Metro C : oltre l’inaugurazione

mosaico metro cPaolo Gelsomini fa il punto sul passato e sul futuro della Metro C , all’indomani dell’inaugurazione della nuova tratta  fino a Piazza Lodi.

a cura di Paolo Gelsomini*

Anche noi siamo saliti a bordo delle nuove carrozze della linea C il giorno della inaugurazione della tratta Mirti-Lodi. Bella la Metro, belle le stazioni, belli i sorrisi, le foto, le strette di mano tra il ministro Delrio, il sindaco Marino e l’assessore regionale Civita in rappresentanza di Zingaretti. Insomma, bello tutto. Non vogliamo accodarci all’italico gusto di distruggere tutto quello che si crea, ma certamente nessuno può chiederci di aver fede nel futuro prossimo venturo di questa grande opera strategica perché i fatti purtroppo portano a delineare altri scenari che potrebbero forse ancora essere corretti solo se ci fosse una reale volontà tecnica e politica di analizzare i fatti, la possibilità di raggiungere gli obiettivi prefissati, le strategie adottate e da adottare, i costi sostenuti e da sostenere, gli impatti notevoli su tutta l’area archeologica – anche alla luce dei recenti importanti ritrovamenti – le grandi difficoltà di natura statica e idro-geologica che si incontreranno dal Colosseo al Tevere.

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Da Left: La grande lentezza, La Regina sul Progetto Fori

FORI LA REGINA FOTOIl settimanale Left  ci ha concesso  di pubblicare  l’intervista a Adriano La Regina nell’ambito del dossier “Sotto esame: sei esperti fanno il bilancio della Giunta Marino. Ecco come sta Roma oltre Mafia Capitale” pubblicato sul numero in edicola questa settimana.

dal settimanale Left n.24 del 27 giugno 2015 La Grande lentezza. Parla Adriano La Regina, l’ex soprintendente ideatore del Progetto Fori Imperiali. «Bene la pedonalizzazione, ora smantelliamo la via costruita dal fascismo» di Simona Maggiorelli

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Vogliamo un Sindaco resiliente per una città resiliente

Marino parziale manifesto elettoraleIn questi tempi difficili, chiediamo al Sindaco di dimostrare  la propria resilienza (1), utilizzando  le circostanze drammatiche di Mafia Capitale come un’occasione per portare fino in fondo un vero cambiamento, che sappia  farsi riconoscere dai cittadini,  e che cominci  subito.  Carteinregola ha scritto al Sindaco, alla Giunta e ai Consiglieri  proponendo alcuni  punti molto concreti da cui  partire.

La fiducia dei cittadini nella politica e nelle istituzioni si sta sbriciolando, e si stanno sbriciolando anche molti partiti e pezzi di istituzioni: dietro la pretesa compattezza si intuisce uno smarrimento generalizzato (2). E mentre nella società civile qualcuno comincia a subire il fascino dell’uomo della provvidenza – come se due anni di governo della città nelle mani di un solo commissario potesse essere un antidoto ai guasti di Mafia Capitale –   molti altri lanciano appelli pro o contro le dimissioni di Ignazio Marino.

Carteinregola invece chiede, ancora una volta, che una situazione così drammatica diventi l’occasione per un drastico cambiamento, l’inizio della riscossa della città che resiste. Ormai non si possono più rinnovare promesse. E’ finito il tempo dei pulmini #dilloaltuosindaco, degli incontri nei quartieri, dell’ascolto dei cittadini, come in una sorta di campagna elettorale permanente: i cittadini hanno già detto tante volte quello che c’era da dire. Adesso è il momento di dare delle risposte vere. Se il Sindaco Marino è davvero in grado di portare Roma fuori dal guado – e dalla melma – deve farlo  subito, accelerando i cambiamenti già avviati, mettendo in campo  quanto bloccato dai “capibastone tra le ruote” e soprattutto facendo scelte davvero coraggiose che dimostrino, non solo la sua buona volontà, ma anche la sua effettiva possibilità di intervento (> leggi tutto)

