Stadio della Roma, ultim’ora

Aggiornamento ore 20.15  (dal sito Inside Roma) La riunione si è conclusa da poco portando un esito favorevole. La giunta ha deliberato l’interesse pubblico relativo allo stadio della Roma.Il progetto è stato approvato all’unanimità. Il sindaco Marino si è mostrato entusiasta: Una giornata memorabile per Roma”. L’assessore Giovanni Caudo: “320 milioni stanziati per le opere di urbanizzazione, di cui 195 di interesse pubblico, esterne allo stadio. La proprietà dello stadio sarà della Roma, essendo legato indissolubilmente con questo club. E così sarà anche in futuro, con una clausola trentennale che permette alla Roma di avere il diritto di prelazione sull’impianto“.

Pallotta intervistato da radio Roma il 3 settembre

Pallotta intervistato da radio Roma il 3 settembre

Ore 16.00 Tre considerazioni e una richiesta:

  1. Anche i ricchi piangono.

Se non fosse in ballo la costruzione di un consistente pezzo di città, il suo impatto sulla vita di migliaia di cittadini che vivono o utilizzano quel quadrante, e un’operazione privata da centinaia di milioni di euro la cui pubblica utilità è tutta da dimostrare (nel vero senso della parola), la vicenda dello stadio si potrebbe definire una telenovela, che si arricchisce ogni giorno di nuovi personaggi (anche del mondo dello spettacolo, come gli attori Ghini e Banfi e il cantautore Venditti) e soprattutto di nuovi colpi di scena. La “serie” si svolge soprattutto sulle pagine del “Messaggero”, che nella “messa in onda” quotidiana tira fuori sempre nuovi spunti, anche sotto forma di “flash back”: è il caso della dichiarazione della Regione Lazio riportata il 31 agosto – “Tor di Valle, altolà della Regione” – come “fresca di giornata”, mentre il parere ci risulta sia stato espresso in occasione della conferenza dei servizi avvenuta a fine luglio. E, come in ogni feuilleton che si rispetti, c’è la suspence finale, a un passo dall’approvazione della delibera in giunta, prevista oggi alle 17, che, a quanto riportato dai giornali, potrebbe essere rimessa in discussione per la mancata disponibilità del Presidente Pallotta ad accettare alcune condizioni (vedi sotto).

Saremmo grati se in questo feuilleton, qualcuno riservasse ai cittadini di Roma un ruolo che non sia solo quello di spettatori passivi di trame e rivalità tra competitor economici e fazioni politiche, ritornando al più consono stile del “cinéma verité”, con un dibattito chiaro e lineare, dove le scelte e le ragioni siano raccontate e condivise. E anche con un finale aperto, da scrivere tutti insieme.

L’amico americano

Dobbiamo dirlo: proprio non ci è piaciuta la trasferta newyorkese di Sindaco e Assessore al cospetto del patron americano della Roma. Nel sentire comune, si sposta chi è più interessato a portare a buon fine l’iniziativa, e la tratta Italia/USA evoca immediatamente tutti i precedenti in cui gli italiani sono “andati a chiedere” qualcosa oltreoceano. Per questo, alle dichiarazioni di “Mister Pallotta” riportate oggi dai giornali, con cui definisce la questione legata alla proprietà dello stadio separata da quella del club “ridicola”, ci piacerebbe rispondere che così dice la legge italiana, e quindi “o così o Pomì”. Invece , purtroppo, nel comma 304* c’è scritto che “il soggetto che intende realizzare l’intervento presenta al Comune lo Studio di fattibilità… corredato di un piano economico-finanziario… e dell’accordo con una o più associazioni o società sportive utilizzatrici in via prevalente“. Da cui deduciamo che non sussista alcun obbligo per il soggetto che intende realizzare lo stadio, se non quello di fare un accordo con una o più società di calcio. Intendiamoci, l’inserimento di una clausola contrattuale che crei un vincolo di indissolubilità tra la società sportiva As Roma e lo stadio ci sembra di buon senso (e per questo vorremmo poter avere maggiori informazioni sulle norme a cui fanno riferimento D’Ausilio e Panecaldo nella loro replica a Pallotta). Ma forse (e non ce ne vogliano i romanisti), a questo punto, paradossalmente,  sarebbe ben più sensato, se un nuovo stadio si decide di fare, che possa essere utilizzato anche dalla Lazio, così da allontanare il rischio, nient’affatto remoto, che prima o poi qualcuno, usando gli stessi commi, proponga la realizzazione di una seconda  megastruttura sportiva, da qualche altra parte, con annessa seconda colata di cemento.

