Case mobili, oggi il voto alla Camera sullo sciagurato emendamento

Nonostante  varie sentenze stabiliscano che i posizionamenti di “case mobili” siano da considerare interventi di “nuova costruzione” se non  sono “diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee”, un emendamento infilato a 4 senatori PD nel “Decreto EXPO” in approvazione alla Camera d, “mette a posto” l’errata formulazione di quello inserito nel “Decreto del fare” per consentire l’ installazione senza permesso di costruire.  Tra i firmatari anche la senatrice toscana Manuela Granaiola, promotrice,   nel novembre scorso,  di un emendamento che aveva l’obiettivo  di vendere le aree demaniali degli stabilimenti balneari, poi ritirato tra le polemiche.

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oltre alle tante norme del tutto estranee al testo iniziale del decreto legge 126/2013, venisse inserita nel cosiddetto Salva-Roma anche una sanatoria indifferenziata per case in legno, cabine, bungalow, roulotte o altri manufatti non previsti dalle concessioni e realizzati in aree demaniali senza nessuna valutazione nel merito e a fronte di una aumento del canone francamente irrisorio. Non è così che si fanno gli interessi dell’ambiente, del turismo, del Paese. E’ un autogol per l’Italia che punta ad un futuro migliore ed è stato realizzato, per quanto mi risulta, senza coinvolgere il ministero dell’Ambiente. Non è così che si fanno buone leggi». – See more at: http://www.greenreport.it/news/urbanistica-e-territorio/spiagge-ormai-e-far-west-arriva-lennesimo-condono/#prettyPhoto
oltre alle tante norme del tutto estranee al testo iniziale del decreto legge 126/2013, venisse inserita nel cosiddetto Salva-Roma anche una sanatoria indifferenziata per case in legno, cabine, bungalow, roulotte o altri manufatti non previsti dalle concessioni e realizzati in aree demaniali senza nessuna valutazione nel merito e a fronte di una aumento del canone francamente irrisorio. Non è così che si fanno gli interessi dell’ambiente, del turismo, del Paese. E’ un autogol per l’Italia che punta ad un futuro migliore ed è stato realizzato, per quanto mi risulta, senza coinvolgere il ministero dell’Ambiente. Non è così che si fanno buone leggi». – See more at: http://www.greenreport.it/news/urbanistica-e-territorio/spiagge-ormai-e-far-west-arriva-lennesimo-condono/#prettyPhoto
oltre alle tante norme del tutto estranee al testo iniziale del decreto legge 126/2013, venisse inserita nel cosiddetto Salva-Roma anche una sanatoria indifferenziata per case in legno, cabine, bungalow, roulotte o altri manufatti non previsti dalle concessioni e realizzati in aree demaniali senza nessuna valutazione nel merito e a fronte di una aumento del canone francamente irrisorio. Non è così che si fanno gli interessi dell’ambiente, del turismo, del Paese. E’ un autogol per l’Italia che punta ad un futuro migliore ed è stato realizzato, per quanto mi risulta, senza coinvolgere il ministero dell’Ambiente. Non è così che si fanno buone leggi». – See more at: http://www.greenreport.it/news/urbanistica-e-territorio/spiagge-ormai-e-far-west-arriva-lennesimo-condono/#prettyPhoto

