Grottaperfetta: ma il Fosso c’è o non c’è?

AGGIORNAMENTI  IN CALCE  (ULTIMI 16 MAGGIO 2014)

26 aprile 2014. Carteinregola propone alcune riflessioni sulle ultime vicende legate al Fosso delle Tre Fontane e all’edificazione I-60, che non investono solo l’ambiente e il territorio, ma anche la serietà delle istituzioni e il rispetto delle regole.

L'area tra Via di Grotta Perfetta e Via Ballarin, a fianco del Parco di Tor Marancia (il fosso Tre fontane si trova sul lato di Via Ballarin

L’area tra Via di Grotta Perfetta e Via Ballarin, a fianco del Parco di Tor Marancia

E’ sempre più difficile riuscire a capire come stanno veramente le cose in quell’area di fronte al Parco di Tor Marancia, XI Municipio: da una parte c’è il Consorzio Grottaperfetta, che dovrebbe costruire 400 mila metri cubi di palazzi per 3.500 abitanti, come parziale “compensazione” per aver ceduto al Comune un’ampia superficie destinata a parco pubblico vicino al Parco dell’Appia; dall’altra il Comitato I-60, cittadini, consiglieri municipali, Italia Nostra e altre associazioni ambientaliste che si battono strenuamente contro la “colata di cemento”.

Capitoli precedenti della storia (i più recenti), il sequestro da parte della Procura dell’area del parco (zona nord di Via di Grotta Perfetta) per presunte irregolarità nell’esecuzione dei parcheggi e dell’area giochi denunciate dal Corpo Forestale (vedi nostro articolo del 27/11/2013 e successivi) e il sequestro operato dalla Polizia di Roma Capitale per conto del Presidente dell’ VIII Municipio Catarci e del suo assessore all’urbanistica Massimo Miglio nel febbraio scorso, questa volta del cantiere del complesso in costruzione (tra Via di Grotta Perfetta e Via Ballarin), per il mancato rispetto della distanza degli interventi dal fosso delle Tre Fontane, un corso d’acqua vincolato, con divieto di edificazione per un’area fino a 150 metri dal fosso, che  secondo il Municipio e i comitati era stato da poco interrato. Sequestro poi confermato dalla Procura, che ha aperto un’indagine.

L’ultimo capitolo è l’approvazione, il 23 aprile scorso, da parte della Giunta Regionale del Lazio, di una delibera (> scarica la  delibera giunta regionale vincoli fossi e fiumi) che abolisce alcuni vincoli relativi a corsi d’acqua della Regione, sia per “irrilevanza paesaggistica” sia – come per il Fosso delle Tre Fontane – in seguito alla ricognizione e alla rettifica del vincolo paesaggistico dei corsi d’acqua e relativa fascia di protezione, nella Tav. B del P.T.P.R. adottato, sulla base delle richieste presentate dalle Amministrazioni comunali. Tale delibera ha suscitato reazioni indignate  da parte dei comitati e delle istituzioni municipali (si veda il Comunicato di Italia Nostra o le dichiarazioni di Catarci e Miglio (1), che accusano Regione e Comune di aver deliberatamente tolto il vincolo per permettere la cementificazione.

In realtà le cose sono un po’ più complesse, e come al solito, noi di Carteinregola cercheremo di separare la (comprensibile) opposizione alle edificazioni da parte dei cittadini, dalle illegittimità eventualmente commesse, separando i fatti dalle opinioni.

Perché in tutta la vicenda del Fosso, da come è stata raccontata da chi ha denunciato il danno ambientale e da come è stata riportata dalla stampa,   è stato dato per scontato che il Fosso esista, ma noi non abbiamo trovato alcuna prova “oggettiva” di questo.

Soprattutto  bisognerebbe appurare se il Fosso  in quel tratto sia   stato parzialmente interrato poco prima del sequestro, come sostenuto dal Municipio nelle interviste riportate dai giornali, come  Repubblica del  12 febbraio: «I permessi poggiano
tutti sulla presunta avvenuta tombatura del fosso» spiegano il minisindaco Catarci e l’assessore Miglio «Invece il corso d’acqua è vivo e vegeto anche nell’area del cantiere dove in una serie di tratti è in corso l’interramento. Le sponde, nella parte attiva sono alte fino a cinque metri e nell’acqua che scorre ci sono molte specie(2),  o se  sia stato  interrato o tombato da molti anni, e se in questo caso sia corretto rimuovere il vincolo.

