la partecipazione di rappresentanze di associazioni di cittadini e non solo, eventualmente, di operatori economici, perchè le conseguenze di una economia infiltrata e di una pubblica amministrazione parzialmente corrotta e complice ricadono sulle spalle di tutti.

Chiediamo quindi severità, trasparenza da parte dell’amministrazione (apprezziamo le dichiarazioni del Sindaco Marino dopo le dimissioni dell’assessore Ozzimo) e pulizia totale, anche con provvedimenti disciplinari mirati a non lasciare dubbi finchè le indagini siano concluse e gli indagati eventualmente rinviati a giudizio.

E’ il momento di una svolta vera che parta dall’impegno delle amministrazioni e della cittadinanza a fianco della Procura di Roma e delle forze dell’ordine che indagano. La commissione antimafia è lo strumento necessario per dare un messaggio forte ai cittadini della regione rispetto all’impegno necessario a tutti i livelli, e per fare chiarezza sulle eventuali implicazioni e complicità all’interno della pubblica amministrazione.

Segreteria Regionale Cittadinanzattiva Lazio Onlus

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