Stadio della Roma e oneri aggiuntivi

Riflessioni sugli oneri aggiuntivi e sull’ammontare delle somme concordate per le opere di pubblica utilità. Ma chi paga?

di Paolo Gelsomini*

illustrazione del sito Lo stadio della Roma

illustrazione del sito Lo stadio della Roma

“Il 4 settembre sarà dato l’ok della giunta alla pubblica utilità delle opere relative allo Stadio di Tor di Valle” – dice il coordinatore della maggioranza in Campidoglio Fabrizio Panecaldo. Questa delibera di giunta sarà subordinata alla certificazione dell’esistenza di integrazioni al progetto che la proprietà ha però già depositato in Campidoglio lo scorso 29 agosto.

Le opere aggiuntive di pubblico interesse formalizzate nell’accordo raggiunto a New York tra il sindaco Marino ed il presidente della Roma Pallotta consistono nella realizzazione di una tratta della metropolitana tra la fermata Magliana della linea B e Tor di Valle, il ponte pedonale sul Tevere che collegherà la stazione ferroviaria Magliana con l’area sportiva, un parco fluviale, lavori sulla rete fognaria, manutenzione del verde, per un totale di 320 milioni di investimenti contro i 270 inizialmente previsti. Quindi 50 milioni in più di opere chiesti ed ottenuti dal Comune. Ma come è stato stabilito il quantum?

Partendo da questa domanda facciamo una osservazione su questo tipo di accordo che ha già formulato in altra sede la sezione laziale dell’INU per bocca del suo presidente Domenico Cecchini e del membro del direttivo Daniel Modigliani, già direttore del PRG di Roma Capitale(**).

Si tratta di affermare cioè che la valutazione dei soldi messi dai privati non può essere oggetto di mera trattativa tra il Comune ed i costruttori, ma ha un fondamento oggettivo consistente nel contributo straordinario previsto dall’art. 20 delle Norme Tecniche Attuative del PRG. Il contributo straordinario, da sommare agli oneri ordinari che debbono essere versati dal soggetto attuatore al Comune, è pari al 66% del plusvalore immobiliare conseguibile a seguito della trasformazione. Tale misura può essere ridotta fino ad un minimo del 60% al fine di incentivare la qualità progettuale degli interventi. I proventi del contributo straordinario sono obbligatoriamente utilizzati per finalità di riqualificazione urbana (reperimento di standard urbanistici, realizzazione di opere e servizi pubblici) nello stesso ambito in cui ricade l’intervento tributario.

Il contributo straordinario di urbanizzazione può essere versato al Comune, contestualmente al pagamento degli oneri di urbanizzazione o al rilascio del titolo abilitativo, oppure scomputato mediante la diretta realizzazione, in termini di legge, delle opere e servizi pubblici individuati ai sensi del comma 4 dell’art. 20 delle NTA del PRG. In questo caso occorrerebbe controllare che le opere a scomputo siano effettivamente realizzate perché purtroppo questi casi di venir meno agli impegni non sono rari.

Quindi, secondo il comma 1 dell’art. 20 delle NTA di PRG “le più rilevanti valorizzazioni immobiliari, generate dalle previsioni del presente PRG rispetto alla disciplina previgente, sono soggette a contributo straordinario di urbanizzazione, commisurato a tali valorizzazioni e posto a carico del soggetto attuatore.”

Nel caso specifico di questa gigantesca trasformazione urbana non solo di quadrante è evidente che siamo in presenza proprio di una rilevante valorizzazione immobiliare.

Quindi ci sono gli elementi per il calcolo del contributo straordinario. E a quanto ammonta? Come si fa a variare contrattualmente importi e compensazioni di tutte le opere previste per lo stadio senza conoscere l’ammontare degli oneri straordinari oltre quelli ordinari?

A meno che la legge sugli stadi consenta di compensare tutte le opere previste, comprese quelle di pubblica utilità, con l’ambigua espressione in essa contenuta su “l’equilibrio economico e finanziario” con il risultato che tutte le opere, anche quelle pubbliche, possono essere pagate dal Comune rilasciando concessioni edilizie per i relativi valori – come è stato recentemente sottolineato dal deputato PD Roberto Morassut già assessore all’Urbanistica del Comune di Roma.

Se così fosse sarebbe molto difficile sostenere che la Città sta facendo un affare a vantaggio del pubblico interesse. Non sono cose da poco e vanno chiarite ai cittadini insieme a moltissime altre questioni.

 * di Carteinregola, segretario del Coord. Residenti Città Storica

**secondo l’art. 20 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRG, il “contributo straordinario, da sommare agli oneri ordinari che devono essere versati dal soggetto attuatore al Comune” è “pari al 66% del plusvalore immobiliare conseguibile a seguito della trasformazione”. ‘Tale misura può essere ridotta fino ad un minimo del 60% al fine di incentivare la qualità progettuale degli interventi’ > vai al comunicato di Cecchini dell’INU Calcio: Inu Lazio, su nuovo stadio Roma applicare regole prg http://www.liberoquotidiano.it/news/sport/11676364/Calcio–Inu-Lazio–su.html

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