QUELL’EMENDAMENTO CHE HA FATTO ARRABBIARE IL CENTRO DESTRA

Il 23 ottobre, nessuna maratona e nessun maxiemendamento (per il momento),  dopo  un emendamento Cinquestelle (che Carteinregola aveva affidato alla commissione un anno fa),  approvato a sorpresa grazie a una maggioranza distratta. E si scopre che quell’emendamento, che non va bene nè all’assessore Civita nè all’opposizione di centrodestra,  viene da lontano, e dovrebbe spingere i consiglieri di centrosinistra a un ripensamento generale di questo Piano casa così simile a quello della Polverini…

PROSSIMA SEDUTA LUNEDI’ 27 ALLE 15, si calerà il maxiemendamento?

aula regione 15 ottobre piano casa

La nostra giornata è cominciata la mattina del 23 ottobre, nel I Municipio, dove  è stata approvata la mozione di SEL che chiede alcune modifiche del Piano Casa 2, anche questa volta  con voto “bipartisan”. Ma è stata la seduta pomeridiana  in Consiglio ha presentare un vero colpo di scena: i giochi sembravano ormai fatti e il maxiemendamento pronto a calare come una pietra tombale sulle nostre testarde ragioni, quando invece c’è stato un fuori programma che ha causato un finale provvisoriamente diverso.

A causa della distrazione di molti consiglieri della maggioranza, a sorpresa è stato approvato un  emendamento dei Cinquestelle che aggiunge  all’ART. 3 (Interventi di ampliamento degli edifici), COMMA 6, dopo “la realizzazione degli ampliamenti di cui al comma 1 è subordinata all’esistenza delle opere di urbanizzazione primaria”due paroline, “e secondaria” . Immediata  e  scomposta la reazione  dell’opposizione di centrodestra:  dopo aver dichiarato che così le potenzialità del  Piano casa rischiano  di essere ridotte dell’85 %, alcuni esponenti hanno chiesto un chiarimento immediato all’assessore Civita, per capire “quale piano casa” voglia approvare il   centrosinistra,  se quello della Avenali (listino Zingaretti, Legambiente) o della Bonafoni (listino Zingaretti, area SEL) o di Vincenzi (capogruppo PD) o di Bellini (PD). Anche se resta da capire quale sia di questi quello gradito al centrodestra.  In ogni caso una volta  votato e approvato l’emendamento,  la decisione è irrevocabile, poichè anche in caso di maxiemendamento dovrebbero essere conservati nel testo tutti  gli emendamenti già approvati.

E scopriamo che  l’emendamento è stato preso dai  Cinquestelle –  come altri  –  dalle proposte consegnate da  Carteinregola in occasione dell’audizione alla Commissione Urbanistica del novembre 2013. E non solo…

Noi lo   avevamo inserito, quell’emendamento, dopo aver fatto un’analisi comparata del Piano Casa nella versione iniziale del governo Marrazzo – in linea con l’intesa stato-regioni del 2009 e con le altre regioni di centrosinistra – e le versioni della Polverini e della giunta Zingaretti, e  aver scoperto che la prima era molto più “garantista” dell’interesse pubblico.

Ecco le differenze tra i commi del Piano casa Marrazzo /Piano casa Polverini/Zingaretti (*)

  • la realizzazione degli ampliamenti degi edifici  è subordinata all’esistenza delle opere di urbanizzazione  sia primaria che  secondaria (servizi)/ la realizzazione degli ampliamenti degi edifici  è subordinata all’esistenza delle  opere di urbanizzazione  primaria…e degli standard urbanistici di cui agli articoli 3 e 5 (**) del decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444
  • Esclusivamente per le opere di urbanizzazione secondaria, come individuate dall’articolo 3 del decreto del Ministro per il lavori pubblici 2 aprile 1968,(*) qualora venga comprovata l’impossibilitàdel loro adeguamento, titoli edilizi abilitativi sono subordinati al pagamento… di un contributo straordinario proporzionale al valore delle opere stesse, pari al 50 per cento …/Qualora venga comprovata l’impossibilità della dotazione degli standard, come individuati dagli articoli 3 e 5 del decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968,* la realizzazione degli ampliamenti di cui al comma 1 è consentita purché il titolo abilitativo edilizio sia subordinato al pagamento,  di un contributo straordinario pari al 50 per cento…
  • i comuni individuano nuove aree, prevalentemente contermini alle zone ove ricadono gli interventi, per adeguare gli standard urbanistici/i comuni possono individuare nuove aree, prevalentemente contermini alle zone ove ricadono gli interventi, per adeguare gli standard urbanistici