Dopo il sequestro del cantiere  disposto dal Municipio, avevamo scritto all’Assessore Caudo, che ci aveva risposto personalmente assicurando che non esisteva alcun corso d’acqua nell’area dei lavori, dato che “le verifiche effettuate dal Dipartimento Programmazione ed Attuazione Urbanistica, hanno rilevato la veridicità degli atti prodotti … che ne decretavano la cessazione della sua funzione idraulica “ e che “il Fosso nel tratto prospiciente il programma urbanistico in questione è stato sostituito dal Collettore Tre Fontane già dal 1980(3)

La mappa del WWF che nel 2006 ricostruisce il percorso del Fosso delle Tre fontane (in giallo la parte sotterranea)

La mappa del WWF che nel 2006 ricostruisce il percorso del Fosso delle Tre fontane (in giallo la parte sotterranea)

Ma, al di là della parola dell’assessore – di cui peraltro non abbiamo motivo di dubitare –  c’è tutta una serie di elementi da noi trovati che sembrerebbero confermarlo: su un sito del WWF (4), nel 2006 (quindi da una fonte “ambientalista” e molto prima di ogni possibile uso strumentale) abbiamo trovato una circostanziata ricostruzione del percorso del fosso (vedi sopra) con l’indicazione  che – proprio nel tratto in corrispondenza delle aree di cantiere (primo tratto giallo a  destra) – secondo l’autore del testo e delle foto, che abbiamo espressamente contattato dopo alcuni dubbi interpretativi sollevati da vari lettori,   il fosso risultava  “asciutto”, mentre ci è stato confermato che, almeno all’epoca, il WWF locale aveva rilevato l’esistenza “una risorgiva ed una sorgente, all’altezza del complesso scolastico di Via Berto, poste al di sotto di Via Ballarin, però garantiscono ancora l’esistenza di un ricco ecosistema fluviale in un tratto di questo fosso (tratto azzurro nella foto satellitare) E anche uno sguardo alle mappe storiche di Istella, per quanto poco leggibili nel dettaglio, non sembrano evidenziare alcun fosso d’acqua (si veda in particolare la mappa del 2005) (5). E abbiamo anche raccolto indicazioni, che ci riserviamo di approfondire, sul fatto che il Fosso si troverebbe – in quel tratto – addirittura sotto Via Ballarin.

Se così fosse, la delibera che toglie il vincolo dal “Fosso di Tre Fontane” potrebbe essere stata accelerata proprio perché, avendo appurato che il Fosso è da tempo stato “intubato”, si è ritenuto necessario aggiornare la grafica del PTPR per consentire il prosieguo di lavori regolarmente autorizzati.

E qui torniamo al punto, posto fin dall’inizio: il fosso esiste o no? Quel tratto è stato tombato da anni  o è stato interrato qualche settimana fa? Non dovrebbe essere difficile da appurare. Ci saranno documenti, foto, verbali di sopraluogo. Se si scoprirà che il Comune di Roma  e la Regione hanno tolto la tutela a un bene esistente , dovranno risponderne davanti ai cittadini. Se invece è stato il Municipio a dare informazioni sbagliate,  qualcuno dovrà fare marcia indietro e correre ai ripari.

Noi non ci accontentiamo delle tesi e delle parole, aspettiamo che qualcuno ci fornisca delle prove  inoppugnabili e chiederemo al Presidente Catarci, all’assessore Miglio e all’Assessore Caudo di pubblicare tutte le carte in loro possesso.

Resta inteso che siamo lontani anni luce dalla mentalità “se sei contro il cemento devi schierarti  per la tutela del fosso, se metti in discussione l’esistenza del fosso sei amico dei costruttori”. Come diceva Orwell, “nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario”…

AMBM

Post scriptum: trattandosi di un tema delicato e controverso, pubblicheremo volentieri – come abbiamo sempre fatto – tutti i commenti critici, possibilmente corredati di dati e documenti  a supporto,  che ci verranno inviati.

fosso tre fontane oggi

Partticolare di Google map attuale, Via Ballarin

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PTP Fosso tre fontane da la capitale dei conflittiPer completezza di informazione inseriamo in download il minuzioso lavoro fatto da Sergio Caldaretti e Rodolfo Tisi: Tutela sì, tutela no. Il Fosso delle Tre Fontane
pubblicato il 7 aprile 2014 su www.lacapitaledeiconflitti.net articolo_fosso-delle-tre-fontane  Tuttavia  non comprendiamo come, partendo anche loro dal testo e dalla mappa pubblicata nel 2006 dal WWF (anzi, loro l’hanno trovata prima), diano per scontata l’esistenza del fosso “da tutelare paesaggisticamente” e soprattutto come possano escludere (ma l’articolo è precedente alla Delibera Regionale del 23 aprile 2014)  che la rimozione del vincolo derivi non da una dichiarazione di ininfluenza paesaggistica ma – da come  risulta nelle carte – dalla correzione di un errore di rappresentazione grafica. Infatti il loro stesso articolo si conclude con una cartina della zona, Tavola C24 (fig.6 del loro dossier, vedi sopra) , in cui il Fosso non appare nel reticolo idrografico, fatto che gli autori stessi  – con grande onestà intellettuale –  sottolineano, promettendo che “per valutare meglio circostanza è necessario un approfondimento”  che effettueranno in seguito.

