Il Sindaco, le multe e l’informazione

(AGGIORNAMENTI IN CALCE al 14 novembre 2014)
La vicenda delle multe del Sindaco Marino sollecita una riflessione su “quale giornalismo” e “per chi”

marino multe 7 nov

Repubblica, 7 novembre 2014

Si può pensare quello che si vuole del Sindaco Marino, ma noi siamo sempre più convinti che sia vittima di una campagna con picchi  di malignità che non abbiamo visto per nessun predecessore.  La storia delle multe di Marino è stata pubblicata sui principali quotidiani con la stessa enfasi (se non maggiore) di quella riservata alla contemporanea vicenda del deputato Marco Di Stefano, indagato per aver incassato tangenti per circa due milioni di euro (1). Ma a questo punto non ci interessa più di tanto ricostruire come sono andate le cose. Perché l’episodio, nel merito assolutamente banale, diventa emblematico di una notevole caduta di stile di testate peraltro prestigiose. E la nostra indignazione non riguarda il trattamento riservato al Sindaco – a cui comunque  va la nostra solidarietà, come a tutte le persone su cui ci si accanisce infondatamente e/o esageratamente – ma il trattamento riservato a noi lettori e a noi cittadini, inconsapevoli spettatori di un gioco al massacro che ci sembra aver poco a che vedere con l’interesse generale.

Corriere sito multe marino 7 novembre

Sito del Corriere della Sera, 7 novembre 2014

Come Carteinregola, più che  ricostruire la verità dei fatti, in questo caso intendiamo  restituire ai fatti le giuste proporzioni. E continueremo a raccontare le tante vicende che interessano la città e che sono invece sistematicamente omesse all’opinione pubblica, a cui viene servita la solita minestra quotidiana di buche stradali, cassonetti debordanti, risse politiche e qualunquismo un tanto al chilo. I romani che noi conosciamo, che si impegnano come noi per difendere la loro dignità di cittadini e la qualità del loro territorio, sono oltre tutto questo. Noi lavoriamo per una politica nuova e una città nuova, e alle testate che hanno dedicato tanto spazio a questa vicenda, chiediamo di occuparsi di ben altri temi, spesso da noi inutilmente segnalati, che stanno a cuore ai cittadini più di 8 multe non pagate da chi ha transitato con una Panda in centro, tra l’altro avendone diritto…

Le multe di Marino (2): Della “vicenda multe” diremo solo lo stretto indispensabile, perché ci sembra veramente grottesco che sul tema ci siano state interrogazioni parlamentari, repliche ufficiali, interviste, indiscrezioni, il tutto spalmato su pagine intere di edizioni nazionali, con un’afflato giornalistico e una minuziosa ricerca degli indizi che “inchioderebbero” il Sindaco, degni di un caso di spionaggio internazionale. E “giallo” alla fine è diventato, con la misteriosa sparizione del permesso  dal sistema informatico che registra i permessi Ztl, denunciata da Marino  ai carabinieri (3). Ecco i fatti.  Come sindaco, Ignazio Marino di permessi di accesso e sosta in centro poteva averne tre (e non ci sembra un eccesso “da casta”), ma lui lui ne ha chiesto uno solo, per la Panda rossa, per l’appunto, della durata di un anno  Scaduto l’anno a giugno 2014, a causa di  un ritardo nel

dal video:  Marino mostra documenti permesso spariti dal sistema informatico del Comune

dal video: Marino mostra documenti permesso spariti dal sistema informatico del Comune

rinnovo o per un permesso provvisorio, gli vengono comminate 8 multe per ingresso in area ZTL (una ulteriore sanzione per divieto di sosta, è stata regolarmente pagata), fino ad agosto 2014, quando il contrassegno viene riattivato. Il Sindaco ribadisce (anche in video-(4) di essere stato in possesso di un permesso valido anche nel periodo tra giugno e agosto, e che tale  permesso è sparito improvvisamente dai terminali nei giorni scorsi, spingendolo  a ipotizzare che  “qualcuno in queste ore è entrato con dolo nel sistema per manipolare i miei dati e creare un danno alla mia credibilità”e  a sporgere denuncia.(5)