In attesa di capire fino in fondo le conseguenze di questo inserimento, apparentemente non così rivoluzionario, dobbiamo dire che la faccenda ha subito creato  un grande  scompiglio:    è stata  data una sopensione di più di un’ora e i giornalisti presenti tra il pubblico hanno abbandonato la sala, come se sapessero già che il Piano casa non si chiudeva  lì. Infatti il maxiemendamento  non è stato  più presentato: tutto rimandato a lunedì 27 alle 15.

scarica seduta n.034.9 del 23.10

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* VERSIONE (MARRAZZO) (articolo 1, comma 5, lettera c), della legge regionale 6 agosto 2012, n. 12

comma 5. La realizzazione degli ampliamenti di cui al comma1 è subordinata:

a) all’esistenza delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, ovvero al loro adeguamento, in relazione al maggior carico urbanistico connesso al previsto aumento di volume o di superficie utiledegli edifici esistenti, nonché dei parcheggi pertinenziali, fatto salvo quanto previsto dal comma 6;

b) alla predisposizione del fascicolo del fabbricato, secondo quanto previsto dalla legge regionale 12 settembre 2002, n. 31 (Istituzione del fascicolo del fabbricato) e successive modifiche e dal relativo regolamento regionale di attuazione 14 aprile 2005, n. 6, ovvero dagli specifici regolamenti comunali, qualora adottati.

comma 6. Esclusivamente per le opere di urbanizzazione secondaria, come individuate dall’articolo3 del decreto del Ministro per il lavori pubblici 2 aprile 1968, qualora venga comprovata l’impossibilità del loro adeguamento,i titoli edilizi abilitativi sono subordinati al pagamento, oltre che degli oneri concessori, di un contributo straordinario proporzionale al valore delle opere stesse, pari al 50 per cento del valore degli oneri corrispondenti, secondo quanto stabilito con apposita deliberazione del comune. Le risorse derivanti dai contributi straordinari sono destinate dai comuni all’adeguamento dei servizi nei territori interessati dagli interventi. Qualora gli interventi di ampliamento siano realizzati negli ambiti interessati da piani di recupero, le risorse derivanti dai contributi straordinari, sono destinati ai consorzi di autorecupero, al fine della realizzazione delle opere di urbanizzazione a scomputo. Per i fini di cui al presente comma i comuni individuano nuove aree, prevalentemente contermini alle zone ove ricadono gli interventi, per adeguare gli standard urbanistici.

Questo il testo Polverini/Zingaretti ( in grassetto rosso quanto tagliato dal nuovo Piano in grassetto nero quanto inserito)

Comma 6. Fatto salvo quanto previsto dal comma 5 la realizzazione degli ampliamenti di cui al comma 1 è subordinata all’esistenza delle opere di urbanizzazione primaria, ivi compresi gli impianti autonomi approvati dall’organo competente, e degli standard urbanistici di cui agli articoli 3 e 5 (*) del decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444 ovvero al loro adeguamento o realizzazione, in relazione al maggior carico urbanistico connesso al previsto aumento di volume o di superficie utile degli edifici esistenti, nonché alla realizzazione dei parcheggi di cui all’articolo 41 sexies della legge 17 agosto 1942, n. 1150 (Legge urbanistica), purché la superficie da destinare a parcheggio, calcolata in relazione all’entità dell’ampliamento, non sia inferiore a 20 metri quadrati.

Comma 7. Qualora venga comprovata l’impossibilità della dotazione degli standard, come individuati dagli articoli 3 e 5 del decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, la realizzazione degli ampliamenti di cui al comma 1 è consentita purché il titolo abilitativo edilizio sia subordinato al pagamento, oltre che degli oneri concessori SOSTITUITO CON “ a quanto previsto dal DPR 380/2001 per il rilascio del Permesso di costruire” di un contributo straordinario pari al 50 per cento degli oneri concessori dovuti SOSTITUITO CON “del contributo di costruzione dovuto”ai sensi dell’articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia) e successive modifiche. Le risorse derivanti dai contributi straordinari sono destinate dai comuni all’adeguamento dei servizi e delle infrastrutture nei territori interessati dagli interventi. Qualora gli interventi di ampliamento siano realizzati negli ambiti interessati da piani di recupero, le risorse derivanti dai contributi straordinari sono destinate ai consorzi di autorecupero, al fine della realizzazione delle opere di urbanizzazione a scomputo. Per i fini di cui al presente comma i comuni possono individuare nuove aree, prevalentemente contermini alle zone ove ricadono gli interventi, per adeguare gli standard urbanistici

(**)DECRETO MINISTERIALE 2 aprile 1968, n. 1444

Art. 3.(Rapporti massimi, tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e gli spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi).