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AGGIORNAMENTI

15 maggio 2014 Asca Roma: Caudo, no fondamento notizie cambio progetto Fosso Tre Fontane  In merito alle notizie apparse su alcuni organi di stampa che riguardano al Fosso denominato delle Tre Fontane, l’Assessore alla Trasformazione Urbana di Roma Capitale Giovanni Caudo e gli uffici dell’amministrazione capitolina smentiscono ogni ricostruzione giornalistica sull’obbligo di modificare il progetto. La finalita’ della riunione tenutasi nella giornata di ieri era limitata ad ascoltare i rilievi del Municipio VIII sugli aspetti tecnici e procedurali della questione e ad individuare possibili percorsi procedurali per superare l’impasse. L’Assessore alla Trasformazione Urbana ribadisce che non c’e’ alcuna novita’ sul regime vincolistico del fosso delle Tre Fontane. Da gennaio l’Assessorato alla Trasformazione urbana e gli uffici del dipartimento hanno fornito ogni informazione utile al Municipio, hanno accolto l’audizione in Commissione Trasparenza, dove le tesi del Municipio sono apparse erronee, successivamente la Regione ha addirittura evidenziato che il Fosso non e’ tra quelli vincolati. I sopralluoghi effettuati hanno messo in luce la presenza di infrastrutture, che hanno sostituito la funzione idraulica del Fosso ormai da diversi anni, e che il Municipio ha continuato a negare. bet/sam/

14 maggio 2014La Repubblica RomaCantiere Grottaperfetta supervertice in Campidoglio “Il progetto va modificato”La decisione del segretariato generale. “Deve essere rispettato il corso del Fosso delle Tre Fontane. I costruttori: “Nessun danno ambientale” PAOLO BOCCACCI  scarica Repubblica Fosso Tre Fontane il progetto va modificato Rep.it del 14.05.14

30 APRILE 2014 L’Assessore Caudo ha risposto nuovamente alle nostre richieste di approfondimento, confermando la sua disponibilità  a mostrare la documentazione in possesso del Dipartimento Urbanistica. Carteinregola organizzerà quindi a breve un incontro con l’assessore, il cui video  sarà messo on line insieme alla relativa documentazione. All’incontro saranno invitati anche alcuni rappresentanti dei comitati  e del Municipio.

29 APRILE 2014 Essere o non essere. Il Fosso delle Tre Fontane dopo la Delibera Regionaledi Sergio Caldaretti e Rodolfo Tisi

Fosso delle Tre Fontane - Foto 9/04/2014 - www.lacapitaledeiconflitti.net

Proseguiamo l’indagine sulla vicenda del Fosso delle Tre Fontane, avviata con l’articolo “Tutela sì, tutela no. Il Fosso delle Tre Fontane” (http://wp.me/p2prUx-i0). In questo secondo articolo ci riferiamo alla proposta di Delibera di Giunta Regionale, che ha l’obiettivo di eliminare il vincolo paesaggistico esistente su un tratto del Fosso; trat-to che peraltro attraversa il sedime dell’area interessata dal progetto I-60. A quanto si apprende dal web, questa proposta è stata approvata il 23 aprile 2014. Un ulteriore elemento si aggiunge così alla vicenda, sollevando ulteriori polemiche e prese di posizione. La Magistratura indagherà e la vicenda probabilmente avrà un lungo sviluppo giudiziario, seguendo le possibili strade per fare ricorso. Intanto ci si chiede, soprattutto alla luce di venti anni di battaglie politiche sulla pubblicità dei corsi d’acqua e all’importanza che tale risorsa e tutto il suo ciclo comporta per l’umanità, quale tra le istituzioni coinvolte in questa vicenda abbia ottenuto un risultato positivo. Il nostro auspicio è che il Ministero dell’Ambiente svolga una seria indagine chiarifica-trice prima di avallare il provvedimento.

Link all’articolo: ARTICOLO_su proposta di DGR_Fsso delle Tre Fontane

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> per il punto di vista del Comitato STOP  I -60 vai al sito del comitato

> per approfondimenti sulla questione  compensazioni vai alla pagina

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(1) COMUNICATO di ITALIA NOSTRA del 24 aprile 2014

FOSSO TRE FONTANE : UNA VERGOGNA AMBIENTALE. L’ASSESSORE MICHELE CIVITA OTTIENE DI TOGLIERE LATUTELA PAESAGGISTICA  FACENDO VOTARE  IERI  UNA DELIBERA DALLA GIUNTA REGIONALE

L’Assessore alle Politiche del Territorio, Mobilità e Rifiuti, Michele Civita, che dovrebbe garantire sempre più un territorio ormai in continuo dissesto ambientale, e che vede ogni giorno scomparire sotto il cemento l’agro romano sia con l’abusivismo che con nuove convenzioni edilizie, dimostra invece una grande efficienza nel limitare o addirittura togliere le tutele esistenti.