(15 maggio) E’ in atto un nuovo tentativo – che questa volta rischia di andare  a buon fine –  di far passare in Parlamento un emendamento che permette  di installare case mobili  anche in aree vincolate senza permesso di costruire (1).  Praticamente un “liberi tutti”  per  i gestori dei campeggi  nei luoghi più suggestivi d’Italia per  trasformare le piazzole per le tende in ben più remunerative casette e bungalow, senza  più la necessità di chiedere il  permesso di costruire, necessario, ad esempio, anche per installare  una semplice tettoia in una casa di campagna.  Ci segnala Emanuele Montini*:  “La solita manina si è infilata di nuovo dentro un decreto legge in conversione, è accaduto ieri in Senato, ad opera di un solerte senatore del PD, che ha risolto un problema alle associazioni di campeggiatori che, nel decreto del Fare di questa estate, erano riusciti a fare il colpo gobbo: far passare per opere precarie le case mobili. Ma non tutte le ciambelle riescono con il buco, pertanto i lobbisti che avevano scritto l’emendamento avevano bisticciato con le parole, così anzichè scrivere che le case mobili non sono soggette a permesso di costruire, avevano scritto che le case mobili lo fossero qualora (“ancorchè”) ancorate al suolo (2). A nulla sono valse le grida dei campeggiatori, che si volevano trasformare in novelli affittacamere a costo zero (ricordiamo che le case mobili non pagano una lira nè di oneri concessori nè di TASI), in quanto l’italiano è (per ora) una scienza esatta e gli uffici tecnici degli enti locali (e le procure)  in questi mesi gli hanno contestato la loro lettura “elastica” dell’articolo, che essi stessi avevano fatto inserire.

Ma ecco che un gruppo di senatori PD interviene sul decreto EXPO (d.l. n. 47/2014) e modifica la parolina incriminata in “salvo che”, e la magia è fatta, a suon di fiducia”

I promotori  dell’emendamento sono 4 senatori PD:   Stefano Collina, primo firmatario, eletto in Emilia Romagna, Mario Morgoni, eletto nelle  Marche, Andrea Marcucci  e Manuela Granaiola, entrambi eletti in Toscana ed entrambi firmatari nel novembre scorso di un emendamento che aveva l’obiettivo  di vendere le aree demaniali degli stabilimenti balneari, sinora in concessione, per “contribuire al risanamento dei conti pubblici” e “offrire agli attuali concessionari il diritto di prelazione all’acquisto”(3), di cui abbiamo già parlato (4), emendamento poi ritirato  tra  le polemiche (lo stesso  Marcucci aveva  tolto la firma).

emendamenti 10.0.10

Adesso luoghi naturalistici di pregio  potranno riempirsi di casette prefabbricate,  con buona pace dell’articolo 9 della Costituzione Italiana (5)ma anche della nutrita giurisprudenza che è sempre andata  esattamente nella direzione opposta dello sciagurato emendamento:  ancora nell’ottobre scorso  la Cassazione si è  pronunciata a proposito  di un  campeggio di Alghero (6), stabilendo che se l’insediamento è stabile e ha concreta incidenza sul territorio, non si può prescindere da autorizzazioni espresse sul piano urbanistico-edilizio e sul piano paesaggistico, confermando l’interpretazione di numerose sentenze del TAR e del Consiglio di Stato (7).

Il testo, con tutti gli emendamenti (8), è  già passato in Senato grazie alla fiducia. Per inciso: se il Governo ne avesse ravvisato la necessità, avrebbe potuto escludere questo e altri emendamenti, ma evidentemente ha preferito far proprie le modifiche introdotte  dalla Commissione. Adesso (15 maggio) il decreto è  alla Commissione  della Camera dei Deputati, che potrebbe ancora  inserire un emendamento soppressivo o – ancora meglio – cancellare il pateracchio introdotto dal Decreto del fare e tornare alle norme che tutelano il nostro patrimonio paesaggistico, che considerano  “nuove costruzioni”, con l’obbligo di rilascio di permesso di costruire,  tutte le  costruzioni che permangono in pianta stabile  sul terrritorio, anche se hanno ruote e ruotine.

Il decreto scade il 27 maggio, i tempi tecnici ci sarebbero.  Carteinregola ha scritto a tutti i parlamentari sperando che qualche politico di buon senso, come è già successo per la privatizzazione delle spiagge, faccia sentire la voce dei  cittadini più forte di quella delle lobbies.

