Roma Capitale: a chi sta a cuore la città

OGGI  18 novembre  Marino interverrà all’Assemblea Capitolina, dopo giorni passati sotto il fuoco incrociato dell’opposizione di centrodestra – con le manifestazioni dei “comitati” in un tripudio di tricolori – e degli esponenti locali e nazionali del Partito Democratico, che lo incalzano chiedendo drastici rimpasti o elezioni anticipate. Sarà il giorno della verità, non solo per il Sindaco e la sua giunta, ma soprattutto per la classe politica romana, da cui ci aspettiamo che, almeno in circostanze così difficili, abbia il coraggio di mettere da parte una volta per tutte le logiche spartitorie e faccia fronte comune. Per lavorare su  quei problemi ormai stratificati da decenni, su cui tutti sanno pontificare, ma che ben pochi hanno davvero provato a risolvere.

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La Giunta Marino dopo l’insediamento nel luglio 2013

Racconta la Bibbia che Re Salomone di fronte a due donne che rivendicavano entrambe lo stesso bambino, tirò fuori la spada per tagliarlo a metà e darne un pezzo a ciascuna: la vera madre allora supplicò il sovrano di consegnare il figlio all’altra donna, pur di salvarlo, mostrando così la verità. La parabola però non racconta solo la saggezza di Salomone:  rivela che è di fronte alle scelte più estreme che si dimostra chi si è veramente. E, soprattutto, che tenere davvero a qualcuno vuol dire metterlo davanti a tutto, anche ai propri interessi.

Negli avvenimenti di questi ultimi giorni a Roma, assistiamo a un attacco al Sindaco senza precedenti, da parte non solo delle forze di opposizione, ma anche e soprattutto dello stesso partito che dovrebbe sostenerlo. La richiesta del PD (romano e nazionale) è praticamente un ultimatum: riazzerare tutto, ingaggiando nuovi assessori, o tornare al voto in primavera. Una prospettiva che a nostro avviso darebbe il colpo di grazia alla Capitale, paralizzando l’economia, fermando o cancellando tutto quello che è stato faticosamente avviato in questo anno e mezzo, e distogliendo le forze politiche dall’impegno per la città , per dedicarsi al solito show,   con migliaia (milioni?) di euro bruciati in manifesti e iniziative elettorali, all’insegna dei soliti triti slogan e delle solite promesse elettorali.

E se immaginiamo che si è arrivati a porre out out – rimpasto o elezioni –  per otto multe, OTTO MULTE, prese dal Sindaco, comminate a un’ auto che aveva comunque il diritto di circolare in centro, la situazione ci sembra davvero surreale.   I fatti di Tor Sapienza, quelli sì, sono assai gravi e reali, ma non dovrebbe venire in mente a nessuno di usarli come pietra tombale dell’amministrazione, dato che analoghe vicende sono successe – e temiamo che succederanno ancora – in altre città , e dato che sono la classica goccia di un vaso che ha cominciato a riempirsi da tempo, ben prima dell’amministrazione Alemanno.

E soprattutto ci sembra incredibile il tenore di questi attacchi,  che sollecitano una sentenza più sull’uomo Marino – “marziano, presuntuoso, radical chic “ – che sul suo operato nel governo della città. E forse questo è il vero “peccato” del Sindaco: aver puntato sull’immagine di “un uomo solo al comando”, preferendo interfacciarsi con un pugno di fidi collaboratori (non tutti all’altezza) piuttosto che con il principale partito della sua maggioranza, che peraltro, con le dovute eccezioni, non ci è mai sembrato distinguersi particolarmente per le attività e l’impegno nei territori. E soprattutto Marino non ha valorizzato abbastanza il lavoro di gruppo della sua Giunta, di cui, ci scommettiamo, la maggior parte dei cittadini romani che si lamentano – a ragione  – delle buche stradali, dell’inefficienza del trasporto pubblico e della sporcizia, non sa praticamente nulla. Anche perché il Sindaco non ha mai saputo creare canali di comunicazione efficaci per “parlare” alla città e questo, considerando l’ostilità nei suoi confronti di tutta la stampa che conta, si è rivelato un errore madornale.

In ogni caso tutto questo  non ci sembra abbastanza per rovesciare il tavolo e ricominciare daccapo.

Noi speriamo che chi ha a cuore le sorti della città, pensi prima di tutto al bene delle persone che vi conducono esistenze sempre più difficili.

Chiediamo al Sindaco, all’Assemblea a tutti quelli che ipotizzano nuovi scenari politici per Roma, di tenere ben saldo al centro del proprio impegno il diritto al lavoro, a un alloggio, a vivere in una città decorosa, a non sciupare ore di vita negli spostamenti, a sentirsi sicuri nei propri quartieri, a far parte di una comunità accogliente e solidale, a vivere in una città dove si rispettano le regole.

Nella Capitale, negli ultimi vent’anni, non è mai successo. Si sono sprecate risorse per inseguire progetti faraonici di Vele mai finite e Nuvole interrotte. Si sono dissipati beni di tutti per svendere a privati pezzi di città. Si è creato un debito fuori controllo che incombe sulla testa dei cittadini di oggi e di domani, riducendo drasticamente la possibilità per chi amministra oggi (la giunta di Marino e qualsiasi nuova formazione dovesse succedergli) non solo di promuovere nuove iniziative, ma addirittura di svolgere quelle azioni indispensabili per la manutenzione del patrimonio pubblico, per lo svolgimento dei servizi elementari, e addirittura per la sicurezza dei cittadini.

Noi chiediamo a tutti gli uomini e donne di buona volontà e di buon senso,  di qualsiasi schieramento – ma  soprattutto della maggioranza –   di fermare polemiche, ricatti, scaricabarili, complotti,  e di mettersi a lavorare sul serio.

Se invece si deciderà ancora una volta di cambiare tutto per non cambiare niente,  qualcuno dovrà prenderne la responsabilità.

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Zanda: “Marino non conosce bene Roma, cambi assessori

Ignazio Marino “non ha la conoscenza robusta di Roma che avevano Rutelli e Veltroni, o Petroselli e Argan. Questo avrebbe dovuto consigliarlo a scegliere una giunta più matura. Io stimo l’assessore Improta, ma su altri sospendo il giudizio”. Luigi Zanda, capogruppo del Pd al Senato, si esprime così sul sindaco di Roma, Ignazio Marino. “Una premessa: io sono molto amico di Ignazio Marino, siamo stati insieme al Senato per tanti anni, è una persona per bene”, dice Zanda in un’intervista a ‘la Repubblica’. Il Pd nazionale si appresta a chiedere l’azzeramento della giunta. “Marino non deve pensare che le indicazioni del Pd siano date per motivi diversi dal volerlo rafforzare. Ci mancherebbe altro che lui non si fidasse del suo partito”, aggiunge. A Roma si parla di elezioni anticipate: “Io sono contrario, ma considero egualmente pericolosa la palude politica: il fatto che il sindaco e la sua maggioranza non vadano d’accordo è contro natura, ancora più rischioso del voto anticipato”. “Le multe? Si pagano. Oppure, se le si ritiene illegittime, ci si oppone in giudizio. Altre strade non ce ne sono”, dice Zanda riferendosi al ‘Pandagate’. “Credo che Marino abbia governato con grande buona fede -conclude dando il proprio giudizio sull’amministrazione-. Ma i risultati per ora non sono sufficienti”.

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