RIMETTI A NOI I VOSTRI DEBITI

piazza campidoglio large light

DAL DECRETO “SALVA ROMA” A QUELLO “AFFOSSA ROMA”. STORIA DI UNA CAPITALE IN GINOCCHIO

di Adriana Spera

[da USI Ricerca Il Foglietto]“Non c’è due senza tre”, recita un antico adagio. Così è stato per il decreto detto “Salva Roma”, ossia il decreto che dovrebbe garantire alla capitale le risorse necessarie ad evitare il default. Il 22 dicembre 2013, una prima versione del decreto arriva alla Camera ed è scontro perché molti deputati, forse per “garantire la par condicio” con i propri collegi, hanno aggiunto una serie di emendamenti volti sia a tappare i buchi di altri enti locali che ad accontentare le proprie clientele, arrivando  persino a proporre penalizzazioni per i comuni che vietano le slot machine e a salvare gli affitti d’oro degli enti pubblici. Il decreto passa, ma si pensa di provvedere successivamente, con un altro decreto, a cancellare le cosiddette “norme porcata”.(> leggi tutto)

RIMETTI  A NOI I VOSTRI DEBITI

di Paolo Gelsomini

L’abisso dei conti pubblici rischia di sfociare nei tagli ai servizi e nella vendita del patrimonio pubblico, senza che vengano  cancellati i soliti privilegi e le spese fuori controllo

Oramai le cose si sanno: il decreto Salva Roma costringerà l’amministrazione capitolina a riformare un intero sistema di società che accumulano debiti e non erogano servizi, a rivedere le assunzioni facili che la passata amministrazione ha ulteriormente moltiplicato, ad introdurre modelli innovativi, piani aziendali seri e contratti di servizio funzionali in primis ai bisogni dei cittadini per aziende municipalizzate come Atac e Ama (> leggi tutto)

LE SACROSANTE DOMANDE DEI VESCOVI (e quelle dei cittadini)

di Anna Maria Bianchi

Chiedono i vescovi: “Chi ha accumulato questo debito mostruoso? Chi ha sprecato il denaro pubblico? Chi ha amministrato male? Chi ha chiuso gli occhi sugli incompetenti? Chi ha intascato più del dovuto? Chi si è arricchito indebitamente? Chi non ha indagato? Chi non ha vigilato? Ci sono precise responsabilità che dovrebbero avere nomi e cognomi. Conoscerli è essenziale, ma non per giustizialismo. Conoscere i responsabili di questa disfatta politica, sociale ed economica è l’unica garanzia, perché quanto è accaduto non si ripeta in futuro. Non è una certezza, ma almeno una speranza. Chiediamo troppo? (1)

calatrava vele

L’opera incompiuta di Calatrava a Tor Vergata

Qualche giorno fa l’Assessore alla Trasformazione Urbana di Roma Capitale, Giovanni Caudo, ha dichiarato al TG1, a proposito della Vela  di Calatrava a Tor Vergata:”Non ci possiamo permettere una struttura che per essere terminata necessita di altri 426 milioni di euro.(2) Chiediamo noi cittadini:  “Chi ha permesso che venissero dilapidati soldi pubblici per  tante opere faraoniche mai terminate, o abbandonate dopo l’inaugurazione? Quando sapremo di chi è la responsabilità della lievitazione di costi dell’opera  di Calatrava, della Nuvola di Fuksas, della metropolitana  Vignaclara-Farnesina, chiusa dopo i Mondiali di calcio del ’90 (3), delle  piscine non finite dei Mondiali di nuoto? 

Queste domande da anni circolano  nell’iperspazio e in qualche inchiesta televisiva (o in un libro) – sistematicamente ignorata –  senza mai atterrare sulle pagine della maggior parte dei quotidiani romani. Che evidentemente hanno questioni  ben più serie di cui occuparsi. Come quella apparsa domenica scorsa sulla Cronaca romana del Messaggero: E MARINO DISERTA IL FILM SU PETROSELLI (4) (“…Pensare che nel PD il giorno prima gli avevano ricordato che Petroselli sarebbe stato un modello di sindaco da seguire…in molti hanno notato la sua assenza…“) Quello che l’articolo non dice è che, in concomitanza con la proiezione, in Campidoglio si teneva un’iniziativa di Libera contro le mafie (cui il giornale non fa cenno) e il Sindaco era il padrone di casa che doveva accogliere ben quattro ministri, presidenti di Commissione, il segretario della CEI e Don Luigi Ciotti, oltre a centinaia di giovani provenienti da tutta Italia.

Noi cittadini chiediamo che vengano accertate le responsabilità di chi ha portato Roma al fallimento.  E anche che i giornalisti tornino a fare il loro mestiere. Chiediamo troppo?

 

RASSEGNA STAMPA

5 MARZO 2014 REPUBBLICA Roma in rosso, le colpe di Alemanno: “Spesa aumentata di 1,2 miliardi”Ecco i dati del Viminale sui 5 anni di governo centrodestradi DANIELE AUTERI e GIOVANNA VITALE

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(1) http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/03/02/news/qualcuno_paghi_per_il_fallimento_della_capitale-79988075/

(2) http://www.online-news.it/2014/03/03/tor-vergata-vela-incompiuta-non-ce-piu-un-euro/

(3)

(4) vai al calendario delle  proiezioni

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Una risposta a RIMETTI A NOI I VOSTRI DEBITI

  1. Fabio Limiti ha detto:

    Bene! Anche i Vescovi chiedono ragione di quanto male vengano spese le risorse pubbliche a Roma come in altre realtà, ma soprattutto a Roma dove (udite, udite!) proprio le loro Santità Ill.me NON pagano (e non intendono pagare) nè ICI, nè IMU, nè tantomeno la TARES.
    Ma da quale pulpito ………
    Per quanto riguarda, invece i costi delle innumerevoli, e spesso inutili o quasi, opere faraoniche commissionate alle più note Archistar, sorge spontanea una domanda ancora in attesa di risposta: ma come è mai possibile che per i tecnici comuni mortali vale la regola delle varianti entro il 5% e per i tromboni vige il diritto di deroga continua (avallata da Amministrazioni, Corte dei Conti, Ministeri, etc) con costi incrementati raramente entro il 20%, spesso raddoppiati o addirittura peggio, come nel caso della Metro C.
    Ci dicano qualcosa gli Amministratori, ma anche i Vescovi ……..

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