AGGIORNAMENTI 16 MAGGIO ORE 14 L’AUTOGOL DI REALACCI Ci dicono che il Presidente della Commissione Ambiente  Ermete Realacci (PD) non abbia concesso  la discussione  degli emendamenti abrogativi della norma sui campeggi in nome della necessità di  chiudere la votazione entro oggi per dare ai partiti il tempo di fare la campagna elettorale per le europee del 25 maggio. Se ciò fosse confermato, sarebbe un atteggiamento quantomeno  poco coerente, dato che proprio Realacci solo qualche mese fa, a proposito di un altro provvedimento, fortunatamente poi decaduto, tuonava:” Non c’era francamente bisogno,  oltre alle tante norme del tutto estranee al testo iniziale [del decreto legge 126/2013], che venisse inserita  anche una sanatoria indifferenziata per case in legno, cabine, bungalow, roulotte o altri manufatti non previsti dalle concessioni e realizzati in aree demaniali senza nessuna valutazione nel merito e a fronte di una aumento del canone francamente irrisorio. Non è così che si fanno gli interessi dell’ambiente, del turismo, del Paese. E’ un autogol per l’Italia che punta ad un futuro migliore ed è stato realizzato, per quanto mi risulta, senza coinvolgere il ministero dell’Ambiente. Non è così che si fanno buone leggi(0). Evidentemente il clima preelettorale spinge ad altre valutazioni, ma a nostro avviso, visto che ormai tutte le forze politiche  indistintamente si lanciano  in proclami per la tutela dell’ambiente, la fiducia degli elettori  si conquista solo con i fatti,    cioè  con scelte legislative  a favore dell’interesse generale,  non  con gli emendamenti infilati dove non c’entrano niente per fare favori a qualche categoria. E forse qualche riflessione in più, in questi casi, converrebbe farla…

AGGIORNAMENTI 17 MAGGIO: Come si è pronunciata la  Commissione Ambiente. Sulla base della trascrizione del dibattito in Commissione che  si è svolto il 15 maggio (01) facciamo presente che il relatore del decreto Raffaella Mariani (PD) in apertura di seduta ha dichiarato che “in considerazione dell’esiguità dei tempi a disposizione della Commissione, derivata dai tempi di trasmissione del provvedimento dal Senato, e dall’ormai prossima scadenza del termine per la conversione in legge del decreto [che scade il 27 maggio ndr], ritiene che non vi siano le condizioni per un esame accurato delle proposte emendative. Esprime, quindi, parere contrario su tutti gli emendamenti presentati, chiedendone la reiezione ai fini dell’esame in Assemblea“. Sono così caduti gli emendamenti  SEL  e M5S, tesi ad allontanare i rischi speculativi dell’articolo 10 ter,  con l’assicurazione del Presidente Realacci che “i rischi testé indicati sono ben presenti alla Commissione che vigilerà attentamente“. Non è chiaro come la Commissione potrà vigilare sull’intero territorio italiano una volta che i proprietari di campeggi avranno la libertà di tappezzare di casette prefabbricate i luoghi più suggestivi del  Belpaese.

AMBM

Una curiosità: le nostre pagine sulla questione  “case mobili”  sono da mesi tra le più frequentate del sito di Carteinregola. Ci chiedevamo perchè: lo abbiamo capito quando  abbiamo ricevuto una esplicita richiesta di informazioni su come usufruire dell’opportunità che noi denunciavamo…

______________________________________________________________

*Emanuele Montini, avvocato urbanista, Consigliere direttivo di Italia Nostra (Roma)

(01) (dal resoconto stenografico della seduta del 15 maggio della commissione Ambiente della Camera) L’articolo 10-ter, introdotto durante l’esame al Senato, modifica la lettera e.5) del comma 1 dell’articolo 3 del testo unico dell’ edilizia (decreto del Presidente della Repubblica 380/2001) al fine di escludere, dal novero degli interventi di nuova costruzione, i manufatti leggeri, anche prefabbricati e strutture di qualsiasi genere (quali roulotte, camper, case mobili, imbarcazioni) che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee purché siano installati, con temporaneo ancoraggio al suolo, all’interno di strutture ricettive all’aperto, in conformità alla normativa regionale di settore, per la sosta ed il soggiorno di turisti.