E’ quanto è avvenuto ieri quando la Giunta ha approvato la sua proposta di delibera che ha considerato “irrilevanti ai fini paesaggistici” circa 30 corsi d’acqua della Regione Lazio sulla base delle segnalazioni delle Amministrazioni comunali.

Nell’elenco c’è il corso d’acqua che ci risulta essere il vero scopo della delibera e di tanta fretta : il Fosso delle Tre Fontane che fa parte del comprensorio edilizio noto come “ I 60”, fosso posto recentemente sotto sequestro da parte della Procura in quanto era in corso, abusivamente, il riempimento del suo alveo, per la distruzione del corso d’acqua e della sua vegetazione ripariale.

La denuncia di quanto è avvenuto è dovuta al coraggioso Presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci e del suo Assessore all’Urbanistica Massimo Miglio che subito furono sommersi da attacchi mediatici che negavano la presenza della tutela paesaggistica che in origine prevedeva ben 150 metri di rispetto, poi ridotti a 50 dalla Regione quando interessano progetti edilizi.

Ma anche i 50 davano grande fastidio al Consorzio in quanto su quel tratto del fosso il loro progetto prevedeva strade e parcheggi come se addirittura fosse già stato intubato.                 Che  la  denuncia fosse valida e che lo storico Fosso è esistente trova conferma dalla stessa delibera di ieri della Giunta che ha deciso di levare proprio quella tutela avendo dovuto verificarne “obtorto collo”  l’esistenza.

A pag. 13 della delibera è evidente il frenetico attivismo avvenuto, dopo   il sequestro, tra la Regione e il Comune che insieme sono andati a trovare un “errore  di graficizzazione” (tutto da verificare) nella misurazione dei limiti di pubblicità dell’ acqua pubblica su una mappa IGM della seconda metà dell’800.

Infatti per dimostrare il presunto errore l’Assessore Civita riesuma una Gazzetta Ufficiale del 1910, ma ne applica soltanto la parte necessaria alla esclusione del vincolo proprio nell’area interessata dal progetto edilizio, ci risulta omettendo di applicare la parte che obbliga a misurare tale vincolo sino alla presa d’acqua a monte del corso d’acqua dove esiste dal 1907 una azienda agricola con la relativa presa d’acqua.

La corretta applicazione del G.U. del 1910 comprenderebbe infatti tutta l’area del progetto edilizio.  Meraviglia tanta solerzia vista la totale mancanza dei dovuti controlli  sull’esistenza del vincolo da parte sia da parte del  Comune che della Regione quando hanno approvato  il progetto edilizio che, necessariamente, dovrà essere modificato visto che rimangono, comunque, validi i 10 metri di rispetto di acqua pubblica che non hanno potuto eliminare.

ITALIA NOSTRA per quanto riguarda l’inaccettabile delibera regionale non rinuncia ad esercitare tutte le azioni che la possano invalidare anche pretendendo un controllo e un intervento del Ministero dei Beni culturali e paesaggistici che ne ha il potere.

(1 bis) 

La Repubblica 25 aprile 2014 “Cantiere a Grottaperfetta: la Regione leva i vincoli – “Regalo ai costruttori” di Paolo Boccacci scarica l’articolo Repubblica 25 aprile Grottaperfetta

http://garbatella.romatoday.it/ardeatino/catarci-attacca-pd-capitolino-su-fosso-tre-fontane.html Fosso Tre Fontane: “La voglia di cementificare gioca brutti scherzi al PD” Il Presidente Catarci e l’Assessore Miglio, smentendo le considerazioni del gruppo PD in Campidoglio, si chiedono come possa “un atto politico a posteriori cancellare un’inchiesta in corso”

http://www.urloweb.com/municipi/categorie/municipio-viii/5714-fosso-delle-tre-fontane-per-la-regione-nessun-vincolo Fosso delle Tre Fontane: per la Regione nessun vincolo La Giunta toglie la tutela Paesaggistica a 30 fossi con un Regio Decreto del 1910

(2) La Repubblica Roma 12 febbraio 2014 Tormarancia, sui sigilli scontro Comune-Municipio Il minisindaco Catarci sequestra il cantiere. Il Campidoglio: “Tutto ok”. Pd e Sel ai ferri cortiScarica l”articolo REPUBBLICA-ROMA 12 febbraio 2014 sequestro tre fontane