Andrea  Augello

Andrea Augello

L’appassionante tema  proposto dall’interrogazione del Senatore Augello (Nuovo Centro Destra ) (6) e rilanciato urbi et orbi da alcuni giornali è il seguente: Marino, dopo aver colpevolmente dimenticato di rinnovare il permesso, “ ha fatto il furbo” e si è fatto togliere le multe approfittando del suo ruolo istituzionale? A cui segue un ulteriore interrogativo: se, al contrario, Marino, per non pagare le multe, ha fatto ricorso, può fare ancora il sindaco o “deve lasciare” la guida della città, dato che c’è una legge che prescrive che chi ha un contenzioso con la pubblica amministrazione non può avere cariche di governo? (7). Il Senatore Augello nell’interrogazione allude anche – e la stampa riprende – ad altre eventuali multe, precedenti l’elezione a primo cittadino, che sarebbero oggetto di ricorso. La risposta del Sindaco in proposito è netta: “non esiste nessuna pendenza e nessun ricorso da parte sua nei confronti di Roma Capitale(8), e la sospensione delle multe deriva da un procedimento dell’amministrazione in autotutela (9).

Qualche considerazione generale.

Ma anche se il permesso non fosse stato rinnovato in tempo per l’incuria di un collaboratore (vogliamo sperare che di questo genere di cose non si occupi Marino in persona, che ha ben altro da fare), il fatto che un sindaco, come chiunque altro, faccia presente che le sanzioni non sono dovute, avendo diritto al (o essendo in possesso del) permesso, meritava davvero questo can can? Davvero questa notizia era così giornalisticamente rilevante da occupare intere pagine dell’edizione nazionale, come ha fatto Repubblica per ben due giorni di seguito, riservando al “caso Di Stefano” appena scoppiato – il deputato del “ho fatto le primarie con gli imbrogli” –  un semplice “taglio basso”?

Significativo anche il linguaggio utilizzato in alcuni articoli: “…infamante il sospetto: che l’inquilino del Campidoglio abbia abusato della sua posizione per ottenere quel che ai comuni mortali è vietato(10), “Una vicenda imbarazzante. Che a tarda sera il sindaco Marino prova a smontare(10) , “Ad un qualsiasi romano, in un caso del genere, non restano che due strade: pagare o fare ricorso Marino, che con la sua giunta ha quintuplicato il prezzo dei pass per il centro (costavano 550 euro, sono schizzati a oltre 2 mila), non fa né una cosa né l’altra(11) Ma noi ci chiediamo: stiamo parlando di multe per l’accesso alla ZTL o di conflitti di interesse, parentopoli, appalti truccati, brogli elettorali?

Noi non facciamo sconti a nessuno, tanto meno al Sindaco Marino. Ma vorremmo che le critiche, anche molto dure quando necessario, fossero avanzate dimostrando con i fatti quello che non va in questa amministrazione, entrando nel merito delle scelte di chi governa la città, e non cercando di demolire l’immagine personale del Sindaco sulla base di episodi davvero terra terra. Ci appelliamo alla gloriosa tradizione di giornali che in tempi migliori hanno smascherato potenti e svelato rischi e retroscena di ben altro livello: riportiamo il dibattito (e le inchieste)  sul fronte della legalità, delle regole e dell’interesse pubblico.

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RASSEGNA STAMPA

L’Espresso 14 novembre 2014 Roma, tensione e caos: ecco chi vuole la testa del sindaco Ignazio Marino Lo sconfitto alle primarie David Sassoli. La maggioranza renziana del Pd romano. I costruttori e i caldarrostari. Non ci sono solo gli errori, il caso Tor Sapienza e quello della Panda rossa: il primo cittadino della Capitale è costantemente sotto tiro. Vittima, sì, ma anche di se stesso. di Luca Sappino (> leggi tutto)