Raffaella MARIANI (PD), relatore, in considerazione dell’esiguità dei tempi a disposizione della Commissione, derivata dai tempi di trasmissione del provvedimento dal Senato, e dall’ormai prossima scadenza del termine per la conversione in legge del decreto, ritiene che non vi siano le condizioni per un esame accurato delle proposte emendative. Esprime, quindi, parere contrario su tutti gli emendamenti presentati, chiedendone la reiezione ai fini dell’esame in Assemblea.

Il sottosegretario Umberto DEL BASSO de CARO esprime parere conforme a quello del relatore.

Marco RONDINI (LNA), stigmatizza l’atteggiamento della maggioranza che, di fatto, impedisce di approfondire i contenuti del provvedimento e di apportare al testo eventuali modifiche. Annuncia pertanto il ritiro di tutti gli emendamento presentati dai deputati del gruppo della Lega Nord, denunciando il carattere sterile e improduttivo del dibattito in corso.

Dorina BIANCHI (NCD) annuncia il ritiro di tutti gli emendamenti presentati dal gruppo NCD.

Andrea CECCONI (M5S) giudica molto negativamente le posizioni espresse dal relatore e dal rappresentante del Governo che, di fatto, impediscono, di entrare nel merito del provvedimento in esame e di apportare al testo del decreto-legge anche le modifiche che appaiono a tutti indispensabili; denuncia, inoltre, che anche in questa occasione la maggioranza parlamentare voglia reiterare un atteggiamento di totale chiusura che finisce per mortificare lo stesso ruolo della Commissione e dei singoli deputati.

(…)

Martina NARDI (SEL), pur comprendendo le ragioni alla base delle disposizioni in materia di urbanistica dettate dall’articolo 10-ter, evidenzia che la formulazione della norma presenta maglie troppo larghe e, pertanto, potrebbe favorire comportamenti opportunistici. Nel raccomandare, quindi, l’approvazione della proposta normativa 10-ter.3, a sua prima firma, invita la Commissione a valutare l’opportunità di porre rimedio a tale problematica.

Claudia MANNINO (M5S), nel condividere le considerazioni della collega Nardi, aggiunge che anche l’edilizia per la costruzione dei villaggi turistici viene spesso utilizzata a scopi abitativi. Nel rimarcare, quindi, come sia fondamentale predisporre una normativa in tale materia, evidenzia che la norma in esame appare vanificare il lavoro svolto dalla Commissione nel tentativo di valorizzare i centri storici.

Massimo Felice DE ROSA (M5S), in considerazione del fatto che l’articolo aggiuntivo in esame è stato introdotto durante l’esame al Senato dal Partito Democratico, richiama i colleghi del gruppo del PD ad assumersi la responsabilità dell’approvazione di una simile norma che, peraltro, appare essere in contrasto con la sentenza n. 278 del 2010 della Corte costituzionale.
Sottolinea, quindi, come con tale disposizione si introduca una forma di abusivismo mascherato dando spazio a forme di speculazione edilizia.

Ermete REALACCI, presidente, fa presente che i rischi testé indicati sono ben presenti alla Commissione che vigilerà attentamente.

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione respinge, quindi, gli identici articoli aggiuntivi De Rosa 10-ter.1 e Nardi 10-ter.3. Respinge, quindi, con distinte votazioni l’articolo aggiuntivo De Rosa 10-ter.2, gli emendamenti Zolezzi 11.1, Busto 11.3, De Rosa 11.4, Micillo 12.1, 12.2, 12.3, 12.4, 12.5, 12.6, 12.7, 12.8, 12.9, 12.10. 12.11, 12.12, 12.13, 12.14, 12.15, 12.17, 12.18, 12.19, 12.20 e 12.21.

