Spiazziamoli! Carteinregola parte dall’EUR

Nell’ambito di “Spiazziamoli! 50 piazze per la democrazia e contro le mafie” che si terrà a Roma il 6 il 7 marzo (in calce il comunicato),  Carteinregola  ha scelto di andare all’EUR, “quartiere martire” della speculazione e della mala amministrazione, organizzando una passeggiata lungo le strade  lastricate di guasti  passati e cattive intenzioni, ma anche di gioielli architettonici pubblici, sperando che il cambiamento promesso dal Sindaco – “Cambiamo tutto!” – a cui la scoperta di Mafia Capitale dovrebbe mettere le ali, non finisca con l’impantanarsi per l’ennesima volta.

spiazziamoli rettangolareCarteinregola, insieme a Libera, DaSud, ARCI, Cittadinanzattiva Lazio, Link-Rete della conoscenza e decine di associazioni e comitati*, promuove l’iniziativa “Spiazziamoli! 50 piazze per la democrazia e contro le mafie” che si terrà a Roma il 6 il 7 marzo. “Cinquanta eventi in contemporanea, in tutta la città, per rompere il silenzio sulle mafie e la corruzione, fare di Roma un palcoscenico e una piattaforma di democrazia e impegno antimafia, costruire un laboratorio di idee e buone pratiche per costruire il futuro della Capitale“.

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I mercati rionali, un tema ricorrente

Dopo due anni di battaglie contro la Delibera dello scambio immobiliare dei mercati rionali e contro i project financing dell’era Alemanno (progetti comunque “bipartisan”, sia dal punto di vista  dei sostenitori che di quello degli oppositori),  oggi ci siamo molto preoccupati leggendo sul quotidiano La Repubblica un articolo dal titolo Affittopoli, spuntano i mercati rionali, (1) in cui, rilanciando un comunicato di Alessandro Onorato, capogruppo della Lista Marchini, a proposito della delibera per la vendita di immobili pubblici,  si tirano in ballo vari negozi che appartengono ai compendi mercatali di Via Chiana e via Antonelli…

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Mercato Metronio

 Si chiede Onorato, dopo aver ottenuto (pare dopo aver chiamato i carabinieri) l’elenco  di  altri  970  immobili di proprietà di Roma Capitale non  (ancora?) messi in vendita, quali siano stati i criteri della selezione dei 571 immobili di Roma Capitale inseriti  nella delibera in questi giorni in discussione all’Assemblea Capitolina (2). E anche  se dalla lettura del comunicato originale  del consigliere di opposizione (3), si evince che la citazione dei mercati  nell’articolo di  Repubblica  è farina del sacco degli autori, e non di Onorato,  pensiamo che sia sempre utile “rinfrescare la memoria” su un tema che ci sta particolarmente a cuore. Perchè contro  la cessione a  privati dei mercati rionali –  sotto forma di scambio immobiliare o di project financing –  noi ci siamo impegnati  per più di due anni. E ritrovare oggi,  estratti  da quell’elenco di   970  immobili e messi in bella evidenza,   anche alcuni locali commerciali  all’interno di due compendi mercatali   assai appetibili dal punto di vista immobiliare,  i  mercati rionali di  Via Chiana e di  via Antonelli, nei prestigiosi quartieri Trieste e Parioli, con annesse autorimesse e vari negozi, ci spinge a tornare un’altra volta sull’argomento.

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Progetto Flaminio: la lettera dei comitati

ex caserme via reni  light marzo 2014 13Ritorniamo sulla questione del Progetto Flaminio, promosso dall’Assessorato alla Rigenerazione Urbana di Roma Capitale e da Cassa Depositi e Prestiti SGR, che ha acquistato l’area degli ex stabilimenti militari dal Demanio, dove dovrebbero sorgere per metà appartamenti, un albergo e una parte commerciale con negozi, per metà la Città della Scienza, una piazza pubblica e servizi per il quartiere. Cittadini e associazioni hanno aderito a un tavolo partecipato, che per mesi ha lavorato alla stesura delle linee guida per il masterplan, cioè l’assetto del nuovo quartiere,  e qualche settimana fa è stato presentato ufficialmente il concorso indetto da CDP per individuare i progettisti. In merito si è scatenato un acceso dibattito, a partire  dalle modalità del concorso, contestate  dall’associazione Amate l’architettura, di cui   pubblichiamo in calce un nuovo articolo  che commenta l’iniziativa dell’ Ordine degli architetti, che  anche in seguito alla segnalazione di Amate, di scrivere a Cassa Depositi e Prestiti Investimenti SGR  invitandola ad “attivare una procedura ad evidenza pubblica secondo quanto stabilito dall’attuale normativa” (nell’articolo le risultanze del carteggio e le considerazioni di Amate l’architettura*). Alla discussione si è aggiunto nei giorni scorsi un nuovo documento, a firma delle associazioni del tavolo partecipato, che chiedono all’Assessore alla Rigenerazione Urbana Giovanni Caudo più garanzie sulla valorizzazione  del lavoro portato avanti sulle linee guida, avanzando delle precise richieste