13 novembre 2014 Stati generali Roma Dai dalemiani agli ex fascisti: ecco la lobby che vuole la pelle di Marino marco carta Prima e più a fondo delle multe non pagate rinfacciate al sindaco di Roma Ignazio Marino….Prima, molto prima, sta il complicato rapporto tra Ignazio Marino e i poteri che governano la capitale. Una città difficile, governata da mani sconosciute fuori dall’Urbe eppure potentissime nel far girare voti e soldi. Una città multiforme, sempre sospesa tra la necessità di pensarsi al futuro e la tentazione di accoccolarsi al caldo di un passato remoto glorioso, e di un passato recente meno sfavillante, certo, ma tutto sommato protettitvo. Tra immobiliaristi, lobbisti, spioni, politici locali più potenti di tanti peones che stanno in parlamento, e venditori di caldarroste e di vino con cui, se conosci Roma, sai che devi parlare.(> leggi tutto)

12 novembre 2014: Panorama.it Ignazio Marino e le multe, ecco tutta la verità di Claudia Daconto  Mentre dall’inchiesta arrivano i primi riscontri a favore del sindaco di Roma, una fonte interna all’amministrazione scopre le carte A cinque giorni dallo scoppio della bomba mediatica che sta facendo tremare il Campidoglio, finalmente qualcuno ha deciso di non scappare davanti alle domande dei giornalisti e di fornire tutte le risposte che possono servire a fare luce su quello che è davvero successo e sul perché è successo. È una persona vicina all’amministrazione comunale e ben informata sui fatti (> leggi l’articolo)

12 novembre 2014 LA REPUBBLICA Vertice di maggioranza per la Panda MARINO E IL REATO DI GOFFAGGINE Ridicolizzandosi sembra che questo sindaco lavori per riconsegnare Roma alla Destra di Coattonia By Francesco Merlo 12 novembre 2014 la Repubblica

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(1) sulla vicenda Di Stefano si veda: Corriere della Sera 7 novembre Valigette piene di soldi e affitti gonfiati, la rete del deputato pd .Accuse a Di Stefano, coordinava un tavolo alla Leopolda. Al telefono: «Ho fatto le primarie con gli imbrogli, ma ora li tiro dentro tutti» La Repubblica 7 novembre 2014 Truffa Enpam, indagato il deputato del Pd Di Stefano: “Mi sospendo dalla Camera

(2) Le informazioni le abbiamo ricavate dall’interrogazione del Senatore Augello, scarica l’interrogazione interrogazione Augello 5 novembre ,  sulla risposta al Senatore pubblicata dal Sindaco Marino sul suo blog personale http://www.ignaziomarino.it/contro-solo-calunnie/ e su vari i articoli usciti tra il 7 eil 9 novembre 2014

(3) Il Messaggero 8 novembre 2014 : Giallo multe, Marino denuncia: dati manomessi, colpito da chi vuole Roma di tangenti 

(4) http://video.corriere.it/video-embed/747e0aa2-677c-11e4-afa4-2e9916723e38

(5) Corriere della sera Multe al sindaco, colpo di scena«Sparito l’ok per circolare nella ztl»Marino ha sporto denuncia ai carabinieri: «Non risulta più dai terminali il permesso della Panda fra la scadenza e il rilascio di quello nuovo. Manipolati i miei dati»