(> vai alla trascrizione integrale)

(02) Greenreport 23 dicembre 2013 Questa volta per i manufatti amovibiliSpiagge, ormai è Far West: ennesimo condono

Spiagge, ormai è Far West: ennesimo condono

[23 dicembre 2013]

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Spiagge, ormai è Far West: ennesimo condono

[23 dicembre 2013]

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(1)  leggi il nostro post del 31 luglio 2013 Decreto del “fare”: l’aggiunta da non fare”) con l’articolo di Emanuele Montini  Le case mobili diventano immobiliù

(2) Attuale testo art. 3 lett. e.5, DPR 380/2001: e.5) l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee (ancorche’ siano installati, con temporaneo ancoraggio al suolo, all’interno di strutture ricettive all’aperto, in conformita’ alla normativa regionale di settore, per la sosta ed il soggiorno di turisti.)

(3) vedi nostro post Troppe volte ritornano

(4)   Legge Stabilità, dopo polemiche ritirato emendamento Pd su spiagge A prima firma Granaiola, i colleghi avevano già tolto la loro firma http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/legge-stabilita-dopo-polemiche-ritirato-emendamento-pd-su-spiagge-20131112_191729.shtml

(5) COSTITUZIONE ITALIANA ART. 9 La Repubblica …tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione

(6) [ dal sito del gruppo di Intervento Giuridico onlus] Le case mobili permanenti sul territorio non possono esser considerate strutture temporanee. La Suprema Corte di cassazione ha sentenziato che: : “la necessità o meno di titolo autorizzativo trova ragion d’essere nelle concrete modalità e caratteristiche della condotta tenuta, essendo il titolo necessario nell’insediamento che ha carattere di sostanziale stabilità e si concreta in una effettiva incidenza sull’assetto del territorio”. Secondo giurisprudenza, anche i posizionamenti di “case mobili” sono considerati interventi di “nuova costruzione”, qualora “non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee” (art. 3, comma 1°, lettera e.5, del D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i.), soprattutto se allacciati alle reti di urbanizzazione (fognature, elettricità, gas, ecc.) e sono soggetti in via generale al preventivo rilascio del permesso di costruire (art. 10 L del D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i.), nonché dell’autorizzazione paesaggistica (vds. Cass. pen., sez. III, 27 maggio 2009, n. 22054, ma anche Corte cost., 27 giugno 2008, n. 232).(> leggi l’intervento della cassazione sul sito del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus)

(7) esiste una nutrita giurisprudenza in proposito: si veda ad esempio la sentenza del Consiglio di Stato n. 4214 del 2012 che chiarisce  la nozione di opere precarie: “la giurisprudenza ha costantemente affermato che, ai fini del rilascio della concessione edilizia, debba parlarsi di “nuova costruzione” in presenza di opere che comunque implichino una stabile — ancorché non irreversibile – trasformazione urbanistico-edilizia del territorio preordinata a soddisfare esigenze non precarie del committente sotto il profilo funzionale e della destinazione dell’immobile (cfr. Consiglio Stato, sez. V, 20 giugno 2011 n. 3683; Consiglio Stato, sez. IV, 22 dicembre 2007 n. 6615; Consiglio di Stato, sez. VI, 16 febbraio 2011 n. 986).Nel caso in esame dunque non vi sono dubbi che, come esattamente affermato dal Tar, le strutture installate avrebbero dovuto essere qualificate come “intervento di nuova costruzione” a nulla rilevando che si trattasse di manufatti mobili (come la roulotte) o leggeri (come la tenda in metallo e plastica o il bagno chimico) data la loro funzione a servizio permanente all’attività di autolavaggio. http://www.diritto.net/blog-veneto-ius/28796-la-precarieta-di-una-costruzione-va-desunta-dalla-funzione-assolta-dal-manufatto-non-dalla-struttura-o-dalla-qualita-dei-materiali-usati.html

(8) http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/testi/44211_testi.htm

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9 risposte a Case mobili, oggi il voto alla Camera sullo sciagurato emendamento

  1. stefano ha detto:

    Adesso quelli del PD diranno che il campeggio è una struttura turistico-ricettiva “popolare e democratica” perchè costa meno degli alberghi e dunque consente alle masse popolari con pochi soldi di farsi una vacanza al mare e chi se ne frega se qualcuno ci fa soldi a pacchi ai danni del patrimonio naturalistico e paesaggistico della Repubblica. Che strana analogia con lo spassionata difesa d’ufficio dell’ “abusivismo edilizio di necessità” del demagogico-rivoluzionario Lucio Libertini, responsabile nazionale casa e trasporti del PCI all’epoca del primo condono edilizio di Nicolazzi, assieme a Paolo Monello sindaco di Vittoria (Ragusa) del PCI. Già, già. Gira e rigira gli antichi amori non si scordano mai, quando fa comodo e fanno pure girare “il mercato delle rendite”. Chissà, magari ce lo chiedono l’Europa e la Merkel.

  2. Federico ha detto:

    Non ho capito una cosa. Se questa cosa passa, vale solo per i proprietari di campeggi o anche per i privati? Giusto per capire quanto potrebbe essere grande la platea di possibli “abusatori”!

    • carteinregola ha detto:

      Ecco il testo che si riferisce solo a cas emobili all’interno di strutture ricettive all’aperto, in conformita’ alla normativa regionale di settore, per la sosta ed il soggiorno di turisti “l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee (salvo che siano installati, con temporaneo ancoraggio al suolo, all’interno di strutture ricettive all’aperto, in conformita’ alla normativa regionale di settore, per la sosta ed il soggiorno di turisti.)

      • Federico ha detto:

        Ok, quindi solo per i professionisti del settore. Stavolta nemmeno la scusa di individuare un sistema per fare fronte all’emergenza abitativa. In sè sarebbe stata risibile ma, come in occasione dei primi condoni ideati dalla sinistra con “l’abuso di necessità”, magari qualcuno che oggi vive sotto i ponti avrebbe trovato un tetto.
        Ed invece è solo uno spudorato favore alle aziende di campeggio!

  3. Fausto ha detto:

    L’astio che qualcuno cova contro gli operatori del settore turistico-ricettivo all’aria aperta è l’ennesima riprova del fatto che l’Italia è inevitabilmente destinata a perdere qualsiasi opportunità di riscatto economico in ambito internazionale.
    Quando leggo frasi come “spudorato favore alle aziende di campeggio” capisco come il seme piantato in altri tempi da nichilisti e fannulloni ideologhi trovi ancora terreno fertile nei nostri tempi; la crisi che ci attanaglia altro non è che l’ombra oscura di quelle piante sgraziate che da quei semi, purtroppo, continuano a germogliare.
    In tempi recenti, che oramai sembrano lontani anni luce, le suddette aziende costituivano uno dei fiori all’occhiello del settore turistico italiano, nel dopoguerra ne furono addirittura il traino: ex soldati stranieri che avevano combattuto in Italia vi ritornavano all’inizio dell’estate con le loro chiassose famiglie e chiedevano ai contadini locali, stupendoli, un posto a pagamento dove piantare la tenda o posteggiare il loro pulmino wolkswagen.
    Così è stato l’inizio: allegro, conviviale, poliglottico, Italiani che cominciarono a trasformare i loro atavici dialetti mescolandoli a parole tedesche, olandesi, francesi; i vecchi ampliarono il loro repertorio gestuale, i giovani impararono nuove lingue e, cogliendo l’occasione, anche l’italiano.
    Ora quei pulmini multicolori sono pezzi da collezione, le tende roba da boy-scout….
    Le esigenze dei campeggiatori sono cambiate e i gestori si sono adeguati a questo cambiamento e, ve lo dico da nostalgico, le cose stanno così: o i campeggi italiani spariscono (e con essi un mucchio di lavoro e di quattrini che se ne vanno altrove) oppure ci si toglie questa pagliuzza dall’occhio perchè, lo dico a chi si è fatto lavare il cervello da qualcuno che è già morto da più di un secolo, altri e ben più mastodontici sono i mostri a cui dare la caccia, e il più delle volte approvati da integerrimi soprintendenti ministeriali……….