(3) LA RISPOSTA DELL’ASSESSORE CAUDO DEL 28 MARZO 2014

Qualche specificazione sulla vicenda inerente la trasformazione urbanistica “Grottaperfetta”.
È consuetudine, da qualche tempo a questa parte, opporsi alle trasformazioni del territorio senza riconoscere la storia che le ha prodotte. Nel caso specifico, la maggior edificazione prevista tra via di Grottaperfetta e via Ballarin è conseguenza della lotta cittadina – vinta in quel caso – per la salvaguardia del Parco di Tor Marancia. Ma ciò ora non interessa più. L’opposizione odierna all’intervento cosiddetto “I 60”, prende a pretesto il Fosso delle Tre Fontane ricompreso nell’area di progetto. Per la sua “salvaguardia”, circa un mese fa, su sollecitazione delle Autorità Municipali è stata sequestrata parte del cantiere avviato per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria, nonostante le verifiche effettuate dal Dipartimento Programmazione ed Attuazione Urbanistica, avessero rilevato la veridicità degli atti prodotti dai diversi soggetti istituzionali coinvolti nell’approvazione del programma e nella sottoscrizione della relativa convenzione (2012) che ne decretavano la cessazione della sua funzione idraulica. In particolare, si è rilevato che il Fosso nel tratto prospiciente il programma urbanistico in questione è stato sostituito dal Collettore Tre Fontane già dal 1980. Inoltre si è verificato se il progetto presentato rispettasse le prescrizioni apportate dalla Regione Lazio nel parere favorevole rilasciato in seno alla Conferenza dei Servizi. La serie di verifiche condotte e fin qui richiamate, sono state motivate dalla volontà di accogliere le osservazioni e le perplessità sollevate dai cittadini all’inizio del mio mandato al fine di fugare ogni dubbio sulla legittimità della operazione in corso perché interesse del Dipartimento è stato quello di fare luce sulla vicenda e di dare certezza alle iniziative imprenditoriali, non di utilizzare strumentalmente la lotta degli abitanti.

Giovanni Caudo, Assessore alla Trasformazione Urbana

(4) http://www.wwfroma11.it/documenti/tre%20fontane/fosso%20trefont%20mag%2006.ht

testata sito wwf 3 fontane

second aparte sito wwf tre fontane“Attualmente ne rimane integro solamente un tratto di poco più di 1 km di lunghezza, che inizia dal piazzale del centro commerciale I Granai, (qui risulta pressoché asciutto), fino al recente svincolo delle Tre Fontane, dove fino a poco prima dei lavori era parzialmente visibile lo scatolare in cemento in cui le acque venivano convogliate in fognatura.
Una risorgiva ed una sorgente, all’altezza del complesso scolastico di Via Berto, poste al di sotto di Via Ballarin, però garantiscono ancora l’esistenza di un ricco ecosistema fluviale in un tratto di questo fosso (tratto azzurro nella foto satellitare), dalle acque molto pulite, con la presenza di alcune popolazioni animali interessanti anche sotto il profilo ecologico”

(5) Mappa  del 1988

fosso delle tre fontane 1988

 

Mappa del 1998

"fosso tre fontane" 1998

Mappa del 2003

"fosso tre fontane" 2003

Mappa del 2005

"fosso tre fontane" 2005

Mappa del 2011

"fosso" 3 fontane 2011

Google Map ultimo aggiornamento

L'area tra Via  di Grotta Perfetta e Via Ballarin dove dovrebbe sorgere il nuovo complesso residenziale

L’area tra Via di Grotta Perfetta e Via Ballarin dove dovrebbe sorgere il nuovo complesso residenziale

 

 

 

 

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13 risposte a Grottaperfetta: ma il Fosso c’è o non c’è?

  1. Mario Deilbo ha detto:

    Siete persone di una serietà sconvolgente. Vivo in prima persona le vicissitudini della zona I-60. Ho visto “colonnelli” della Forestale agitarsi davanti ai giornalisti festosamente per dire alla popolazione romana che avevano bloccato il parco più grande d’Italia realizzato senza alcuna spesa per la collettività. Ho visto personale della Forestale partecipare a manifestazioni di comitati locali contrari all’edificazione della zona e rilasciare dichiarazioni “sconvolgenti” anche su questioni inerenti segreto istruttorio. Ho segnalato al sito della Forestale l’inesattezza o almenno la presunzione di fatti irrilevanti nel loro articolo sulla loro pagina web in merito al sequestro del parco di Tor Marancia. Ho assistito alle vostre attente analisi, misurate, serie e suffragate di documentazione. Ho visto analisi superficiali, fandonie, accozzaglia di inesattezze sparse al vento e pubblicate in ogni pagina web dove la verità non è controllata da nessuno. Ho visto la politica del “io sono comunque contro” entrare a spintoni nel problema solo per racimolare consensi elettorali. Ho visto un mini sindaco infognarsi in una diatriba senza senso su un fosso peraltro abbandonato da decenni ad ogni tipo di vandalismo e discarica e mai curato dal municipio. Poi sono arrivate le “associazioni ambientaliste”! Ma chi sono i portavoce di queste associazioni e dove si sono documentati per fare le affermazioni che fanno? Dove stavano quando sul “presunto” fosso venivano tombate le acque dal 1980 per fare centri commerciali, case, scuole, centri sportivi, strade (via Ballarin)? Oggi sembra un interesse molto molto maldestro, quasi pilotato oserei dire. Peraltro non hanno mai denunciato eventuali abusi nell’operare il sequestro del parco di Tor Marancia,