(6) scarica l’interrogazione interrogazione Augello 5 novembre

(7) dall’art. 63  del Decreto legislativo 267/00 (Incompatibilità)
Non può ricoprire la carica di sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, consigliere metropolitano, provinciale o circoscrizionale:
(…)
4) colui che ha lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile od amministrativo, rispettivamente, con il comune o la provincia. La pendenza di una lite in materia tributaria ovvero di una lite promossa ai sensi dell’articolo 9 del presente decreto ( Azione popolare e delle associazioni di protezione ambientale ) non determina incompatibilità. Qualora il contribuente venga eletto amministratore comunale, competente a decidere sul suo ricorso è la commissione del comune capoluogo di circondario sede di tribunale ovvero sezione staccata di tribunale. Qualora il ricorso sia proposto contro tale comune, competente a decidere è la commissione del comune capoluogo di provincia. Qualora il ricorso sia proposto contro quest’ultimo comune, competente a decidere è, in ogni caso, la commissione del comune capoluogo di regione. Qualora il ricorso sia proposto contro quest’ultimo comune, competente a decidere è la commissione del capoluogo di provincia territorialmente più vicino. La lite promossa a seguito di o conseguente a sentenza di condanna determina incompatibilità soltanto in caso di affermazione di responsabilità con sentenza passata in giudicato. La costituzione di parte civile nel processo penale non costituisce causa di incompatibilità. La presente disposizione si applica anche ai procedimenti in corso;
(…)
7) colui che, nel corso del mandato, viene a trovarsi in una condizione di ineleggibilità prevista nei precedenti articoli.
(…)
3. L’ipotesi di cui al numero 4) del comma 1 non si applica agli amministratori per fatto connesso con l’esercizio del mandato

(8)Il Messaggero 8 novembre 2014 : Giallo multe, Marino denuncia: dati manomessi, colpito da chi vuole Roma di tangenti

(9) http://www.ignaziomarino.it/contro-solo-calunnie/

La Repubblica”8 novembre 2014 MULTA-GATE, VERBALI SPARITI MA MARINO ATTACCA “SU DI ME SOLITO FANGO” (*)

(10) La repubblica 7 novembre Nove multe sospese al sindaco Marino”: è polemica a Roma repubblica.it/…/nove_multe_sospese_al_sindaco_marino_polemica…2 giorni fa – “Nove multe sospese al sindaco Marino“: è polemica a Roma … ROMA – Rischia di finire nei guai, per una serie di multe non pagate, … Una prassi in realtà consolidata: da quanto risulta a Repubblica, anche i 35 verbali …

(11)  Corriere della Sera‎ – 7 novembre Roma, il sindaco Marino e quelle otto multe non pagate

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(*)MULTA-GATE, VERBALI SPARITI MA MARINO ATTACCA “SU DI ME SOLITO FANGO” Giovanna Vitale per “La Repubblica” 8 novembre 2014

Ha blindato tutto, il sindaco Ignazio Marino. Silenziato la polizia municipale, imposto allo staff di non parlare con nessuno, minacciato ritorsioni pesantissime contro chiunque avesse favorito nuove fughe di notizie. Quindi, all’alba, in collegamento da Milano dov’era in trasferta per l’assemblea dell’Anci, ha ordinato al direttore del dipartimento Entrate di trovare una spiegazione plausibile al “giallo” delle contravvenzioni prese quest’estate dalla sua Panda rossa e mai pagate perché congelate dai vigili urbani.

«È fango, solo fango », ha continuato a ripetere per tutto il giorno. Intimando infine ai suoi di scovare subito le “talpe” che avrebbero foraggiato il senatore Ncd Andrea Augello, fornendogli dettagli utili a confezionare l’interrogazione parlamentare presentata due giorni fa.

Il primo atto del contrassalto al “multa-gate” è l’oscuramento dei verbali — intestati a Marino Ignazio Roberto Maria — dall’archivio delle sanzioni della polizia municipale: consultabili online da ciascun terminale in dotazione ai vigili, ieri mattina erano spariti, inghiottiti dal sistema informatico, custoditi in una sezione meno accessibile dell’Ufficio contravvenzioni, protetta da un protocollo che traccia ogni ingresso e richiede accreditamento e password.

L’ultimo atto della controffensiva: la nota ufficiale con la quale il sindaco in persona — oltre 24 ore dopo la prima, timida giustificazione del portavoce Guido Schwarz — ha provato a chiarire l’arcano, liquidando «gli attacchi » come «fango gettato contro chi, dalla sua elezione, si impegna giorno per giorno per cambiare a fondo questa città». Una replica scritta e stizzita: «Le tante forze che fanno resistenza e si oppongono alla nostra azione amministrativa cercano periodicamente di calunniarmi, per incrinare la mia credibilità».