    • carteinregola ha detto:

      Noi non siamo contro le misure a favore degli operatori, siamo perchè vengano assegnate all’interno di una serie di regole e verifiche “caso per caso”. Autorizzare case mobili senza permesso di costruire vuol dire lasciare le mani libere agli operatori, affidandosi esclusivamente al senso di responsabilità individuale, dato che in questo paese i controlli sono inesistenti. E non è chiaro a che titolo venga elargito tale trattamento di favore, visto che qualsiasi altro privato è obbligato a chiedere il permesso per opere molto meno impattanti sul territorio e sull’ambiente. Anche se, temo, presto anche queste tutele diventeranno sempre più fragili e inefficaci, trasformando il Bel Paese in un paesaggio orami diffuso in tutto il sud, caratterizzato da casette con “i ferri” che svettano verso il cielo e casermoni sparpagliati senza alcun criterio…

      • Fausto ha detto:

        Come è sempre avvenuto in questo paese chi opera in modo onesto e trasparente è costretto a fare opera di riparazione, PAGANDO DI TASCA PROPRIA , a causa di coloro che agiscono in barba a tutte le numerosissime normative, che già esistono e regolarizzano il settore.
        Ancora una volta il modo di risolvere i problemi è quello di riesumare accozzaglie di frasi fatte e di slogan senza nessun reale contenuto e di scagliarli verso tutto e tutti, con l’unica intenzione di aumentare il CAOS e sperare che qualcuno intervenga per mettervi ordine.
        L’errore è umano ma la perseveranza diabolica!
        Ecco che solerti e novelli salvatori della patria in cerca di gloria (carriera), al sicuro e nascosti dietro corazze e gonfaloni cominciano a ORDINARE (fanno ordine!) demolizioni e riorganizzazioni, elaborano denunce, pronunciano sentenze, bandiscono le armi convenzionali e ne brevettano di nuove che puntano là, in prima fila, dove i poveri fanti, trincerati in prima linea e armati di corrosa baionetta, nulla possono e così muoiono, senza ricevere sepoltura alcuna e nessun nome a memoria della loro esistenza e tribolazione.
        Non bisogna avere paura dei cattivi ma degli ignoranti, soprattutto se investiti di qualche potere costituito.
        Le normative che regolano il settore sono già numerose e numerosi gli enti preposti ai controlli e alle loro applicazioni: se un gestore ha ricevuto l’autorizzazione in base alle previsioni dello strumento urbanistico locale, se ha organizzato gli spazi ottemperando a quanto quanto stabilito dal regolamento regionale, se ha predisposto le infrastrutture fisse in conformità a quanto dettato dalle norme igienico-sanitarie, se ha richiesto e ottenuto la licenza di condurre l’attività, se tutti gli anni è oggetto di controlli da parte della Provincia, dei N.A.S, e a seguito di questi controlli ne riceve sempre nullaosta positivi al proseguo dell’attività, a chi cazzo deve inchinarsi ancora?
        Se al sud svettano ferri e quant’altro allora la guerra la si deve fare a chi questi controlli non li fa o non li vuol fare; ma si sa, potrebbe essere pericoloso, si potrebbe rischiare addirittura la vita (i veri eroi sono solo quei pochi che hanno pagato con la vita, vedi i Giudici Falcone e Borsellino) e allora meglio il CAOS, senza capire che in mezzo a tutto questo chi ha la peggio è sempre l’onesto, reso debole da un sistema vigliacco e annichilito che si dimostra forte con i deboli e debole con i forti.
        Colgo l’occasione per ribadire che altri e ben visibili sono i disastri che ancora si perpetuano nel nostro bel paese (Pompei, Agrigento, Roma stessa etc etc) e dove nessuno tra quei salvatori della patria integerrimi e solerti ha il coraggio di intervenire……..
        Mi sorge un dubbio atroce che di fatto è già una certezza………

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