Per gli insediamenti residenziali, i rapporti massimi di cui all’art. 17-penultimo comma- della legge n. 765 sono fissati in misura tale da assicurare per ogni abitante-insediato o da insediare-la dotazione minima, inderogabile, di mq. 18 per spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggio, con esclusione degli spazi destinati alle sedi viarie.Tale quantitàcomplessiva va ripartita, di norma, nel modo appresso indicato:

a)mq. 4,50 di aree per l’istruzione: asili nido, scuole materne e scuole dell’obbligo;

b)mq. 2,00 di aree per attrezzature di interesse comune: religiose, culturali, sociali, assistenziali,sanitarie, amministrative, per pubblici servizi (uffici P.T., protezione civile, ecc.) ed altre;

c)mq. 9,00 di aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport, effettivamenteutilizzabili per tali impianti con esclusione di fasce verdi lungo le strade;

d)mq. 2,50 di aree per parcheggi (in aggiunta alle superfici a parcheggio previste dall’art. 18 della legge n. 765): tali aree-in casi speciali-potranno essere distribuite su diversi livelli.

Ai fini dell’osservanza dei rapporti suindicati nella formazione degli strumenti urbanistici, si assume che, salvo diversa dimostrazione, ad ogni abitante insediato o da insediare corrispondano mediamente 25 mq. di superficie lorda abitabile (pari a circa 80 mc. vuoto per pieno), eventualmente maggiorati di una quota non superiore a 5 mq. (pari a circa 20 mc. vuoto per pieno) per le destinazioni non specificamente residenziali ma strettamente connesse con le residenze (negozi di prima necessità , servizi collettivi per le abitazioni, studi professionali,etc)

Art. 5.(Rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti produttivi e gli spazi pubblici destinati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi).

I rapporti massimi di cui all’art. 17 della legge n. 765, per gli insediamenti produttivi, sonodefiniti come appresso:

1)nei nuovi insediamenti di carattere industriale o ad essi assimilabili compresi nelle zone D) lasuperficie da destinare a spazi pubblici o destinata ad attività collettive, a verde pubblico o aparcheggi (escluse le sedi viarie) non può essere inferiore al 10% dell’intera superficie destinata a tali insediamenti;

2)nei nuovi insediamenti di carattere commerciale e direzionale, a 100 mq. di superficie lorda di pavimento di edifici previsti, deve corrispondere la quantit à minima di 80 mq. di spazio, escluse le sedi viarie, di cui almeno la metà destinata a parcheggi (in aggiunta a quelli di cui all’art. 18della legge n. 765); tale quantità, per le zone A) e B) è ridotta alla metà, purché siano previsteadeguate attrezzature integrative.

Il presidio continua…

L’aspetto più paradossale è che sia un  manipolo di cittadini e comitati  ad agitarsi tanto per  difendere  le  prerogative istituzionali di Comune e Municipi nel governo del territorio, mentre gli organi deputati tacciono, avallando  di fatto una legge che sottrae loro  la  possibilità di rappresentare l’interesse e i  diritti dei cittadini in trasformazioni urbane che possono essere anche assai impattanti. [ringraziamo i Municipi II e XIV, a cui  oggi si aggiunge anche  il I Municipio, per  aver approvato con voto trasversale una mozione presentata da SEL che chiede più regole].

Se qualcuno ce l’ avesse detto, un anno e mezzo fa, l’8 aprile 2013,  quando dopo quasi 48 ore in aula Giulio Cesare  di  presidio in  diretta web contro le delibere urbanistiche, abbiamo lasciato il Campidoglio a mezzanotte, distrutti ma contenti per l’insperato risultato (ne passarono solo due delle decine  che avversavamo), non ci avremmo creduto.

Non  avremmo creduto che il centrosinistra di Zingaretti avrebbe sdoganato  come proprio un bel pezzo di una legge inventata da uno dei peggiori governi di centrodestra   regionali, quello della Presidente  Polverini, il pezzo  che con la scusa del “rilancio dell’edilizia” e di qualche alloggio sociale (e della sempiterna “rigenerazione urbana”) consegna alla deregulation dell’iniziativa privata trasformazioni assai rilevanti e impattanti per i  territori. Ci saremmo  aspettati, dal centrosinistra di Zingaretti, che, seguendo il solco della altre  regioni a guida centrosinistra,  venissero varate delle  leggi che raggiungessero  quegli stessi obiettivi utilizzando regole anziché deroghe, restituendo le prerogative  decisionali all’amministrazione  pubblica  e  allargando alla città il confronto sulle trasformazioni urbane. 