  2. Fabio Limiti ha detto:

    Cerchiamo di essere pratici.
    Un fosso esiste e si è creato nel tempo per raccogliere l’acqua (piovana, poi magari noi ce ne aggiungiamo altra di diverso genere …) che non viene assorbita naturalmente dal terreno.
    Il fosso delle Tre Fontane non ha un bacino di particolare rilevanza, ma ce l’ha e per quanto ridotto va tenuto in considerazione più che per problematiche ambientali , per concreti problemi di carattere idrico visto che,probabilmente, la parte a monte è stata già ampiamente e sciaguratamente intubata per trasformarla in fogna, come al solito qui a Roma.
    Quando l’I60 avrà impermeabilizzato anche quel settore urbano, l’acqua di superficie dove verrà convogliata? Nelle fognature? Sono adeguate? Dove hanno esito?
    Esiste già un recettore adeguato alla portata idrica proveniente da Roma 70 cui si sommerà l’I60?
    Possibile che non si riesca ad avere una risposta di carattere tecnico, anzichè scannarsi sul vincolochec’èmanondovevaesserciealloralotolgo ?
    Forse Acea ne sa qualcosa più di Catarci, Civita, la Forestale (!), etc.?
    Se così non è, c’è veramente di che preoccuparsi
    La Regione verifichi piuttosto che le sezioni delle parti intubate siano adeguate alle future portate di picco in considerazione delle nuove urbanizzazioni previste con l’I60 che stravolgeranno il regime idrico originario fondato sull’assorbimento e non sulla impermeabilizzazione del suolo!

    • carteinregola ha detto:

      Infatti, quello che auspichiamo è un “parere tecnico” che riguardi solo l’aspetto in questione (non per non voler considerare gli altri, ma per affrontare ogni problema come merita) e che sia dirimente. Non ci sembra di chiedere troppo… In quel tratto il fosso c’è o non c’è? E’ affiornante con acqua non stagnante come dicono Miglio e Catarci o è interrato? E se è interrato, quando è stato interrato? Se intubato, quando è stato intubato? E – come giustamente fai presente – è stato previsto come ovviare all’impermeabilizzazione del terreno in seguito alle edificazioni?

  3. Annalisa Cipriani ha detto:

    RIESUMARE UN REGIO DECRETO DI INIZIO NOVECENTO A CORREDO DI UNA DELIBERA REGIONALE DELL’APRILE 2014, NON RENDE POI COSI DIFFICILE CAPIRE QUEST’ULTIMO CAPITOLO DI UNA STORIA SEMPRE UGUALE A SE STESSA DELL’URBANISTICA ROMANA, CHE INVESTE CON PESANTI TRASFORMAZIONI DEL TERRITORIO QUESTO QUADRANTE DELLA CITTA, CARATTERIZZATO DA PREZIOSI VALORI AMBIENTALI, DALL’APPIA A SAN PAOLO, DA PIAZZA NAVIGATORI ALL’OSTIENSE. NE TANTO MENO RENDE COMPLICATO SEPARARE I FATTI DALLE OPINIONI. SIAMO CONTENTI CHE SI CIMENTI ANCHE “CARTE IN REGOLA” IN QUESTO ESERCIZIO DI CREDIBILITA’ E SERIETA’ CHE DA SESSANT’ANNI E PIU’ FA RIGOROSAMENTE UN ASSOCIAZIONE NAZIONALE COME ITALIA NOSTRA E DA VENTIQUATTRO ANNI IL COMITATO ANTONIO CEDERNA PER LA SALVAGUARDIA DI TORMARANCIA. CHE NON A CASO IN QUEST’OCCASIONE STANNO ORGANIZZANDO INSIEME, E A BREVE, UN CONFRONTO PUBBLICO CON LE ISTITUZIONI SUI TEMI CITATI.
    LA PROSSIMA SETTIMANA DAREMO INFORMAZIONI DETTAGLIATE SU DATA E LUOGO DEL DIBATTITO A CUI SONO INVITATE FIN D’ORA ASSOCIAZIONI E COMITATI ROMANI.
    ANNALISA CIPRIANI

    • carteinregola ha detto:

      Volentieri parteciperemo e diffonderemo notizia dell’incontro che state organizzando con le istituzioni. Come abbiamo sempre fatto, siamo pronti a pubblicare i contributi critici che ci verranno inviati. Noi non pensiamo di avere la verità in tasca (infatti stiamo cercando di capire qual’è la verità) ma non ci basiamo sulla “parola” di nessuno, neppure di Italia Nostra, anche se ne abbiamo grande rispetto. Per separare i fatti dalle opinioni c’è un solo modo: documentare i fatti. E io continuo a sentire versioni piuttosto contraddittorie. Proprio ieri sera un membro del comitato stop -I 60 per cui nutro profonda stima personale mi ha inviato un peraltro pacato commento, in cui mi diceva che “nell’area dell’I60 il fosso non è intubato, ed esisteva fino a pochi anni fa, lo dicono le carte del demanio idrografico. E’ stato colmato, illegittimamente, probabilmente al tempo dei primi scavi archeologici 1991-1993″. Mentre nell’intervista a Repubblica Catarci e Miglio affermavano che ” I permessi poggiano tutti sulla presunta avvenuta tombatura del fosso” mentre “Invece il corso d’acqua è vivo e vegeto anche nell’area del cantiere dove in una serie di tratti è in corso l’interramento. Le sponde, nella parte attiva sono alte fino a cinque metri e nell’acqua che scorre ci sono molte specie”. Posto che abbiamo fiducia nell’inchiesta della magistratura di cui attendiamo l’esito, mi sembra che nel frattempo sarebbe necessario fare piu chiarezza…Anna Maria Bianchi portavoce Carteinregola

  4. Leonardo Mancini ha detto:

    Gentile Redazione
    Sono Leonardo Mancini del giornale locale Urlo. Da qualche anno mi occupo della vicenda dell’I-60 e colgo l’occasione per ringraziarvi per aver inserito nella vostra sitografia qualche mio pezzo.
    Vorrei commentare il vostro ultimo articolo sul Fosso delle Tre Fontane che ho trovato impreciso in un passaggio, secondo me, fondamentale.
    Il documento dell WWF locale (redatto, come voi stessi sottolineate, in epoca non sospetta) credo vada interpretato in maniera differente da quella proposta.
    Nell’articolo spiegate che dal documento del WWF si evince che il fosso sia interrato nel tratto del cantiere:
    “su un sito del WWF, nel 2006 (quindi da una fonte “ambientalista” e molto prima di ogni possibile uso strumentale) abbiamo trovato una circostanziata ricostruzione del percorso del fosso (vedi sopra) con la constatazione che – proprio nel tratto in corrispondenza delle aree di cantiere – il fosso risulta interrato”.
    Purtroppo questa affermazione non trova alcun riscontro nel documento del WWF. Inoltre a sostegno di questa ipotesi sottolineate che nel testo viene citato un “recente svincolo delle Tre Fontane, dove…era parzialmente visibile lo scatolare in cemento in cui le acque venivano convogliate in fognatura”.
    Da questa citazione però tagliate una parte fondamentale: “poco prima dei lavori”. Questo si riferisce ai lavori di costruzione dello svincolo della Laurentina, dove effettivamente esiste un collettore e da cui parte il tratto realmente intubato del Fosso. A sostegno di questa interpretazione basta citare alcune frasi dello stesso documento: “Già a partire dalla fine degli anni ’40, con la parziale realizzazione dell’E.U.R. e dei campi sportivi delle Tre Fontane, la parte finale del fosso venne occultata sotto terreni di riporto, triste fine comune a molti altri fossi e fiumi della zona”.
    Inoltre anche la didascalia posta sotto la mappa satellitare del WWF risulta quantomeno fuorviante. Il motivo è semplice nel testo infatti si spiega che “Attualmente ne rimane integro solamente un tratto di poco più di 1 km di lunghezza, che inizia dal piazzale del centro commerciale I Granai, (qui risulta pressoché asciutto)”, aggiungendo, riguardo la pianta satellitare, che: “Una risorgiva ed una sorgente, all’altezza del complesso scolastico di Via Berto, poste al di sotto di Via Ballarin, però garantiscono ancora l’esistenza di un ricco ecosistema fluviale in un tratto di questo fosso (tratto azzurro nella foto satellitare), dalle acque molto pulite, con la presenza di alcune popolazioni animali interessanti anche sotto il profilo ecologico”.
    La porzione in giallo del tracciato non viene mai menzionata perchè rappresenta, a mio dire, il totale corso del Fosso, con la specifica in blu del tratto interessato dalla risorgiva, terminando in corrispondenza del collettore e quindi della tratta intubata. Credo che la vostra interpretazione della mappa sia da rivedere. Scrivere che: “secondo il WWF il tratto interessato dai lavori dell’I-60 è “tombato”, come sostiene il Comune”, mi sembra una affermazione quantomeno imprecisa.