Lettera delle Associazioni del Tavolo partecipato a proposito del Concorso internazionale di progettazione per il quartiere della Città della Scienza

A seguito della pubblicazione del bando di Concorso per il Masterplan nell’area dell’ex Stabilimento Militare Materiali Elettrici di Precisione (SMMEP) di via Guido Reni, la maggior parte delle Associazioni che hanno redatto il documento di sintesi della partecipazione, durata da febbraio a luglio 2014, desiderano sottolineare a questo riguardo alcuni aspetti di metodo e di relazione con la Pubblica Amministrazione.

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Toscana. La linea Maginot del Piano Paesaggistico

alpi apuane 2AGGIORNAMENTO (dal Sole24ore  24  febbraio 2015): Enrico Rossi, a proposito del maxi emendamento Pd, dietro cui molti vedono la mano “renziana”, che riprende gran parte delle proposte di modifica al Piano presentate da Forza Italia, ha dichiarato : “Coloro che a cuor leggero si propongono la chiusura delle cave devono sapere che nel settore lapideo lavorano oltre 5mila addetti: ecco perché bisogna conciliare il lavoro e l’occupazione con il paesaggio» (scarica sole24ore 24 febbraio 2015 )

AGGIORNAMENTO 2  Con il Piano dell’assessore Marson si schiera  – a sopresa – la CGIL. CGIL: TESTI PD STRAVOLGONO IL PIANO (DIRE) Firenze, 23 feb. – Se gli emendamenti proposti dal Pd in Commissione Ambiente saranno approvati dal Consiglio Regionale “ci troveremmo di fronte ad un altro Piano paesaggistico rispetto a quello predisposto dall’assessore all’ambiente Marson. Come Cgil Toscana riteniamo che il piano sia il punto piu avanzato di sintesi tra lavoro ed ambiente, e che gli emendamenti in questione ne stravolgano, ove accolti, il senso ed il valore”. Lo sottolinea Maurizio Brotini, segretario Cgil Toscana, che aggiunge: “Un Piano paesaggistico notevolmente diverso, anzi, addirittura ad una norma non cogente per le rispettive amministrazioni comunali e non condiviso con il ministero dei Beni Culturali, con tutte le possibili conseguenze del caso”. In cui, continua “impressiona l’emendamento che permetterebbe di non ritenere vincolanti le osservazioni tecnico-scientifiche da parte delle amministrazioni locali, in spregio al ruolo ed al valore delle competenze specialistiche ed al coinvolgimento dell’intellettualità”. Con le modifiche, inoltre, “si perderebbe altresi ogni ruolo di indirizzo e controllo dell’Ente Regione”. Per la Cgil, quindi, “siamo di fronte al fondato rischio che gli interessi corporativi di potentati economici locali rompano tale equilibrio”. (Com/Dig/ Dire)

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Regione Toscana: a rischio spiagge e montagne

“Il piano paesaggistico deve valorizzare il patrimonio, non deve essere una cartolina che blocca le attività”: in una sola frase, del  consigliere PD Toscano Pellegrinotti, si potrebbe riassumere la triste parabola di un partito che ha abbandonato la dignità costituzionale per aprire le porte agli appetiti privati sul territorio.
Simone_Martini Guidoriccio

Apprendiamo con sconforto che il Piano paesaggistico  dell’Assessore Marson, l’altra faccia  della legge per il governo del territorio,  salutata nei mesi scorsi come primo squarcio di speranza  in un desolato  panorama nazionale  di sistematica predazione  del nostro patrimonio collettivo, sta per essere stravolto da un maxiemendamento del Partito Democratico. Avete letto bene: non è  il solo centro destra a cercare di riaprire le porte alla speculazione, ma un partito che dovrebbe essere il più attivo  promotore dello sviluppo sostenibile.  E il principale motivo del contendere sono sempre le cave, nelle Alpi Apuane. In nome del solito “sviluppo”, che premia i soliti  interessi, secondo il  quotidiano Il Tirreno, di intoccabile resta poco, solo “Le vette e i crinali sopra i 1200 metri. A patto, però, che nessuno li abbia già aggrediti”.

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