E pazienza se «i dettagli tecnici» forniti «per gli appassionati» smentiscono in parte l’ulteriore versione (e siamo a tre) offerta dall’assessore alla Mobilità Guido Improta, oltre a quella del suo portavoce, secondo cui l’auto privata del sindaco — beccata a circolare in centro con il permesso Ztl scaduto — era inserita in una white list , una lista speciale.

Sostiene invece Marino — a proposito delle 8 multe da 80 euro finite nel cervellone dell’Ufficio Contravvenzioni senza notifica né pagamento — che fin dall’insediamento, il 23 giugno 2013, alla sua Panda rossa è stato assegnato un contrassegno (sarebbero tre, ma lui gli altri due li ha rifiutati) per la zona a traffico limitato.

È poi accaduto che, «in ragione di un ritardo amministrativo », il rinnovo non si è perfezionato dopo un anno esatto, bensì due mesi più tardi, il 21 agosto 2014: «I passaggi registrati tra il 24 giugno e il 20 agosto 2014 non sono, conseguentemente, ascrivibili ad una perdita dei requisiti da parte del titolare del veicolo e pertanto non sono oggetto di violazione amministrativa », precisa il chirurgo dem.

E siccome non c’era più ragione di proseguire «con l’iter sanzionatorio», si è «proceduto al blocco degli accertamenti mediante l’istituto dell’ autotutela, attraverso la procedura informatica, così come avviene in tutti i casi analoghi». Una procedura che «utilizza il termine “ricorso” in modo atecnico», assimilando nominalmente l’ autotutela alle contestazioni proposte al prefetto e al giudice di pace. «Ne consegue che nessuna delle contravvenzioni è stata bloccata d’ufficio ».

Ma il senatore Augello insiste. A parte far notare che l’ autotutela prevede un iter diverso, per cui i sospetti sulla “manina” che avrebbe congelato i verbali di Marino restano tutti, «se io applico questi criteri a tutti i cittadini, conviene pagare il permesso Ztl con sei mesi di ritardo: tanto poi il contrassegno mi verrà rilasciato lo stesso a partire dal giorno della richiesta (tardiva, che mi farà guadagnare tempo) e le multe saranno cancellate.

Proprio un bell’affare per l’amministrazione », tuona il parlamentare Ncd. «Perché il periodo in cui il sindaco ha girato con il permesso scaduto è stato abbuonato: in sostanza lui non ha pagato le contravvenzioni e il Comune ha perso il costo della tariffa per due mesi. Si tratta oggettivamente di un abuso».Una giornata concitata, durante la quale l’inquilino del Campidoglio ha potuto registrare tutta la sua solitudine. Nessuno nel Pd ha alzato un dito a sua difesa. Mentre a palazzo gli veniva recapitata — trainata dall’ex vicesindaco Sveva Belviso — una carriola piena di multe: «Perché i romani devono pagarle e lui no?».

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2 risposte a Il Sindaco, le multe e l’informazione

  1. Luciana Pietravalle ha detto:

    Piena solidarietà al Sindaco Marino, i cittadini non sono così ingenui e hanno capito la finalità di questi attacchi. Grazie per quanto sta facendo e sostegno incondizionato per resistere a lavorare in un ambiente così avvelenato.

  2. Mario ha detto:

    Che dire? Il livello dei giornalisti? Ieri sera un certo editorialista (Sorgi mi pare) della STAMPA di Torino da Vespa, intervistando Renzi; non ha saputo che dire “Ma le multe di Marino?”. Ridicolo. Il Sindaco di Roma non è il padreterno ma anzichè omaggiarlo del fatto che usa l’auto personale e non l’auto blu, non hanno niente di meglio da dire. Fanno pena. Sembra che l’ingiuria, l’offesa alle Istituzioni, la mancanza totale di rispetto delle più alte cariche e l’invidia siano diventate il pane quotidiano di molta stampa. Alcuni “giornalisti”, sono decine di migliaia, per tre euro ad articolo si vendono l’anima. Ma vedere i “grandi saputoni” vomitare veleno fa veramente pena. Non difendo Marino che di colpe da Sindaco ne ha tantissime. Difendo l’Istituzione e la sacralità dell’informazione a mezzo stampa!

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