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Roma non deve candidarsi alle Olimpiadi 2024

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no olimpiadi senza scrittaFIRMA E DIFFONDI L’APPELLO ON LINE (> VAI ALL’APPELLO)

Il primo passo verso la guarigione è la consapevolezza della malattia e dell’urgenza  di  cure efficaci. Mentre  ogni giorno l’intreccio di mafia e corruzione che ha attaccato  la Capitale dell’Italia si rivela più esteso e profondo, e mentre si avvicina la scadenza del Giubileo straordinario senza che ancora siano stati predisposti gli interventi più indispensabili, coloro che dovrebbero correre ai ripari e  imporre misure drastiche per fermare la degenerazione in atto e cominciare a ricostruire le condizioni per un ritorno della democrazia e della legalità  – che della democrazia è il primo presupposto – continuano a portare avanti la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024. Giovedì 25 giugno è stato fissato il voto all’Assemblea Capitolina (> LEGGI TUTTO)

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Mafia Capitale: un po’ di informazioni tecniche e una riflessione generale

foto ambm

foto ambm

In questi giorni convulsi, in cui la giusta indignazione dei cittadini si deve misurare ogni giorno con una ondata di notizie che spesso rende difficile capire cosa sta succedendo davvero, per valutare i fatti e farsi un’opinione, diamo qualche informazione utile sulle procedure giudiziarie, premettendo una considerazione generale sulla  differenza tra reati e cattiva amministrazione. Troppo spesso si dimentica un concetto sapientemente espresso dal Procuratore ” Giuseppe Pignatone, capo della Procura di Roma, il 29 novembre 2014, pochi giorni prima dello scoppio di “Mondo di Mezzo”, alla conferenza del PD romano:..la magistratura penale persegue fatti illeciti, reati, e se un reato non sussiste secondo le norme vigenti non deve neanche iniziare le indagini o le deve concludere con l’archiviazione. Questo però non significa che tutto quello che non è reato sia legittimo o rispondente a criteri di buona amministrazione e, ancora meno, che sia eticamente apprezzabile”

Per dare un giudizio sull’operato di questa classe politica, non è necessario aspettare l’esito delle indagini   della magistratura, basta valutare gli atti e le posizioni prese   dai singoli e dai partiti su tante questioni importanti, quelle  che dovrebbero essere improntate al rispetto delle regole uguali per tutti e dell’interesse pubblico. Troppe volte abbiamo visto – soprattutto nel presidio in Campidoglio a cavallo del 2012/2013, e anche nel presidio in Consiglio regionale nell’autunno scorso per Piano casa Polverini/Zingaretti – presentare o votare proposte e mozioni di dubbio interesse pubblico e di ampio profitto privato. Molti casi li abbiamo segnalati man mano. Ecco, anche se quelle scelte erano frutto di un libero convincimento e non di corruzione, e quindi chi le ha prese non ha commesso reati, non lo riteniamo  un motivo sufficiente per chiamarsi fuori dalla palude in cui è sprofondato il sistema politico della Capitale e della Regione Lazio. Non ci basta che un rappresentante eletto dal popolo non abbia commesso illeciti (o che non si possa provare senza ragionevole dubbio che li abbia commessi): vogliamo amministratori che agiscano limpidamente in un’unica direzione, quella dell’interesse collettivo. Sappiamo che si tratta di un concetto che talvolta può essere arbitrario, ma molto spesso basta una rapida ricognizione tra i vantaggi pubblici e i vantaggi privati di un progetto, di un modus operandi, di un’iniziativa, per far apparire in tutto il suo splendore una verità che tutti gli elettori dovrebbero sempre conoscere prima di decidere a chi affidare il governo della Regione o della città.

Ecco qualche informazione su come funzionano le indagini e gli arresti:

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