I servizi dei musei statali ai privati, l’ennesima proroga?

Pubblichiamo il comunicato del Comitato per la Bellezza e dell’Associazione Bianchi Bandinelli a proposito della ulteriore probabile proroga delle concessioni a società e cooperative per i servizi aggiuntivi (biglietteria, prenotazioni, librerie, bar e ristoranti, ecc.) dei musei statal . Con il corredo di lauti guadagni per i privati (secondo le associazioni gli incassi ricavati dal Colosseo raggiungono i 9,2 milioni di euro, a fronte di 1,12 milioni di euro  arrivati  nelle casse della Soprintendenza) e opacità e  scarsa concorrenzialità nei criteri di concessione (a quanto pare i contratti  non sono mai stati resi noti). Una questione che riguarda la trasparenza, le regole e l’interesse pubblico. Mentre sullo sfondo restano incombenti le tante proposte  che fioccano ormai ogni  giorno per rendere più “remunerativi” i nostri monumenti. Proposte che non hanno più alcun imbarazzo a caldeggiare neanche quelli che hanno alle spalle una autorevole e seria militanza nella tutela dei nostri beni culturali, e che in nome di una presunta “modernità”  rischiano di rendere  icone della nostra storia  merce da sfruttare per kermesse commerciali e magari partite di calcio e matrimoni di nababbi, trasformando pezzi  della nostra identità da “essere” in “avere”.  

Una sesta scandalosa proroga per i privati che gestiscono i servizi nei Musei statali?

I privati continueranno a fare buoni affari coi musei e coi siti archeologici, a cominciare dal Colosseo, mentre lo Stato per contro continuerà a ricavarne le briciole. Le concessioni a società private e cooperative dei servizi aggiuntivi (biglietteria, prenotazioni, librerie, bar e ristoranti, ecc.) nei musei statali sono infatti scadute da cinque anni, ma da allora nessun ministro ha saputo o ha voluto rinnovarle. Eppure coi loro documentati rilievi l’Anti-trust e altre autorità hanno sottolineato l’opacità e la scarsa concorrenzialità dei criteri vigenti. Si va dunque verso una sesta proroga, scandalosa, come ha sempre sottolineato la stessa Unione Europea?

Eppure il ministro Dario Franceschini sembrava, all’inizio, animato dalle migliori intenzioni. Invece – come sottolinea efficacemente Paolo Fantauzzi sull’Espresso on line (“Domus Aurea, affari d’oro, ma solo per i privati”) – il Colosseo, fra visite guidate, audio guide, libri, gadget e prevendite, ha incassato 9,2 milioni di euro, e però nelle casse della Soprintendenza sono finiti appena 1,12 milioni euro, cioè un modestissimo 13 per cento. Per le visite notturne che costano 20 euro a persona, la Soprintendenza non percepiva sino a poco tempo fa neppure 1 euro. Eppure quei luoghi sono visitabili soltanto grazie a manutenzioni e a restauri decisamente costosi per lo Stato.

Il ministro Franceschini chiede costantemente aiuto ai privati. Nei giorni scorsi per un restauro integrale della Domus Aurea. Perché non spremerne un bel po’ – in modo del tutto lecito e autonomo – dai concessionari privati invece di lasciar loro i due terzi e oltre degli incassi? Un margine gigantesco. Il ministro ha affidato lo studio di nuove trasparenti concessioni alla Consip, società del Ministero per l’Economia. Ma per ora sembra in vista soltanto una sesta e penosa proroga. Che ci sottoporrà ad una ulteriore procedura di infrazione europea. Inoltre questi contratti di concessione (ad Electa-Mondadori e a Coop-culture per l’area archeologica romana) non sono mai stati resi noti, perché ? Senza risposta è rimasta pure una interrogazione a risposta scritta presentata in merito dal senatore Walter Tocci del Pd* Eppure essa risale al 14 febbraio 2014. Cioè a nove mesi fa. L’ha rivolta all’allora ministro Bray dal quale l’ha ereditata dal 22 febbraio il ministro Franceschini. Perché non ha ancora risposto? La domanda è sempre attuale. Come la risposta.

     Comitato per la Bellezza                   Associazione R. Bianchi Bandinelli

           Vittorio Emiliani                                 Vezio De Lucia

* scarica la proposta  Senato Interrogazione Tocci servizi Musei

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