  1. Una decisione irrevocabile?

Siamo andati a rileggere per l’ennesima volta i commi (e anche il discorso dell’Assessore Caudo al IX Municipio), per capire, dopo l’ approvazione della Delibera in Giunta (se sarà approvata), cosa sarebbe diventato definitivo, cosa ancora modificabile, cosa cancellabile, e  anche chi dovrebbe ancora avere voce in capitolo.

Questa la nostra ricostruzione: dopo il passaggio in Giunta, la Delibera dovrebbe andare comunque al voto dell’Assemblea Capitolina (dove potrebbe essere modificata da ulteriori emendamenti), dopo  di chè il progetto passa al vaglio della Regione Laizo, che in 180 giorni dovrebbe esprimere la “Valutaizone di Impatto Strategica”, Regione che potrebbe ancora operare modifiche. Contemporaneamente si svolgerà la conferenza dei servizi “decisoria” sul progetto definitivo” con tutit i soggetti coinvolti, Regione e Comune. Lungo questo percorso dovrebbe esserci uno spazio – vedremo quanto ampio – per un dibattito pubblico da svolgere in assemblee con cittadini, comitati e municipi interessati, e tramite le osservazioni che tutti potranno inviare al Comune, con le obiezioni, le segnalazioni e le proposte.

Bisogna dire però che, se odopo la dichiarazionen  dil pubblico interesse dello studio di fattibilità , a meno che sia il proponente privato a tirarsi indietro, lo stadio, con buona probabilità, sarà realizzato, e in quel luogo. E noi cittadini potremo cercare di intervenire solo sul “come”. Considerando che sicuramente la città poteva offrire altre locations in grado di garantire l’interesse pubblico (teniamo però presente che la legge non prevede che il Comune possa avanzare proposte alternative, anche se a nostro avviso sarebbe stato di buon senso farlo comunque), l’operazione, lo diciamo ancora una voltra, nasce in ogni caso, e muove i primi passi , con il piede sbagliato…

Un principio generale Rivolgiamo infine una richiesta a quei consiglieri che oggi – giustamente – vogliono garantire ai cittadini che chi dovesse costruire lo stadio e il comprensorio annesso, prima di completare le parti sportivo/turistico/commerciali/direzionali, completi tutte le opere di urbanizzazione e le infrastrutture al servizio della città. Chiediamo di sostenere (e approvare) con la stessa determinazione i nuovi schemi di convenzione che, seguendo lo stesso principio, l’Assessore Caudo ha cercato di portare avanti  per evitare una delle tipiche piaghe della nostra città: interi quartieri (nelle periferie o nel nulla) costruiti e abitati da anni ancora senza strade, servizi, perfino fognature…

AMBM

L’intervento del Presidente della Roma As James Pallotta a Roma Radio

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* scarica i commi Legge 27 dicembre 2013 – commi 304-305 stadi

Stadio della Roma, Pallotta: “Nodo proprietà ridicolo”. Ed è rottura col Comune Trattativa fino alla notte. Il patron non accetta la clausola rescissoria da 160 milioni di euro in caso di cessione dell’impianto a soggetti diversi dal club http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/09/03/news/stadio_della_roma_pallotta_nodo_propriet_ridicolo_ed_rottura_col_comune-94966348/?ref=HREC1-7

 

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