E’ PARTITA LA PIASTRA SULLA STAZIONE TERMINI

PIASTRA_TERMINI_1

Presentato il 6 febbraio il  progetto per realizzare un megaparcheggio di 1337 auto e 85 moto sopra i binari, con galleria dedicata a “servizi”.

Le nostre domande:  A quale utenza sono rivolti i posti auto? Sono stati fatti studi sul turn over delle  auto in funzione degli impatti su mobilità e qualità dell’aria? E soprattutto: cosa metteranno nell’atrio al posto degli attuali servizi della stazione?

Azionisti_533x350L’operazione è condotta da Grandi Stazioni, una società di cui fanno parte, oltre a  Ferrovie dello Stato, grandi gruppi come Benetton, Vianini Caltagirone, Pirelli e altri(> vai alla pagina di Grandi Stazioni) , e  prevede la costruzione di  due piattaforme a ponte sui binari,  una con un  parcheggio multipiano da 1.300 posti, l’altra  con  una galleria “servizi” di 6mila metri quadrati, per un investimento totale  di 83 milioni di euro ripartito tra gli azionisti:  60% Ferrovie dello Stato,  40%  società private.

Il parcheggio  sopra i binari è il  primo in Europa nel suo genere, ma è anche decisamente in controtendenza con le politiche delle grandi città europee,  che secondo uno studio  pubblicato qualche tempo fa dall’Institute for Transportation and Development Policy(1), non solo stanno progressivamente  limitando l’accesso delle auto  nella città storica, ma hanno avviato anche  una riduzione del numero assoluto dei parcheggi nelle  città, soprattutto nel centro storico, dove “anziché ridurre il traffico, l’hanno aumentato fungendo da nuovi attrattori”. Oltretutto la Stazione Termini è uno dei punti della città più serviti dal trasporto pubblico, con due linee della metropolitana e il capolinea di decine di linee di autobus,  mentre  c’è da chiedersi quale impatto potrà avere  sulla mobilità dell’intero quadrante l’afflusso di un’enorme numero di  veicoli destinati ad avvicendarsi  nei  1300 posti auto, per non parlare dell’aumento dell’inquinamento dell’aria.

E non è chiaro neanche a quale utenza siano destinati i parcheggi, se ai viaggiatori, come parcheggio di scambio  – ma i costi di una lunga sosta rischierebbero di  essere decisamente onerosi – o ai loro eventuali accompagnatori, o piuttosto a persone dirette nella zona, che ne usufruirebbero come un normale garage a pagamento.  Ma potrebbe affacciarsi un’ altra ipotesi: quella di un aumento degli spazi commerciali da realizzare nell’atrio della Stazione a spese di molte cubature attualmente al servizio dei viaggiatori, che dovrebbero essere trasferite  nella “galleria servizi” – biglietterie comprese – raggiungibile con gli  ascensori. L’ipotesi non è così peregrina, se si  ricorda  che per  legge i nuovi centri commerciali  possono  essere realizzati solo a fronte di  un adeguato numero di parcheggi. Ma se così fosse, alla fine la differenza  tra i nuovi  posti auto  e l’aumento della domanda di sosta provocato dall’ ulteriore attrattività degli spazi commerciali  rischia di  essere quasi a somma zero.  Secondo i promotori “Termini confermerà il suo ruolo di hub, si arricchirà di nuovi servizi ed avrà una migliore accessibilità“. E’  da notare l’uso del termine “Hub”,  “centro di connessione”, che viene normalmente utilizzato per gli areoporti:  in realtà  Termini è destinata a   diventare una stazione secondaria,  dato che l’alta velocità passerà dalla stazione Tiburtina (in altri articoli definita anch’essa “hub”).

La sensazione è che si ricorra a terminologie esterofile per rendere più “cool” quella che potrebbe essere  la solita speculazione  nostrana.

Carteinregola studierà  il progetto definitivo  per verificare se  quella che apparentemente si presenta come una moderna opera al servizio della collettività, non  finisca per regalare risorse pubbliche  al profitto privato.

SCARICA LE OSSERVAZIONI SUL PROGETTO di Paolo Gelsomini   osserv. piastra Termini gelsomini

SCARICA LO

(1) “Europe’s Parking U-Turn: From Accomodation to Regulation”, ITDP, 2011.

(> leggi  dall’articolo Traffico: cosa può imparare l’Italia dal resto d’Europa del  4 dicembre 2011 http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/traffico-cosa-puo-imparare-litalia-dal-resto-deuropa

(> vai alla pagina del sito dei Comitati NO PUP del 7  maggio 2012 con il  download la delibera CIPE)

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