    Vi ringrazio e spero vorrete rispondere o dibattere in merito.
    Saluti
    Leonardo Mancini

    • carteinregola ha detto:

      caro Leonardo, ci stiamo documentando e a breve pubblicheremo degli aggiornamenti anche rispetto all'”interpretazione” delle pagine sul sito WWF (abbiamo parlato con l’autore) AMBM

    • Mario ha detto:

      L’affermazione che Lei, sig. mancini, ritiene imprecisa, cioè che il tratto i-60 è ‘tombato’ l’ha ribadita ancora una volta l’assessore Caudo in una recente lettera pubblicata da carteinregola. Quindi se un’affermazione di carteinregola può essere semplicemente più o meno precisa, quella fatta da un assessore, amministratore pubblico, SE FALSA è un grave reato, tanto più se ribadita in continuazione in tutte le sedi. Allora chi è tanto sicuro perchè anzichè chiacchierare tanto non denuncia la persona dell’assessore? Coprirsi dietro esposti è legittimo ma poi non si possono affermare falsità non provate ed accusare chi fa una corretta informazione. Seguo urloweb e cerco di contribuire con commenti, anche se recentemente l’ultimo che ho fatto non mi è stato pubblicato.

      • carteinregola ha detto:

        Facciamo attenzione a non mettere l’etichetta “reato” su qualsiasi cosa. Cmq abbiamo scritto all’assessore Caudo e gli abbiamo chiesto un incontro co alcuni rappresentanti dei comitati e dei promotori dell’appello, per vedere insieme le carte, una volta per tutte.AMBM

      • Mario Delbo ha detto:

        Non sono abituato ad associare la parola reato a qualsiasi “cosa”. Non l’ho mai fatto. dico solo che: un amministratore che pubblicamente mentisse sapendo di mentire in modo reiterato e continuo portando a suffragio delle sue opinioni documenti privi di qualsiasi valore e palesemente intesi a falsare la visione e l’interpretazione delle decisioni istituzionali….COMPIE UN REATO. Tutto qui e grazie per lo spazio che rendete fruibile per i commenti.

      • Leonardo Mancini ha detto:

        Gentile Sig. Mario
        il mio precedente post, speravo fosse chiaro, non voleva in nessun modo criticare il lavoro di Carte in Regola, che ritengo molto puntuale.
        Inoltre in nessun passaggio del mio post ho parlato della linea tenuta dall’Assessorato all’Urbanistica del Comune di Roma, mentre ho dato la mia opinione su un documento del WWF dal quale la redazione di Carte in Regola aveva tratto un’interpretazione che non condivido.
        Per togliere ogni dubbio invito Carte in Regola a rendere pubblico il colloquio avuto con il WWF, autore del documento.
        Per quanto riguarda i suoi commenti sul sito di Urloweb controllerò immediatamente e mi scuso per l’attesa.
        Un saluto

  5. Mario Deilbo ha detto:

    Desidero segnalare una strana e poco seria sortita di un personaggio sconosciuto che parla di carte poco in regola e attacca alquanto velenosamente tutti coloro che voglio solo ragionare. Esprimo tutta la mia solidarietà a chi seriamente si espone e tutta la mia indignazione a chi spara veleno. Ecco il link all’articolo citato.

    http://www.ventonuovo.eu/arte/25149-fosso-tre-fontane-girano-carte-poco-in-regola

    • carteinregola ha detto:

      Abbiamo visto, e non ci sembra seria un’associazione (o un blog) che mette un virgolettato come una citazione letterale di un testo che non esiste nell’articolo, come si renderà conto chiunque confronti il nostro testo con quanto riportato…

      Fosso Tre Fontane: girano “Carte-poco-in-regola”
      inShare(…) la nota diffusa sul blog dell’associazione Carte in regola che con grande foga, appoggia la posizione dell’assessore alla Trasformazione urbana del Comune Giovanni Caudo. “ll fosso quando Catarci (presidente dell’VIII Municipio) ha disposto il sequestro era già interrato da tempo – si accalorano i rappresentanti della Cir – e non è vero che lo stavano interrando in quel momento i costruttori”. “Stupefacente – continua Maritato – tale affermazione da parte di chi si pone come difensore dell’ambiente. Vengano, i rappresentanti di Carte in regola, a verificare la mutata orografia del territorio, con i massicci spostamenti di terra particolarmente evidenti su viale Ballarin. Chi li avrebbe fatti quelli? Come mai Carlo Odorisio, presidente del consorzio di costruttori Grottaperfetta, noto alle cronache romane nei primi anni Novanta, ha dichiarato, in un’intervista al quotidiano “La Repubblica” del 12 febbraio 2014 ‘Su quella zona c’è un deposito temporaneo di terra che poi sparirà’? Ce lo spieghino i rappresentanti di Carte in regola, oltre a cincischiare sulla mancata consultazione di documentazione, altrimenti si ha l’impressione che di regole ne rispettino ben poche”.
      Mah!

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