E ci saremmo aspettati che  di fronte alla riproposta  di quegli  articoli e commi del Piano Polverini, si levassero le voci  contrarie di chi li aveva criticati quando era all’opposizione, ventilando referendum e parlando di “deregulation del mattone” (anche lo stesso Civita).(> vedi la pagina “Quelli del Piano casa”). E che riavanzassero  le stesse obiezioni anche quegli “addetti ai lavori” qualificati che avevano sottoscritto documenti durissimi, come l’INU (Istituto Nazionale di urbanistica (vedi sul sito INU IL PIANO CASA DEL LAZIO: UNA LEGGE CONTRO IL GOVERNO DEL TERRITORIO – nov. 2011) E che magari i giornali dessere almeno qualche notizia (Repubblica  ha finalmente pubblicato un articoletto  ieri)

Ma soprattutto ci saremmo aspettati che si pronunciassero  i consiglieri capitolini, in particolare quelli che si sono tanto pronunciati sul nuovo stadio della Roma e cubature annesse che, a detta dell’assessore Caudo, sono la metà di quelle che stanno calando sulla città con il Piano casa vigente, che questa maggioranza prorogherà, con alcune modifiche, per almeno un altro anno e  mezzo (secondo le ipotesi più accreditatee  forse più rosee). Consiglieri capitolini che non potranno deliberare su nessun intervento del Piano casa, neanche se cambia faccia a un quartiere.

E ci saremmo aspettati che si opponessero i Presidenti e  i consiglieri dei Municipi, che non saranno interpellati, nè potranno richiedere alcuna modifica, e che quando i cittadini faranno presente  le criticità per il loro territorio, allargheranno le braccia, perchè questa legge non prevede che i Municipi  non diano  nessun parere e i cittadini non mandino nessuna osservazione.  Solo il  II e il XIV Municipio per adesso hanno approvato   delle mozioni che chiedono  modifiche della proposta di legge.  A cui  oggi si è aggiunto anche il I Municipio. Coraggiosi, ma pochi.

E ci saremmo aspettati che intervenisse a difendere le prerogative di Roma Capitale nel governo delle trasformazioni del territorio, e  a difendere i diritti dei cittadini romani a vivere in una città vivibile, l’assessore Giovanni Caudo. Tante volte l’abbiamo sentito fare obiezioni   rispetto ai commi del Piano casa Polverini, rimasti nella versione  approvata dalla giunta nel settembre 2013 :   cominciando  dal nostro convegno Piano Casa Polverini/Zingaretti: il caso Lazio (> vai all’intervento) fino a  pochi giorni fa, alle commissioni congiunte per lo stadio della Roma (> Vai all’intervento).

E anche se l’assenza di una  presa di posizione ufficiale  potrebbe indicare   l’intenzione di non  interferire nell’attività legislativa della Regione, è comunque  un brutto segno. Ci chiediamo come possa   l’assessore di Roma Capitale rinunciare a impiegare  tutta la sua autorevolezza per  chiedere delle modifiche a una proposta di legge che gli “sfila” la possibilità di decidere su trasformazioni anche molto rilevanti.  Qui non si tratta solo di consumo di suolo o di aumenti di cubature: permettere cambi di destinazione “in automatico” per  trasformare edifici non residenziali  in “case”,  ma anche in centri commerciali, alberghi e quant’altro, senza poter  chiedere delle limitazioni o delle modifiche, vuol dire lasciare gli abitanti dei quartieri alla mercè delle leggi del profitto e cancellare diritti e qualità della vita delle persone faticosamente conquistati. Come una piazza pubblica con  aiuole, piste ciclabili e spazi per la sosta regolamentati,  in cui viene dato il permesso agli automobilisti di parcheggiare dove e come gli pare.

Se questo Piano casa, con quelle scarne modifiche, sarà approvato  dal Consiglio, sarà una pagina molto triste della storia di questa Regione  e si darà un pessimo inizio  a Roma Metropolitana. Aprendo  una prospettiva, con nuove leggi urbanistiche regionali  in cantiere, e lo Sblocca Italia sullo sfondo, da far accapponare la pelle…

AMBM

> Scarica il dossier sintetico: Dossier No alla proroga del Piano casa Polverini:Zingaretti

> scarica il confronto IL PIANO CASA 2 – 20 ottobre anna con emendamenti giunta il testo integrale delle modifiche a confronto con precedenti versioni – 28 settembre 2014

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